aveva 84 anni

Morto l’avvocato Giuseppe Frigo, fu giudice della Corte costituzionale

Il noto penalista e giurista è morto in ospedale a Brescia all’età di 84 anni. È stato giudice della Corte costituzionale dal 2008 fino a novembre 2016, quando si dimise dall’incarico per motivi di salute


default onloading pic
(IMAGO ECONOMICA)

2' di lettura

È morto a Brescia all'età di 84 anni l'avvocato Giuseppe Frigo, noto penalista e giurista. È stato giudice della Corte costituzionale dal 2008 al 2016. Si era dimesso dall'incarico nel novembre del 2016 per motivi di salute. Malato da tempo, è morto in ospedale.

Bresciano, classe 1935, laureato in giurisprudenza con lode nel 1957, Giuseppe Frigo è stato avvocato penalista e professore di diritto processuale penale comparato ed europeo presso la facoltà di giurisprudenza alla Statale di Brescia. È uno dei padri del giusto processo, riforma da lui fortemente voluta quando era presidente dell'Unione delle camere penali (tra il settembre 1998 e il settembre 2002) organismo cui sono associate 126 Camere penali distribuite su tutto il territorio nazionale, con un numero complessivo di circa ottomila avvocati penalisti iscritti. Nell'ambito della Stessa Ucpi ha ricoperto anche altri incarichi.

Frigo è stato più volte chiamato al ministero della Giustizia a far parte di Commissioni consultive come quella per la legge-delega relativa al codice di procedura penale e redigenti del codice di procedura penale e delle norme di attuazione attualmente in vigore. Nell'ambito degli incarichi del Ministero è stato relatore o correlatore sui testi normativi concernenti: l'esercizio dell'azione civile nel processo penale, il difensore, le investigazioni difensive, l'udienza preliminare, l'istruzione dibattimentale, il recupero dell'oralità nel dibattimento.

Quanto alla sua attività professionale (iscritto nell'albo dei procuratori legali di Brescia dal 1960, in quello degli avvocati dal 1966 e in quello degli avvocati cassazionisti dal 1974) si ricorda, tra l'altro, l'assistenza fornita ai familiari di Giuseppe Soffiantini, vittima di uno dei più lunghi e drammatici sequestri di persona della storia italiana.

Giuseppe Frigo è anche una “vecchia” conoscenza del Sole 24 Ore con il quale ha collaborato dal 1988 e poi con Guida al Diritto quale esperto in materia penale e processuale penale.

«La storia pubblica dell'avvocato professore è quella del valentissimo professionista che ha massimamente onorato la toga del difensore, del maestro di procedura penale che ha prodotto studi sapienti ed attivamente collaborato alla riforma del codice penale di rito accusatorio del 1988, del Giudice della Corte Costituzionale che per molti anni ha rappresentato una delle anime più sensibili in difesa dei principi fondanti del giusto
processo». A tratteggiare il ricordo di Frigo, in una nota, è la Giunta dell'Unione Camere penali. «Per noi però - viene sottolineato nella nota - è stato prima di tutto lo strenuo militante dell'Unione delle Camere Penali Italiane della quale fu Presidente dal 1998 al 2002. Furono quelli gli anni della battaglia perché i principi del giusto processo fossero scolpiti nella Costituzione Repubblicana. Il nostro Paese deve a lui quella feconda intuizione alla quale un Legislatore attento, nella veste di Costituente, diede corso». Per la Giunta dell'Unione Camere Penali, «la sua figura è
esempio della nobiltà della toga ed esortazione all'impegno di tutti noi e delle generazioni future, che con orgoglio custodiremo nel nostro album di famiglia».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...