Transizioni tecnologiche

Mosca scommette sulla digitalizzazione per cittadini e imprese

di Antonio Fallico

(Aquarius - stock.adobe.com)

3' di lettura

Cosa desidera un imprenditore che importa ed esporta? Pratiche burocratiche snelle e un passaggio transfrontaliero rapido per le sue merci. Oggi gli imprenditori russi stanno cominciando a veder realizzarsi i loro sogni, almeno in parte. Le procedure interne doganali si stanno digitalizzando rapidamente, attraverso lo sportello unico, frutto di un processo che da qualche anno ha preso un notevole slancio in Russia: la digitalizzazione di ampi settori della vita economica, amministrativa, sociale, nonché di molti aspetti della quotidianità.

Il ruolo dello Stato è molto importante e si articola in due direzioni: iniziative governative finanziate dal budget e creazione delle condizioni per favorire l’iniziativa privata. L’e-government è molto esteso e oggi sono registrati nei vari portali oltre 75 milioni di persone, pari a oltre il 60% della popolazione attiva e degli anziani, mentre il livello medio di digitalizzazione delle procedure aziendali ha superato il 54 per cento.

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Anche in Russia la pandemia ha dato una spinta decisiva in questo senso: ponendo un forte focus sull’intelligenza artificiale, il presidente Vladimir Putin ha incluso la trasformazione digitale dell’economia e della pubblica amministrazione tra i punti principali del suo programma per il decennio in corso.

Tra i 12 in via di realizzazione, il progetto nazionale “Economia digitale” è uno degli elementi centrali della politica economica e sociale.

Istituito nel giugno 2020, prevede una maggiore accessibilità dei servizi digitali sia per i cittadini che per le imprese, grazie a una copertura di rete completa, la formazione di specialisti nelle nuove professioni, proposte di nuovi servizi (es. AI, IoT, realtà virtuale) e la creazione di un nuovo quadro giuridico per garantire la sicurezza digitale. L’obiettivo è di arrivare, nel 2024, a erogare ai cittadini e alle imprese il 95% dei servizi statali e municipali in forma digitale.

Il budget nazionale prevede per il 2021-2023 un investimento complessivo per questo programma pari a 6,3 miliardi di euro, la maggior parte per servizi digitali statali. A causa degli effetti finanziari della pandemia l’investimento è diminuito del 17,5% rispetto ai piani iniziali. Tuttavia, il finanziamento complessivo dei programmi ammonta a 22,7 miliardi di euro rispetto ai 18,1 miliardi previsti inizialmente.

Pur in un anno caratterizzato dal Covid, come il 2020, la trasformazione digitale ha ottenuto risultati concreti nei vari settori economici.

Il comparto legato alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione ha aumentato la quota sul Pil dal 2,9% del 2019 al 3,1 per cento.

Il valore aggiunto è cresciuto del 2,8% a prezzi costanti. Il mercato nazionale dell’It è aumentato del 12,7%, la sua produzione del 4,1%, il commercio del 30,9 per cento. Nell’ultimo decennio (2016 a parte) è cresciuto annualmente di 2-4 punti percentuali aggiuntivi rispetto al Pil. La dinamica delle esportazioni dei servizi digitali rimane positiva: +688 milioni di dollari per il 2020 e tra gennaio e settembre 2021 si prevede che le vendite nel settore It aumentino del 22 per cento.

Nel 2020 il mercato russo dell’Ia è stato di 291 milioni di dollari, con una previsione di crescita media annua del 18,5% fino al 2024, che dovrebbe portarlo a raggiungere già nel 2023 i 550 milioni. Il più importante cliente di queste soluzioni tecnologiche rimane il settore finanziario, seguito dal manifatturiero. Nella logistica la domanda rimane limitata, ma fino al 2024 si prevede una rapida crescita. Nel comparto sanitario la pandemia ha contribuito a una rapida espansione di queste tecnologie, con un incremento annuale previsto del 40 per cento. Ma l’Ia verrà ampliata ad altri settori come agricoltura, trasporti e pubblicità.

Nel comparto bancario è interessante osservare l’incremento dell’utilizzo della tecnologia blockchain. In aprile è apparso il primo operatore che svilupperà le tecnologie distributed registers, ma sono molte le ragioni che portano le imprese russe ad utilizzare la blockchain: la seconda compagnia aerea nazionale, S7, in autunno, ad esempio, ha applicato questa tecnologia al suo sistema di vendita dei biglietti.

Come vanno considerate queste iniziative? Dati obiettivi non se ne possono trovare, ma ci sono ricerche e rating internazionali che purtroppo si basano su criteri spesso non uniformi. Una delle fonti più autorevoli è il Network Readiness Index (Nri) che include la Russia dal 2010, quando era 80°, mentre nel 2019 era 48°. Le posizioni migliori del Paese si registrano nell’uso delle tecnologie della comunicazione da parte delle imprese (35° posto) e dei servizi pubblici (32° posto), mentre ritardi sono segnalati nella regolazione del settore (91° posto) e nella sua normazione (116° posto).

Per concludere, la trasformazione digitale rappresenta un’assoluta priorità della politica economica governativa e apre ampie opportunità anche per le aziende straniere.

Presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia

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