le proteste a mosca

Russia, Navalny lascia l’ospedale, ma si sospetta un avvelenamento

Il leader dell’opposizione in Russia, Aleksej Navalny, è stato trasferito dal luogo di detenzione in cui si trovava in un ospedale per un attacco diallergia.Navalny era stato condannato a 30 giorni di reclusione per aver organizzato la manifestazione di protesta del 27 luglio a Mosca


Mosca, oltre mille fermi durante le proteste anti-governative

2' di lettura

I sostenitori di Aleksej Navalny hanno lanciato l’allarme: il leader dell’opposizione, trasferito in emergenza la mattina del 28 luglio dal carcere all’ospedale, potrebbe essere stato avvelenato. Secondo il suo medico personale, Anastasia Vasilieva, Navalny (43 anni) potrebbe essere stato esposto a una sostanza chimica tossica che gli avrebbe provocato un’acuta reazione allergica. Qualcosa di cui, secondo la portavoce Kira Yarmysh, Navalny non ha mai sofferto in passato. All’ospedale n. 64 di Mosca - diretto peraltro da un deputato della Duma cittadina, Olga Sharapova, del partito Russia Unita vicino al Cremlino, Navalny sarebbe arrivato con il viso molto gonfio ed eruzioni cutanee rosse sulla pelle. Secondo l’ospedale, lunedì le condizioni del leader dell’opposizione, che avrebbe avuto un’orticaria, erano «soddisfacenti». E infatti, a metà giornata il paziente è stato dimesso e riportato in carcere.

Dove Navalny sta scontando una condanna a 30 giorni per aver organizzato la manifestazione del 27 luglio - poi duramente repressa dalla polizia, che sabato ha arrestato più di mille persone - in violazione delle sempre più rigide regole sulle dimostrazioni. «Non possiamo escludere - ha scritto il suo medico domenica sera - che il danno tossico alla cute e alle membrane mucose sia stato provocato da una sostanza chimica sconosciuta, con l’aiuto di un non meglio identificato “terzo attore”». Vasilieva denuncia come sospetta la mancata effettuazione di esami, il fatto di aver potuto vedere Navalny soltanto da una fessura della porta e di non aver potuto parlare con i medici che lo stanno seguendo, lei che lo ha sempre seguito finora. Due anni fa Navalny aveva rischiato di perdere un occhio danneggiato da una sostanza chimica lanciatagli contro.

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Putin e il sottomarino
La repressione della manifestazione di sabato ha riportato la capitale russa alla stagione delle proteste del 2011-2012. E ha attirato le critiche di diverse ambasciate straniere, compresa quella americana dove la portavoce Andrea Kalan ha osservato che gli arresti e «l’uso sproporzionato della forza di polizia viola i diritti dei cittadini di partecipare al processo democratico». L’origine delle proteste è il rifiuto dell’amministrazione di Mosca di accettare la candidatura di alcuni membri dell’opposizione per il voto che in settembre rinnoverà la Duma locale.

Nelle stesse ore in cui si manifestava a Mosca, Vladimir Putin era impegnato a esplorare i fondali del Golfo di Finlandia. Per rendere omaggio, a bordo di un batiscafo sceso a 50 metri di profondità, all’equipaggio di un sottomarino sovietico, il “Salmone dell’Atlantico”: scomparso in circostanze misteriose mentre tornava alla base di Pietroburgo, allora Leningrado, durante la Seconda guerra mondiale, la Grande guerra patriottica contro i nazisti. In seguito, Putin ha incontrato i parenti di 14 ufficiali della Marina coinvolti in una tragedia più vicina, un incendio scoppiato a bordo di un sottomarino nucleare nel mare di Barents il 1° luglio.

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