per i redditi fino a 50mila euro

Flat tax, Salvini: «Pronto piano da 30 mld». Conti dell'Italia sul tavolo della Commissione Ue

di Nicola Barone

Debito, l'Italia rischia una supermulta

4' di lettura

I conti dell'Italia saranno domani sul tavolo della Commissione Ue per un dibattito di orientamento sui prossimi passi da compiere nei confronti di Roma. Questa l'indicazione raccolta da fonti europee. Secondo Bruxelles, tra il 2018 e il 2019 ci sarebbe stato uno scostamento finale dello 0,7% (circa 11 miliardi) rispetto agli obiettivi Ue. E questo a fronte di una richiesta di riduzione del deficit strutturale di 0,6 avanzata a maggio scorso dalla Commissione e di una promessa di taglio dello 0,3% fatta dall'Italia.

Archiviata la "pratica" del voto europeo a Bruxelles sono tornati dunque di attualità i conti pubblici italiani. «Avrò uno scambio di punti di vista con il governo italiano su misure aggiuntive che possono essere richieste per rispettare le regole» del Patto di stabilità annuncia in mattinata, a Lisbona, il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Secondo quanto riportato da Bloomberg Moscovici ha spiegato di non avere una particolare preferenza per il ricorso alle sanzioni, a fronte di uno Stato che non rispetta le regole di bilancio Ue. Tuttavia, per il commissario Ue «una cosa dev'essere chiara: se un Paese, ad un certo punto, è totalmente fuori dalle regole, non compatibile con le regole, le sanzioni ci sono». In generale «sono principalmente dissuasive, ma possono essere anche persuasive. Cerchiamo di evitarlo».

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L'attacco ai «signori di Bruxelles»
Arriva a stretto giro, in diretta Facebook da Roma, la risposta del vicepremier Matteo Salvini, uomo forte del governo gialloverde e vincitore di fatto del voto di domenica scorso. Rivolto idealmente ai «signori di Bruxelles» Salvini sottolinea che «è finito il tempo delle letterine, dei richiami, del "tu sei stato cattivo e vai dietro alla lavagna e rimani precario o disoccupato per 10 anni perché è questa la regola europea". Riprendiamoci il diritto alla crescita e al futuro». Lo spread - spiega ancora ai suoi simpatizzanti - «sale non perché il 34% degli italiani ha votato Lega ma perché «c'è qualcuno che ha convenienza a che l'Italia e il governo italiano siano vincolati a regole vecchie, che tengono il paese sotto scacco della precarietà, della disoccupazione e della paura». Salvini, sempre riferito al “problema spread” ha ribadito: «Voglio un’Italia che cresce. Il problema è della gabbia europea e dei vincoli che hanno aumentato il debito». E poi c'è la promessa che la prima proposta degli europarlamentari della Lega sarà quella di una conferenza intergovernativa «sul ruolo della Bce come garante del debito, sulla crescita e sulla possibilità di spendere in investimenti».

GUARDA IL VIDEO - Salvini: in arrivo lettera della Commissione Ue su conti Italia

«Pronto piano da 30 miliardi per imprese e famiglie»
Tornando al fronte interno, il leader della Lega anticipa la sua prossima mossa per tenere alto il consenso tra gli elettori. È in arrivo una proposta «da trenta miliardi», «documentata centesimo per centesimo» che la Lega è pronta a portare in Consiglio dei ministri e in Parlamento per una «riduzione fiscale, la tassa piatta sui redditi delle imprese e sui redditi delle famiglie fino a 50mila euro».

«Conte ha mia fiducia ma mantenere gli impegni»
«Non mi permetto di commissariare nessuno. Conte ha la mia piena fiducia, non ho ambizioni, l'unica condizione è mantenere gli impegni» assicura poi più tardi il vicepremier e ministro dell'Interno in una conferenza stampa nel pomeriggio al Viminale. «Non ho alcuna intenzione di mandare l'Italia al voto» anticipatamente «perché ho dato la mia parola e la mia parola vale più del 34% alle Europee». Fermo restando che «non ci hanno votato per aumentare l'Iva o per rispettare lo "zero virgola"». E a proposito di “fiducia”, il vicepremier ha ribadito quella nei confronti dell’ex sottosegretario Armando Siri: «Mercoledì – ha detto – sarà al mio fianco al tavolo della Lega sull’economia», annunciando poi che lunedì prossimo sarà con il governatore del Veneto Zaia all’inaugurazione della Pedemontana veneta.

«Sulla Tav l'esito del voto è chiaro»
«Le forze a favore del Tav hanno preso l'80%-85%. Se fosse stato un referendum l'esito mi pare chiaro». Matteo Salvini risponde riserva una risposta anche sul futuro della linea Torino-Leone al centro di una profonda spaccatura con gli alleati nell'esecutivo. Quanto al possibile emendamento della Lega al Dl sblocca cantieri, per includere la Tav tra le opere prioritarie per le quali si può nominare un commissario, il leader del Carroccio sfuma. «Non so se c'è l'emendamento, l'ordine del giorno. Ci sarà sicuramente un impegno da parte del Parlamento. Nel contratto di Governo c'era la revisione integrale del progetto: mi sembra che il progetto possa essere rivisto, rimodulato, nel nome del risparmio, dell'efficienza, del minore impatto ambientale. Sono sicuro che dall'Europa potranno arrivare ancora più finanziamenti per le infrastrutture in Italia».

Per il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli tuttavia le cose stanno in modo diverso. «Non cambia assolutamente nulla, i miei dossier vengono gestiti oggi come venivano gestiti prima delle elezioni».

«Lasceremo libertà scelta sui regimi fiscali»
«Domani ne parleremo ma una cosa posso anticiparla. Vogliamo lasciare libertà di scelta tra regimi fiscali diversi, ognuno sarà libero di valutare quello che più gli è congeniale. E vedremo di abbinare la riduzione fiscale alla semplificazione». La riunione con i responsabili economici del Carroccio servirà a «dettagliare modi e tempi della riforma fiscale», quella che Salvini chiama « una boccata d'ossigeno per gli italiani».

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