aveva 95 anni

Morto Nedo Fiano, uno degli ultimi sopravvissuti ad Auschwitz

Numerosi i pensieri di ricordo e cordoglio da parte dei politici e delle comunità ebraiche. Nedo Fiano era papà del deputato Emanuele

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4' di lettura

E' morto a Milano Nedo Fiano, papà del deputato Emanuele e uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz. Aveva 95 anni.

Dal segretario Pd Nicola Zingaretti al leader di Italia Viva Matteo Renzi, dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani al sindaco di Firenze Dario Nardella, dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli alla presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, numerosi e commossi i ricordi del mondo politico e della società civile.

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Dureghello: ha raccontato l’orrore a intere generazioni

«Con la scomparsa di Nedo Fiano, il mondo perde un uomo che dopo essere sopravvissuto all'orrore della Shoah, ha passato il resto della vita trasmettendo ai giovani il valore della memoria. Un grande abbraccio a @emanuelefiano e alla sua famiglia. Da oggi il mondo è più povero» twitta il segretario Pd Zingaretti. Analoga commozione anche da parte di Ruth Dureghello: «Mi piange il cuore per la scomparsa di Nedo Fiano. Sopravvissuto a Auschwitz, ha avuto la forza di raccontare l'orrore a intere generazioni. Un esempio di vita per tutti noi. Un abbraccio a Emanuele Fiano e alla famiglia dalla comunità ebraica di Roma».

Renzi: se ne va un gigante

«Un abbraccio a Emanuele Fiano per la perdita del papà Nedo», scrive su Twitter il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Affida a Facebook il suo pensiero e il suo ricordo Matteo Renzi: «Nedo Fiano era uno degli ultimi testimoni diretti di Auschwitz. La sua famiglia - venduta per qualche migliaio di lire da un delatore ai nazisti - fu sterminata nelle camere a gas. Lui si salvò miracolosamente. Dopo qualche anno nella sua Firenze decise di andare a vivere a Milano: troppo forte il dolore di respirare ogni giorno nei luoghi della sua famiglia distrutta. Ormai anziano - dopo una vita di successi - decise di tornare a vedere la casa dove era cresciuto: lo conobbi così, mentre ero presidente della provincia. Gli proposi di organizzare un charter con gli studenti delle superiori per tornare a Auschwitz. Mi disse che per lui il dolore sarebbe stato troppo grande. Poi cambiò idea. E per due anni - assieme alla Comunità Ebraica di Firenze - organizzammo i voli della memoria. Una delle più toccanti esperienze della mia vita politica».

«La sua voce in albergo - ricorda Renzi - la sera prima della visita ai lager, la sua emozione nei luoghi della prigionia, la sua forza d'animo nell'incitare alla fine i ragazzi a vivere la propria vita da protagonisti: non dimenticherò mai i tanti istanti che adesso mi tornano in testa. Quanta bellezza in quell'uomo che trasmetteva alle nuove generazioni il testimone della memoria. Da Sindaco gli ho consegnato il fiorino d'oro. Da premier sono andato a trovarlo con suo figlio Lele quando già stava male. Ma è da uomo che oggi voglio ricordarlo: non dimenticherò mai gli occhi di Nedo mentre parla degli occhi della sua mamma. Oggi Nedo ha chiuso gli occhi per sempre. Oggi i miei occhi sono pieni di lacrime. Benedico il giorno che ti ho incontrato e ti dico grazie, caro Nedo. Sei stato un gigante nella tua vita. E sei stato meraviglioso nell'accettare di rivivere il dolore di Auschwitz per educare le nuove generazioni. Per dare loro speranza. Per insegnare a tutti noi che dire mai più è un dovere. Ciao Nedo, grazie».

Il cordoglio di Sassoli e delle istituzioni toscane

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli dedica «un pensiero di forte affetto e vicinanza a Emanuele Fiano e alla famiglia per la scomparsa di Nedo Fiano, prezioso testimone degli orrori della Shoah, scrittore raffinatissimo, uomo mite, gentile, tenace, di intransigente, cristallino valore. Il regno dei Giusti è la sua dimora».

Cordoglio da parte delle istituzioni toscane alla notizia della morte a 95 anni di Nedo Fiano. Fiorentino di nascita. «Se ne va un testimone autentico del Novecento, che ha conosciuto e ha saputo resistere all'orrore nazista - ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani -. Punto di riferimento per le coscienze libere e interprete vero di libertà e democrazia».

Per il sindaco di Firenze Dario Nardella, «ci lascia un altro instancabile testimone del nostro tempo, fulgida memoria delle atrocità di Auschwitz e dello sterminio degli ebrei, un cittadino fiorentino di nascita che è diventato un simbolo della Shoah e della necessità del ricordo». Nardella ha ricordato di aver «conosciuto personalmente Fiano solo qualche anno fa, un uomo dalla tempra incredibilmente forte, dalla profonda dignità, che ha attraversato una gioventù di dolore indicibile: prima le leggi razziali, poi deportato con la famiglia: lui si salvò ma perse tutti i parenti, compresi gli amati genitori. Liberato, lasciata una Firenze che non riconosceva più, Fiano si rifece lentamente una vita a Milano e non ha smesso, fino a quando le forze lo hanno sorretto, di ricordare l'orrore e trasmetterlo alle giovani generazioni, perché non accada mai più».

«Con dolore diamo l'addio a Nedo Fiano, un uomo che da testimone dell'orrore del Novecento è stato capace di mettersi al servizio del dialogo e e dell'impegno civile». Lo dichiara la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi.

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Di Segni: la scomparsa di Fiano lascia un vuoto profondo

«La scomparsa di Nedo Fiano lascia un vuoto profondo. Ricordo un Testimone ma anche un uomo straordinario, amante della vita nonostante la terribile esperienza vissuta nel lager. Il 20enne Nedo fu l'unico della sua famiglia a fare ritorno. Con la disperazione negli occhi, ma anche la voglia di costruire e ricostruire insieme all'amata Rina, la compagna di scuola ritrovata e insieme alla quale avrebbe messo al mondo tre figli - Enzo, Andrea ed Emanuele - cui tutti ci stringiamo con affetto in questo momento di immenso dolore. La sua lucida testimonianza, il suo incrollabile impegno civile e di Memoria, resteranno un segno indelebile nelle generazioni. Sia il suo ricordo di benedizione». Lo afferma in una nota la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni anche a nome di tutto il Consiglio Ucei.

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