LA MOSSA DEI RENZIANI

Moscopoli, pressing di Italia Viva su Salvini: interrogazione urgente «per fare chiarezza»

La mossa del gruppo di renziani al Senato dopo la puntata di Report: viene richiesto ai ministri di Giustizia, Interno e Affari esteri di fare chiarezza sui fatti e sui «reali rapporti tra Gianluca Savoini e Matteo Salvini»

di An.C.


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2' di lettura

Pressing di Italia Viva su Matteo Salvini sul caso Moscopoli. Il gruppo di ex Dem ha presentato in Senato una interrogazione urgente ai ministri della Giustizia, dell’Interno e degli Affari esteri sul dossier, ovvero sull’incontro che sarebbe avvenuto il 18 ottobre del 2018 al Metropol di Mosca tra il segretario della Lega e alcuni avvocati russi per una compravendita di gas che avrebbe dovuto finanziare il Carroccio. «Bonafede, Lamorgese e Di Maio hanno il dovere di rispondere quanto prima», ha affermato il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone. La mossa dei renziani è scattata dopo la puntata della trasmissione televisiva Report di lunedì, e il servizio sul caso dei presunti fonti russi al Carroccio.

Cosa chiede l’interrogazione
L’interrogazione è stata presentata - si legge nel testo del documento - «per sapere: se i ministri in indirizzo non intendano approfondire, sulla base delle rispettive attribuzioni, i reali rapporti tra Gianluca Savoini e Matteo Salvini e per quale motivo dal 2013 a oggi si siano recati numerose volte a Mosca per incontrare Kostantin Malofeev». Secondo la trasmissione Report, infatti, l’elezione di Salvini a segretario del partito coincide con l’avvicinamento della Lega alla Russia. I rapporti vengono rinsaldati con l’invito di Malofeev, uomo d’affari russo vicino al Fronte Nazionale di Le Pen (oggi Raggruppamento nazionale) durante il congresso di Torino che si è tenuto sei anni fa. L’interrogazione urgente chiede ancora «quali iniziative (i tre mninistri, ndr) intendano porre in essere per fare chiarezza».

Fondi russi: Zingaretti, nessuno censuri Report
La puntata di Report è diventata un caso politico. I consiglieri di Lega e FdI che siedono nel Cda della Rai hanno accusato la trasmissione di aver violato la par condicio in vigore a pochi giorni dalle elezioni regionali in Umbria. «Nel servizio pubblico si difenda la libertà di espressione. Se qualcuno deve esprimere opinioni diverse o fornire versioni alternative ha il diritto di farlo. Ma censurare non può farlo nessuno. #reportrai3». Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti è intervenuto su Twitter sulla trasmissione che si è occupata dell’affaire Russia-Lega.

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