ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAveva 89 anni

Morto Nico Fidenco, voce dei tormentoni estivi anni 60 e delle sigle dei cartoni

Il cantante e compositore romano esordì alla Rca Italiana. Dopo i successi da interprete musicò i film di genere anni Settanta

Nico Fidenco è morto a Roma a 89 anni (Ansa)

3' di lettura

È morto nella notte tra venerdì e sabato 19 novembre a Roma il cantautore Nico Fidenco, 89 anni. Il suo nome è legato soprattutto a grandi successi negli anni Sessanta, in particolare alla canzone Legata a un granello di sabbia, ritenuta tra i primissimi tormentoni estivi della storia della musica italiana, oltre a numerosi temi musicali per il cinema, come il brano What a Sky, tratto dal film di Francesco Maselli I delfini. All’anagrafe Domenico Colarossi, era nato a Roma il 24 gennaio 1933. All’età di sei anni, si era trasferito con la famiglia ad Asmara, dove rimase fino al 1949.

Gli esordi alla Rca Italiana

Nel 1960 Fidenco era già nella scuderia della leggendaria Rca Italiana a Roma, dove era stato presentato da Franco Migliacci, soprattutto come autore. Ma il direttore artistico Enzo Micocci giudicò interessante anche la sua voce. E infatti, quando Maselli cercava un brano per il suo film I Delfini, Micocci, gli propose What a Sky, composto col maestro Giovanni Fusco. Il provino fu inciso da un giovane Little Tony, dal figlio di Fusco e da Fidenco, ma fu proprio quest’ultimo a essere preferito dalla produzione. La casa discografica inizialmente non prevedeva la pubblicazione del pezzo su 45 giri, ma le pressioni da parte dei negozianti e dei grossisti, dovute alle richieste del pubblico (il film fu accolto molto favorevolmente nelle sale), spinsero l’etichetta non solo a pubblicare la versione inglese, ma a riportare di corsa Fidenco in sala d’incisione per registrare sulla stessa base orchestrale la versione in italiano Su nel cielo da mettere sul lato B del 45 giri che dal 31 dicembre 1960 rimase primo in classifica per quattro settimane.

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Il successo di «Legata a un granello di sabbia»

Dopo What a sky Fidenco incise altri brani in inglese e in italiano tratti da colonne sonore di grandi film di successo come: Just that same old line dal film La ragazza con la valigia con Claudia Cardinale, Il mondo di Suzie Wong dal film omonimo con William Holden che raggiunge la prima posizione in classifica per cinque settimane nel 1961 ed Exodus, dal film omonimo con Paul Newman. Ma i suoi successi non si fermarono alle colonne sonore. A metà degli anni Sessanta, Fidenco inanellò diversi grandi successi in classifica: Con te sulla spiaggia (seconda classificata a «Un disco per l’estate» 1964), Se mi perderai e soprattutto Legata a un granello di sabbia (1961), prima in classifica per 14 settimane e primo 45 giri a superare in Italia il milione di copie vendute (ne raggiunse addirittura il milione e mezzo).

Autore di musica per il cinema

Nel 1966 lasciò la Rca per passare alla Parade ma, da qui in poi la sua popolarità subì una flessione, nonostante una partecipazione, la sua unica, al Festival di Sanremo nell’edizione del 1967 ricordata soprattutto per la morte di Luigi Tenco. Fidenco, che presentava il brano firmato da Gianni Meccia Ma piano (per non svegliarti) in coppia con la cantante statunitense Cher, non riuscì a portare il brano in finale.

Dopo aver ridotto le proprie incisioni pop, Fidenco tornò a occuparsi nuovamente di colonne sonore, componendo per il cosiddetto cinema di genere per tutti gli anni Settanta e Ottanta, spaziando dallo spaghetti-western (la prima colonna sonora fu per All’ombra di una colt) ai film della cosiddetta sexploitation come La strana legge del dott. Menga (1971), La ragazzina (1975) e la serie di culto Emanuelle, frequentando anche l’horror per il film Zombi Holocaust del 1980 e il crossover Porno Holocaust di Joe D’Amato. L’unico album pop inciso in questo decennio fu La mia estate con Cinzia, pubblicato nel 1970 per l’etichetta Ri-Fi.

Voce delle sigle dei cartoni anni Ottanta

Sul finire degli anni Settanta e i primi anni Ottanta ritrovò una inaspettata popolarità presso il pubblico dei più piccoli, anche in termini di vendite, grazie alle numerose sigle incise per gli anime giapponesi, vero e proprio fenomeno di costume televisivo di quel periodo. La sigla Don Chuck Castoro infatti riuscì a vendere oltre quattrocentomila copie, riportandolo in classifica. Dal 1984 al 1994 con i colleghi Riccardo Del Turco, Jimmy Fontana e Gianni Meccia diede vita a I Super 4, quartetto di revival con il quale ripropose successi tratti dai rispettivi repertori degli anni Sessanta riarrangiati in chiave moderna, con cui pubblicò tre album di discreto successo commerciale.

Nel 2007 si esibì dal vivo nell’ambito del Lucca Comics & Games, cantando dal vivo alcune delle colonne sonore e delle sigle dei cartoni animati, oggetto di riscoperta e rivalutazione da parte di appassionati e addetti ai lavori. Sulla scia di questo revival, l’etichetta Siglandia ha stampato nel 2019 una raccolta di tutte le sigle dei cartoni animati di Fidenco in edizione rimasterizzata e limitata, per sopperire all’assenza di queste registrazioni dal mercato discografico anche digitale.

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