ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùaveva 75 anni

Morto Massimo Mattioli, fumettista ribelle che ispirò il papà dei Simpson

Fondatore della rivista Cannibale, per Il Giornalino diede vita al longevo coniglio-reporter Pinky. Su Frigidaire pubblicò Squeak the Mouse, il topino splatter che probabilmente ha influenzato Matt Groening nella creazione di Grattachecca e Fichetto. Omaggio o plagio? «Non me ne frega niente», rispondeva Mattioli. «Per me conta essere libero»

di Francesco Prisco


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«Squeak the Mouse», la serie a fumetti di Massimo Mattioli (1943-2019) che ispirò Matt Groening per Grattachecca e Fichetto

2' di lettura

L’arte di cambiare registro nell’arte appartiene solo ai più grandi. Se un artista riesce a passare con disinvoltura dalla provocazione splatter al racconto per bambini - mantenendosi fedele, nel profondo, alla propria cifra stilistica - significa che è destinato a restare. E resterà di sicuro Massimo Mattioli, fumettista di 75 anni scomparso lo scorso 23 settembre nella sua Roma. In bacheca una sfilza di premi lunga così: dal Phénix nel 1971 al Romics del 2009.

Un ritratto di Massimo Mattioli

Figura di punta, tra gli anni Settanta e Ottanta, del fumetto indipendente italiano, fondatore delle riviste Cannibale e Frigidaire, artista capace di alternarsi tra Pinky, surreale quanto tenero coniglietto rosa-reporter che esce per il periodico cattolico Il Giornalino, e Squeak The Mouse, serie nonsense in cui un gatto e un topo si inseguono ripetutamente per darsi la morte nei modi più disparati possibili, l’opera che probabilmente ha influenzato Matt Groening nella creazione di Grattachecca & Fichetto, il cartoon splatter adorato da Bart e Lisa, rampolli di casa Simpson.

Il coniglietto Pinky

Perché Mattioli è autore di respiro internazionale: dopo gli esordi su Il Vittorioso con il Vermetto Sigh, consuma il proprio apprendistato tra Londra e Parigi, collaborando per Mayfair e Pif, magazine cui regala le avventure di M. le Magicien, il mago più piccolo che possiate immaginare. I suoi anni Settanta, comunque, parlano italiano: per Paese Sera disegna Pasquino e intanto per Il Giornalino dà vita al longevo Pinky, le cui pubblicazioni andranno avanti sino al 2014.

Tra i tumulti del 1977, insieme con Stefano Tamburini, tiene a battesimo la nascita di Cannibale, magazine di riferimento per le molteplici scene italiane underground che dà spazio a geni sregolati come Andrea Pazienza e Tanino Liberatore. È qui che Mattioli sperimenta la fantascienza umoristica di Joe Galaxy, le cui gesta proseguiranno poi su Frigidaire. Ancora per Frigidaire nel 1980 esordisce Squeak the Mouse, il topino politically uncorrect che estremizza le dinamiche narrative dei primi cartoon Disney. Fino alla carneficina. Un’opera senza la quale Groening in tutta probabilità non ci avrebbe regalato il tormentone di Grattachecca & Fichetto. Omaggio o plagio? «Non me ne frega un accidente», rispondeva Mattioli a chi lo interrogava a riguardo. «Che devo dire? Lo odio? No. Preferisco avere una cosa in meno, essere più povero, lavorare in sottrazione. Ma essere libero. Non voglio schiavitù, né di soldi, né psicologiche». Libero, come lo spirito che traspare dalle sue strisce ribelli.

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