Aveva 81 anni

Morto Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum

Da bancario a protagonista della finanza italiana, è stato a lungo accanto a Berlusconi. Che ora lo saluta: «Grande uomo e grande imprenditore»

Ennio Doris, il ragazzo di campagna che ha realizzato i suoi sogni

4' di lettura

Si è spento alle due e 12 minuti della notte del 24 novembre Ennio Doris, fondatore e presidente onorario di Banca Mediolanum. Lo annunciano la moglie Lina Tombolato e i figli Sara e Massimo, che «in questi giorni di lutto» desiderano «mantenere uno stretto riserbo», che chiedono a tutti di «voler rispettare». I dipendenti e i collaboratori del gruppo, si legge in una nota, «si stringono uniti e partecipi attorno alla famiglia Doris e, con enorme commozione, rendono omaggio a Ennio Doris, grande uomo e straordinario imprenditore».

La nota di cordoglio di Berlusconi

Immediata la nota di cordoglio di Silvio Berlusconi, a lungo accanto a lui nella sua avventura imprenditoriale: «Ci ha lasciato Ennio Doris. Un grande uomo, un grande imprenditore, un grande patriota, un grande italiano. Un uomo generoso, altruista, sempre attento agli altri, sempre vicino a chi aveva bisogno. Ci mancherà molto, mi mancherà moltissimo. A Massimo, a Sara, a Lina la mia vicinanza e tutto il mio affetto». Antonio Patuelli, presidente di Abi, parla di «banchiere illuminato e fortemente innovativo, attento e sensibile contemporaneamente alla crescita aziendale, dei clienti e dei collaboratori».

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Ennio Doris, il ragazzo di campagna che ha realizzato i suoi sogni

Al timone di Banca Mediolanum

Ennio Doris nasce a Tombolo (Padova) il 3 luglio del 1940. Per oltre quarant'anni è stato indiscusso protagonista della grande finanza italiana nonché imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale, presente anche in Spagna, Germania e Irlanda. Sposato dal 1966 con Lina Tombolato, lascia due figli - Massimo e Sara - e sette nipoti: Agnese, Alberto, Anna, Aqua, Davide, Luna Chiara e Sara Viola. Nel 1992 gli viene conferita l’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2002 quella di Cavaliere del Lavoro. Dal 2000 al 2012 ha ricoperto la carica di Consigliere in Mediobanca e di Banca Esperia. Dal 1996 è stato amministratore Delegato di Mediolanum, holding del gruppo, sino al 2015, anno della fusione per incorporazione in Banca Mediolanum. Fino a allo scorso 3 novembre 2021 Ennio Doris ha ricoperto la carica di presidente di Banca Mediolanum, giorno nel quale è stato nominato, a seguito di delibera assembleare, presidente onorario. Ennio Doris ricopriva altresì la carica di presidente onorario di Fondazione Mediolanum onlus.

L’Antoniana, poi le imprese

Da bambino Ennio Doris sogna di diventare mediatore di bestiame come il padre, ma all’età di 10 anni si ammala di nefrite e si concentra così sugli studi. Dopo il diploma in ragioneria presso la scuola superiore «Jacopo Riccati» di Treviso, inizia la carriera lavorativa presso la Banca Antoniana di Padova nella filiale di San Martino di Lupari (Padova) dove lavora dal 1960 al 1968, per diventare poi direttore generale delle officine meccaniche Talin di Cittadella (Padova) assieme all’industriale Dino Marchiorello, personaggio chiave nella vita di Ennio Doris. Infatti, proprio un episodio vissuto con Marchiorello, costituirà un vero e proprio punto di svolta della vita di Ennio Doris: a bordo della Citroen Pallas nuova fiammante dell’industriale, Ennio Doris scopre che «i suoi piedi affondano su una moquette morbidissima e avvolgente».

Addio a Ennio Doris, banchiere appassionato

Addio a Ennio Doris, banchiere appassionato

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L’illuminazione imprenditoriale

Salire su quella macchina fu una illuminazione, in un attimo gli fu tutto chiaro. Quell’uomo stava guidando l’auto dei suoi sogni, dirà in seguito: quell'uomo, stava «guidando» la sua vita. Da lì Ennio Doris intuisce che, per guidare la propria vita, deve scegliere di diventare imprenditore. Vede l’amico Gianfranco Cassol fare il promotore e così nel 1969 inizia anch’egli l’attività nel campo della consulenza finanziaria presso Fideuram, occupandosi di gestione dei risparmi delle famiglie e, dal 1971 al 1981, in Dival (Gruppo Ras), dove era partito con un gruppetto di collaboratori, in pochi anni arriva a gestire oltre 700 professionisti.

La svolta nella gestione del risparmio

Durante quei primi importanti anni di esperienza sono innumerevoli gli incontri con clienti che gli affidano il loro «denaro che viene dal sudore e dal sacrificio» come ricorda lo stesso Ennio Doris. È in particolare decisivo l’incontro e il dialogo di una sera con un falegname che sceglie di investire una somma più che ragguardevole: 10 milioni di lire di circa quarant'anni fa. «“Signor Doris, sa cosa le ho dato?” mi domanda il falegname “Sì, 10 milioni”, rispondo io. “No, si sbaglia”, mi dice. Mi fa vedere i calli impressionanti della mano destra e aggiunge: “le ho dato questi! E si ricordi che io non posso permettermi di ammalarmi, perché altrimenti la mia famiglia non va avanti”». Quell’incontro segna per sempre la sua vita professionale. «Lì ho capito quello che dovevo fare: aver successo non perché sono bravo a vendere qualcosa, ma perché sono utile alle persone.

La partnership con Fininvest

Per farlo, però, devo avere a disposizione tutti gli strumenti necessari, compresi quelli bancari», per realizzare quel progetto imprenditoriale in grado di offrire ai clienti risposte a tutti i bisogni finanziari delle persone. Così, nel febbraio 1982, dopo l’incontro a Portofino con Silvio Berlusconi e con il supporto imprenditoriale e logistico del fruppo Fininvest, Ennio Doris fonda Programma Italia, la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio, con un’idea tanto semplice quanto potente e innovativa: «diventare il punto di riferimento della famiglia italiana per il risparmio». Inventa così un nuovo modo di fare banca, avvicinando la finanza alle persone e creando un modello industriale precursore dei tempi.

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