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Moscovici: a Italia chiediamo aggiustamento conti non irrealistico

(AP)

3' di lettura

La manovra di aggiustamento dei conti pubblici, pari allo 0,2% del Pil, chiesta dall'Ue all'Italia non è irrealistica ma ragionevole. Lo ha sottolineato il commissario europeo per gli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, nel corso di un'audizione in videoconferenza con le commissioni congiunte Esteri, Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato. Il commissario ha anche detto che l'Ue «deve andare fino in fondo e dotarsi di un Tesoro europeo».

«Chiediamo rispetto del Patto»
«La regola del debito deve essere considerata come non rispettata», ha detto Moscovici ricordando che la Ue ha chiesto «misure ulteriori pari allo 0,2% del Pil entro la fine di aprile. Questo rapporto non implica l'apertura di una procedura per deficit eccessivo, siamo nei tempi e nello spirito di un dialogo che potrebbe concludersi positivamente». «Non chiediamo un aggiustamento irrealistico - ha sottolineato Moscovici - ma chiediamo il rispetto del Patto e un aggiustamento ragionevole e progressivo. L'Italia ha usufruito di tutte le flessibilità possibili nell'ambito del patto e la Commissione è al fianco dell'Italia e sarà sempre così».

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«Squilibrio debito rende fragile economia italiana, ma fiducia nel governo»
Il commissario Ue ha poi sottolineato che «il sistema bancario italiano è relativamente vulnerabile, gravano le sofferenze» e anche «i requisiti patrimoniali contribuiscono a questa debolezza».
Sul fronte dei conti pubblici, Moscovici ha aggiunto che «in alcuni Paesi tra cui l'Italia gli squilibri perdurano. Ci sono squilibri che rendono fragile l'economia italiana, come l'alto debito pubblico». «L'Italia - ha continuato- ha bisogno di una crescita maggiore anche per offrire maggiore occupazione» e «deve concentrarsi sulla qualità degli asset. Siamo in attesa dei risultati delle riforme». Le riforme «devono essere portate avanti per far fronte alle debolezze economiche, dobbiamo creare le condizioni per una ripresa degli investimenti. L'Italia ha un posto particolare nella nostra agenda. Abbiamo avuto molti incontri di lavoro con il ministro Padoan e c'è un rapporto di fiducia tra noi. L'Italia - ha sottolineato - deve fare riforme ma anche politica di bilancio responsabile». «Sono certo - ha aggiunto - che il governo italiano assumerà le proprie responsabilità e che il dialogo andrà avanti».

«Tobin Tax a portata di mano se c'è vol0ntà politica»
Secondo il commissario Ue, poi, se c'è «la volontà politica un accordo europeo sulla Tobin tax è davvero a portata di mano». «Sono sempre stato favorevole alla tassazione sulle transazioni finanziarie», ha ricordato, e dopo un lungo confronto si è decisa una «cooperazione rafforzata che riuniva le quattro grandi economie della zona euro. Qualche giorno fa a Bruxelles c'è stata una riunione che ho presieduto e ora posso dire che disponiamo di tutti i parametri necessari per prendere una decisione. C'è però una questione tecnica da risolvere: c'è la volontà politica? Se c'è abbiamo i mezzi per andare avanti», perchè «un accordo è davvero a portata di mano e sarebbe molto importante per una questione di giustizia, equità fiscale, di etica. Spero si possa andare fino in fondo».

«Serve un Tesoro europeo e un ministro delle Finanze eurozona»
Moscovici si è detto poi convinto che l'Ue debba andare «fino in fondo e dotarsi di un Tesoro europeo». «A titolo personale - ha aggiunto - sono favorevole a un concetto estremamente ambizioso di zona euro, di una capacità di bilancio che permetta da una parte di prolungare il Piano Juncker, che è una formidabile opportunità per l'Italia» e dall'altra «di sostenere un'assicurazione minima contro la disoccupazione». Ma tutto questo, ha concluso Moscovici, «troverà senso solo modificando la governance europea con un ministro delle Finanze della zona euro».

«Sussulto politico Ue, vogliono smantellarci»
«Siamo in mondo pericoloso, ci sono forze che vorrebbero smantellarci, penso alle politiche americane e alla politica russa, e a forze interne che potremmo temere come la Brexit» ha detto poi il commissario, spiegando che «se così tanti vogliono dividerla forse è perché l'Unione è forte e disturba. Serve un sussulto politico per lottare per una Ue più democratica e più efficace anche a livello economico». L'euro, ha concluso il commissario, «è la nostra protezione e garanzia e auspico sia il nostro motore per gestire la globalizzazione».

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