ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIL SALONE RUSSO

Mosca, l’arredo italiano guarda ai Millennials

Il made in Italy dell’arredo e design punta sulla nuova generazione di moscoviti - e non solo - cresciuta dopo la caduta dell'Urss, che ha gusti e aspirazioni sempre più internazionali

di Giovanna Mancini


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3' di lettura

DAL NOSTRO INVIATO
MOSCA - «Quali brand italiani sceglierei per arredare casa mia? Beh… se avessi molti soldi… B&B Italia, Poltrona Frau, Magis… li adoro». Magari tra qualche anno Marya Merenchukova diventerà una cliente di mobili made in Italy, o meglio ancora lavorerà come designer per un’azienda italiana. Per ora, a 22 anni, il design si impegna a studiarlo: frequenta la Moscow State University of Arts and Industry Stroganov ed è una dei 46 giovani under 35 russi o provenienti dalle repubbliche ex sovietiche, selezionati per esporre al SaloneSatellite Moscow, che si svolge in questi giorni all’interno del Salone del Mobile di Mosca.

Marya è l’esempio di quella nuova generazione di moscoviti - e non solo - cresciuta dopo la caduta dell’Urss, che ha gusti e aspirazioni sempre più internazionali. «Siamo cresciuti con Internet, viaggiando e studiando all’estero», conferma Gennady Martynov, 33 anni, che con il suo socio Vyacheslav Chupakhin, 34 anni, ha fondato a Mosca lo studio Wowroom Design. Anche loro sono nella selezione del SaloneSatellite e ci fanno vedere qualche esempio di interni da loro curati e arredati nella capitale russa: linee pulite, forme minimali, colori morbidi – gli stessi che potremmo trovare in un appartamento di Milano, Londra, Parigi o Berlino. «È questo che vogliono i russi benestanti della nostra generazione – spiega Gennady – che lavorano nelle aziende dell’hi-tech come Yandex (l’omologo russo di Google, ndr), non i mobili classici che si usavano fino a dieci, vent’anni fa».

Come i ragazzi che in tutto il mondo scendono in piazza per l’ambiente, anche loro mettono la sostenibilità tra le loro priorità: «Delle aziende italiane apprezzo lo stile, certamente, e la lunga tradizione. Ma più di tutto la ricerca e l’uso di materiali naturali – dice ad esempio Uliana Rozina, 30 anni, designer dello studio Niti di Ekaterinburg -. Sono nata e cresciuta tra gli Urali e la natura per me è importante. Nel mio lavoro cerco infatti sempre di portare la natura nelel case».

La Mosca di oggi è uno specchio di questo fermento: i vecchi palazzoni sovietici sono ancora lì, certamente, ma nel centro della metropoli sono oggi un po’ meno grigi, rinnovati e ristrutturati, ingentiliti di notte da un sapiente sistema di illuminazione che nulla ha da invidiare alle più eleganti città europee. Architetture contemporanee e grattacieli in vetro sfidano in altezza la maestosità delle Sette Sorelle, mentre nella prima periferia molte ex fabbriche sono state riqualificate per ospitare oggi poli della creatività, con gallerie d’arte, musei, locali moderni, showroom di brand occidentali – tra cui i migliori marchi del design e della moda italiane. Tra questi Art Play, Winzavod o Flacon.

Questa è la generazione a cui guardano le aziende italiane, come spiega Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile di Milano e della sua versione moscovita che in questi giorni va in scena al Crous Expo. «Lo si vede anche nella nostra fiera, dove il design prende sempre più spazio rispetto al mobile in stile classico». Concorda Olga Kosyreva, giornalista ed esperta di design: «Quest’anno vedo un’evoluzione del Salone: le aziende italiane mi sembra abbiano finalmente capito che i gusti dei russi stanno cambiando», dice.

Non che manchi il mercato per il classico, anzi: «Ci sono tanti clienti, soprattutto dai Paesi caucasici, che arredano i propri appartamenti, anche nel centro di Mosca, come gli arabi», osserva Gennady Martynov. E in effetti le aziende del classico hanno ancora un bel mercato, sia tra le generazioni più adulte sia, soprattutto, nella provincia russa o nelle repubbliche ex sovietiche. Un “classico evoluto”, magari, come spiega Svetlana Sidoruk, responsabile del multibrand store specializzato in design Salone Bontempi di Tyumen, in Siberia: «Mi sembra che anche i prodotti italiani stiano evolvendo verso un classico modernizzato, che incontra i gusti dei nostri clienti – dice -. Trovo comunque che la proposta italiana sia così ampia e personalizzata che rende sempre possibile far incontrare domanda e offerta».

Design: Salone del Mobile a Mosca con 240 brand

Per Ara Avagyan, architetto e importatore armeno dello studio Arstyle di Yerevan, «i prodotti italiani dell’arredamento sono sempre più richiesti. Lo stile italiano, sia classico sia contemporaneo, è molto amato dagli armeni: ce n’è per tutti i gusti». Il problema, semmai, è che si tratta di prodotti molto costosi e questo circoscrive in parte il mercato, spesso spostandolo verso un segmento alto e di lusso che ha ancora nel classico il suo punto di riferimento.
Ma una nuova generazione si sta imponendo: basta guardare i prodotti presentati al Salone Satellite di Mosca per rendersene conto. E pensare alla direzione da prendere per il futuro.

Riproduzione riservata ©
  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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