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Moscardini, canestrelli e vongole biologiche

Il territorio di Caorle origina prodotti esclusivi e il mare è il filo conduttore di una gastronomia ricca, a cui si aggiungono prodotti tipici di terra

di Evelina Marchesini

2' di lettura

Il mare regala a Caorle un pescato freschissimo e le circa cento imbarcazioni dei pescatori vanno in mare praticamente ogni giorno alimentano l’anima di borgo di pescatori e il celebre Mercato ittico.

I ristoranti della cittadina sono rinomati per le ricette originali e la qualità di orate, seppie, calamari, polpi, sogliole, scampi, mazzancolle, astici, anguille e cefali. Ma soprattutto per tre prodotti tipici: il moscardino di Caorle, le vongole biologiche e il canestrello bianco. Poi vengono i prodotti di terra.

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Il moscardino di Caorle è il protagonista indiscusso di ricette che hanno fatto la fortuna gastronomica del borgo di pescatori. È un piccolo polpo marroncino che ama i fondali sabbiosi della laguna ed è ricco di vitamine A, B, E e sali minerali e ha un'alta percentuale di collagene.

Le vongole biologiche vengono allevate e raccolte nell'area costiera del litorale di Vallevecchia, oasi naturalistica dal fascino selvaggio. Vengono allevate nel rispetto di criteri di sostenibilità e sono le protagoniste degli spaghetti alle vongole, in veneto “coe xcape pevarasse”, da gustarsi con vino bianco secco rigorosamente locale (per riferimenti, ipescaori.it).

Il canestrello bianco è un mollusco tipico dei fondali della laguna di Caorle, più piccolo delle capesante, altro mollusco prelibato della zona da provare, con un sapore delicatissimo, particolarmente apprezzato nel risotto, meglio se accompagnato da una birra nera artigianale locale.

I prodotti tipici di Caorle non si limitano alle eccellenze ittiche e arrivano anche dalle antiche tradizioni della terra. Il terreno fertile del fiume Livenza insieme all'aria salmastra del mare Adriatico hanno favorito nel tempo la coltivazione del riso superfino Carnaroli, ideale per i risotti. L'azienda agricola La Fagiana, nell'entroterra di Caorle, lo produce mantenendone inalterate le caratteristiche di prodotto artigianale (riferimenti lafagiana.com).

C'è poi un miele molto particolare prodotto in zona, il miele di barena dell'Isola Santa Cristina. Ricco di iodio, viene ricavato dalle fioriture del Limonium specie vulgare, in gergo detto “fiorella di barena”, piante che fioriscono da giugno a settembre e che crescono appunto solo sulle barene, collinette di sabbia e argilla tipiche delle zone lagunari. Da segnalare l'azienda agricola di Emanuele Marchesan, subito fuori Caorle, che accudisce oltre 200 alveari.

Acqua, orzo, luppolo e lievito amalgamati secondo un'antica ricetta originale: nasce così la birra del Birrificio Artigianale B20 nell'Oasi naturale della Brussa. Si possono degustare birre rosse, ambrate, scure, chiare, accompagnate da salumi locali e visite alle coltivazioni di cereali. Da non perdere la Birra di Caorle, una Helles tradizionale con aromi floreali e un “finale balsamico” (per riferimenti birrificiob20.com).

Ci sono poi ovviamente diversi vini a produzione locale e caseifici nei dintorni della cittadina. Da provare il tour esperienziale alla scoperta della Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore (stradavini.it).

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