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Morto Fred Bongusto, crooner della «Rotonda sul Mare»

È morto nella notte tra il 7 e l’8 novembre, nella sua abitazione a Roma, Fred Buongusto. Il cantante aveva 84 anni ed era malato da tempo. Cantò l’Italia del boom economico

di Francesco Prisco


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Fred Bongusto, cantante sentimentale, è morto a 84 anni

3' di lettura

«Il Molise non esiste», si ostina a scrivere da tempo sul web qualche buontempone. Tutte sciocchezze: la più giovane regione italiana non solo esiste, ma ha un’identità culturale ben precisa, riconducibile all’eleganza vintage e alla voglia di vivere di un ragazzo di 60 anni fa. Si chiamava Fred Bongusto ed è morto nella notte tra il 7 e l’8 novembre nella sua abitazione a Roma. Cantante alla maniera dei crooner americani, come il suo idolo Frank Sinatra, cantore del boom economico anni Sessanta.

L’annuncio del decess0
La notizia della morte arriva dall’ufficio stampa del cantante che, in una nota, scrive: «La notte scorsa, alle 3.30 circa, ha cessato di battere il cuore di Fred Bongusto». Il celebre artista nato a Campobasso, il cui nome all’anagrafe era Alfredo Antonio Carlo Buongusto, aveva compiuto 84 anni il 6 aprile scorso. Da qualche tempo aveva problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma lunedì 11 novembre, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli artisti in piazza del Popolo. Bagno di folla assicurato per l’interprete molto popolare negli anni Sessanta e Settanta.

Addio a Fred Bongusto, cantore della «Rotonda sul mare»

Addio a Fred Bongusto, cantore della «Rotonda sul mare»

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Quella «Rotonda» era sul lago
Tutto partì da una canzone: Una rotonda sul mare, tormentone estivo del 1964. Il brano ha una storia molto particolare. Per anni mezza Italia si è chiesta: dov’era la memorabile rotonda del vecchio Fred dove si sente «il nostro disco che suona»? Per decenni si disse Termoli, essendo l’artista nativo di Campobasso, poi fu lui stesso a dirottare su Senigallia. L’ultima parola, tuttavia, spetta all’autore del testo Franco Migliacci che individua la location nella rotonda dell’Hotel Lidò di Passignano sul Trasimeno. Ebbene sì: non era una rotonda sul mare, ma una rotonda sul lago.

Il contratto per Ansoldi
La sua avventura musicale comincia nel 1961, quando è contrabbassista del complesso I 4 Loris, dal nome del pianista veneziano Loris Boresti. Il gruppo ottiene un contratto per l’etichetta indipendente Primary, fondata dall’imprenditore delle plastiche Giovanni Battista Ansoldi. Quest’ultimo ci mette poco a capire che, tra I 4 Loris, c’è un Fred che può fare la differenza e propone a Bongusto un contratto da solista, facendogli incidere i singoli Dolce dolce (1961), Frida (1962), Amore fermati (1963), Malaga (1963) e, appunto, Una rotonda sul mare. La consacrazione arriverà con Prima c’eri tu che, uscita per Fonit, nel 1966 vince «Un disco per l’estate». Bongusto ha molto mercato e così passa rapidamente dalla Rca Italiana, dove incide tra le altre cose E mi consuma l’estate (1967), al Clan Celentano, debuttando con Una striscia di mare (1969). Il mare, l’estate, la nostalgia dell’amore restano i temi prediletti della sua poetica.

Quando fu rapinato dai terroristi neri
Negli anni Settanta della contestazione gode di grande popolarità, ma non è esattamente allineato con quelli che nel frattempo sono diventati i gusti predominanti del pubblico. Torna in una certa fase a pubblicare per il gruppo Ansoldi, stavolta su etichetta Ri-Fi, ma tornerà in hit parade soltanto pubblicando per la Wea Italiana La mia estate con te (1976). Balliamo, lato B di Pietra su pietra (1977), sarà una hit in Sud America grazie alla cover dello spagnolo Manolo Otero. Nel 1979 è vittima di un terribile fatto di cronaca: i terroristi neri Cristiano Fioravanti e Alessandro Alibrandi si introducono a casa sua mentre è assente, sequestrano moglie e governante. Lo rapinano per alcune centinaia di milioni, portando via tra le altre cose un Disco d’Oro.

Essere romantici è come leggere la vita con un tipo di lente particolare, io questa lente la uso sempre anche quando non canto

La vita vista da un romantico
Dagli anni Ottanta, tolta l’esibizione a Sanremo con Cantare (1986), è soprattutto cantante dei circuiti nostalgia.In questo particolarissimo «campionato» ha pochi rivali: la sua fama varca l’Atlantico, tra i tour in Uruguay e Brasile e João Gilberto, padre nobile della bossa nova, che lo omaggia con una particolarissima versione di Malaga. Merito di quell’eleganza vintage intrisa di sentimentalismo. «Essere romantici è come leggere la vita con un tipo di lente particolare, io questa lente la uso sempre anche quando non canto», diceva di sé. Nessuno avrebbe potuto rappresentare meglio il senso della sua arte. Che in fondo era il senso della sua vita.

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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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