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Morto a 94 anni l’ex premier Ciriaco De Mita

L’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc è scomparso nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino

De Mita, l'intervista con Pomicino: "La politica e' altro"

5' di lettura

L’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, Ciriaco De Mita, è morto questa mattina alle 7. Lo ha reso noto il vice sindaco di Nusco, Walter Vigilante. De Mita aveva 94 anni ed era stato sottoposto a febbraio scorso a un intervento chirurgico per la frattura di un femore a seguito di una caduta in casa. Secondo quanto si è appreso, De Mita è morto nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino, dove era ricoverato dal 5 aprile a seguito di un attacco ischemico che l’aveva costretto in un primo momento al ricovero nell’ospedale Moscati.

De Mita stava seguendo un percorso di riabilitazione dopo la frattura del femore per la caduta dello scorso febbraio. In un primo tempo le sue condizioni non sembravano preoccupanti, ma in seguito la figlia Antonia aveva scritto sui social “Mio padre è grave”, rivelando di non averlo potuto incontrare.

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La biografia: rifiutò di divenire capo dello Stato

«Nel 1985, quando si trattava di scegliere il successore di Sandro Pertini, Alessandro Natta mi fece capire che i comunisti avrebbero potuto sostenere una mia candidatura al Quirinale». Ma «ci vuole uno stile che io, diciamoci la verità, non avevo. A me piace l’analisi, il pensiero, mi piace chiacchierare. Un Presidente della Repubblica non può chiacchierare».

Ciriaco De Mita lo raccontava al Corriere della Sera in occasione del suo novantesimo compleanno, evocando inevitabilmente quei ragionamenti, ’ragionamendi’ per dirla con cadenza irpina, elogiati da alcuni, criticati da altri, e che portarono l’avvocato a Agnelli a definirlo in modo pungente «un intellettuale della Magna Grecia». L’espressione intellettuale «è stata usata nei riguardi di Moro e paragonare un politico a Moro, dentro e fuori la Democrazia cristiana, è un complimento», fu la replica dell’allora segretario della Dc, che non esitò a definire Agnelli «un mercante moderno, con poche idee e tanti interessi particolari».

Parole che rivelano quanto De Mita fosse sì uomo di pensiero, ma anche di grinta e di azione. Basta guardare al cursus honorum del figlio del sarto di Nusco, nato nel paese irpino il 2 febbraio del 1928, dove già nel 1943 si iscrive alla Dc. Consigliere nazionale del partito nel 1956, nel ’63 deputato per la prima volta (sempre rieletto fino alla legislatura 2006-2008, ad eccezione del biennio 1994-96), nel 1969 diviene vicesegretario della Dc, quando stringe con Arnaldo Forlani il Patto di San Ginesio, dalla località delle Marche dove si svolge un convegno, che porta alla segreteria dello Scudocrociato l’altro ’gemello’ appunto di San Ginesio, nel nome del rinnovamento da parte della generazione dei quarantenni.

Addio a De Mita, una vita nella politica

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Le reazioni

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso a nome del governo della Repubblica «il più sentito cordoglio per la scomparsa di Luigi Ciriaco De Mita. Presidente del Consiglio tra il 1988 e il 1989, più volte Ministro, protagonista della vita parlamentare e politica italiana nella sinistra democristiana, fino all'ultimo è stato impegnato nelle istituzioni locali, come Sindaco del comune di Nusco. Alla famiglia, le condoglianze di tutto il Governo», si legge in una nota di palazzo Chigi.

Un appassionato di politica. Un grande leader che non si è mai tirato indietro nel compiere scelte difficili. E che ha investito come pochi altri sull'apertura della politica ai giovani in un tempo in cui avveniva esattamente l'opposto. Tanti, intensi ricordi». Lo scrive su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta, nel ricordare l’ex presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita.

«Ci ha lasciato un grande della Repubblica. Una intelligenza unica, un leader carismatico, un maestro di politica per intere generazioni, giovane fino all'ultimo giorno. Oggi un enorme dolore per tutti noi che gli abbiamo voluto bene». Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

«Non eravamo pronti, non siamo pronti. Non muore un patriarca defilato ma un protagonista attivo con un pensiero moderno. La mia vita è scorsa fino a oggi nel ragionare con lui, spesso in disaccordo. Oggi mi sento disorientato, da domani parleremo dello statista, del leader, e avremo da parlarne per tutto il resto della nostra vita. Ora è un momento di dolore assoluto che mi unisce alla signora Annamaria e ai suoi figlioli». Lo afferma il vice presidente del gruppo di Fi alla Camera, Gianfranco Rotondi.

«Sono sinceramente addolorato per la scomparsa del presidente Ciriaco De Mita. E sono vicino alla mia amica Antonia De Mita». Così Bobo Craxi su Twitter.

«Una preghiera per Ciriaco De Mita: al di là delle diverse opinioni, la sua passione per la politica e l'attenzione per la comunità meritano rispetto. Condoglianze alla sua famiglia». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

«L'Italia perde un uomo che ha dedicato l'intera vita alla politica. 66 anni passati dentro la Democrazia Cristiana, prima da militante poi da segretario. De Mita è stato una colonna storica della Democrazia Cristiana. Un personaggio politico lungimirante che ha anche ricoperto il prestigioso ruolo di Presidente del Consiglio. Un irpino doc che ha messo a disposizione di Nusco, città natale, la sua competenza politica, ricoprendo il ruolo di sindaco tra le fila dell'Udc. Grazie di tutto, Ciriaco!» Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc, ricorda Ciriaco De Mita.

«De Mita ha rappresentato una parte di storia personale e di storia italiana e l’orgoglio, la cultura della civiltà contadina, di arrivare alla gestione del potere nel nostro Paese non con una forma di arroganza, ma nel tentativo di cambiare le cose secondo quel tratto di umanità tipico della nostra gente. In parte fu anche incompreso». Così Clemente Mastella, a Radio Anch’io su Rai Radio1.

«Ricordo Ciriaco De Mita. Le qualità di un leader politico autentico. L'orgoglio delle radici nel suo territorio. La statura intellettuale. E una straordinaria curiosità per le opinioni e le storie diverse dalle proprie». Lo scrive su twitter il commissario europeo Paolo Gentiloni.

«Con Ciriaco De Mita scompare un grande protagonista della politica italiana. Spesso non ho condiviso le sue scelte e le sue idee, ma ho condiviso con lui anni al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo dove avevamo costruito un bel rapporto umano. Una preghiera. Riposa in pace». Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, vicepresidente del partito popolare europeo.

«Uno degli ultimi grandi democristiani se n’è andato spegnendosi nella sua Nusco, quel paesino della montagna avellinese che per tanti anni è stato il crocevia della politica italiana. Ciriaco de Mita è stato a lungo al governo del Paese, ma in realtà ha concentrato le sue energie alla guida della Dc e nel tentativo di rinnovarla, in anni molto difficili per la Repubblica. In lui la passione per la politica e l’amore per la sua terra non sono mai venuti meno: si è sempre definito, solo e semplicemente, un democratico cristiano, anche dopo la morte della Democrazia cristiana». Lo dice Pier Ferdinando Casini in una nota.

«Ciriaco De Mita negli anni 80 segnò la rinascita della Dc e la ripresa del Paese. Oggi siamo lontanissimi da quella stagione, c’è una crisi dei partiti». Lo dice Paolo Cirino Pomicino, storico dirigente della Dc.

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