LA CERIMONIA

Mose, primo test completo con innalzamento dighe: Venezia separata dalla laguna esterna

La prova generale alla presenza di premier ministri. Conte: «Va completato entro l’autunno-inverno»

Mose, a Venezia primo test per le 78 dighe mobili

La prova generale alla presenza di premier ministri. Conte: «Va completato entro l’autunno-inverno»


3' di lettura

Per la prima volta nella storia, anche se solo per alcune ore, la Laguna di Venezia è chiusa completamente al mare per l’effettuazione del primo test completo delle 78 dighe mobili del Mose, sistema pensato per salvare la città dalle acque eccezionali. Un appuntamento che per i tecnici del Consorzio Venezia Nuova rappresenta uno passo verso la conclusione della maxi-opera idraulica, la cui data definitiva è il 31 dicembre 2021, ma che è stato auspicato e accelerato dopo la grande paura del 12 novembre scorso, quando l’acqua alta raggiunse i 183 centimetri.

Prova generale

Alla prova - con interdizione completa del traffico marittimo - sono presenti il premier Giuseppe Conte, i ministri Luciana Lamorgese (Interno), Paola De Micheli (Infrastrutture) e Federico D’Incà (Rapporti con il Parlamento), assieme alle autorità locali, dal presidente del Veneto Luca Zaia al sindaco Luigi Brugnaro. Sull’isola artificiale da 65mila metri quadrati che divide la Bocca di Porto del Lido è stata approntata una “control room” da cui si possono seguire le operazioni di sollevamento e discesa delle paratoie nelle quattro “bocche”, da nord a sud: Lido-Treporti, Lido-San Nicolò, Malamocco e Chioggia. Gli esponenti del governo hanno visitato la “control room” e Conte si è fatto illustrare dai tecnici e dal progettista Alberto Ossola, il funzionamento delle paratoie.

«Siamo qui per un test, non per una passerella. Il governo vuole verificare l’andamento dei lavori», ha detto Conte che ha premuto il pulsante che dà il via alla prova generale. Ha poi aggiunto: «Questo Mose va completato e dobbiamo fare in modo che il prossimo autunno-inverno ci sia uno strumento di salvaguardia». Il premier è salito su una imbarcazione della Guarda Costiera e ha seguito dalla laguna le fasi di innalzamento progressivo delle ultime paratoie. La chiusura di tutte le 78 paratoie mobili nei quattro varchi si è completata alle 12,25.

La commissaria Spitz: opera non finita, ci voglioni altri 18 mesi

Aprendo la cerimonia per il sollevamento delle dighe mobili la commissaria alla conclusione del Mose di Venezia, Elisabetta Spitz, ha detto che «il Mose non è finito, ci sono 18 mesi di lavori e test, bisognerà avviare il collaudo tecnico funzionale e poi alcuni anni di rodaggio per l’avviamento, per la progressiva ottimizzazione con procedure trasparenti e controllo rigoroso dei costi». In caso di acque alte eccezionali, ha proseguito, «già dal prossimo autunno sarà possibile innalzare le paratoie».

Piano Italia veloce

Il piano “Italia veloce” presentato dal Governo ha inserito il Mose tra le 36 opere idrauliche di cui velocizzare la realizzazione, e fin dal 2014, cioè dall’epoca immediatamente successiva agli arresti per tangenti, il Consorzio Venezia Nuova è retto da amministratori straordinari nominati dal Prefetto di Roma. Risale al 14 novembre 2019 l’indicazione di Spitz come “supercommissario” incaricata da parte del ministro De Micheli di portare a termine il gigantesco progetto da 5,493 miliardi di euro con grandi costi di manutenzione.

La protesta

Come annunciato alla vigilia dal coordinamento delle associazioni Comitato No Grandi Navi-Laguna Bene Comune e AmbienteVenezia, in occasione della prova generale delle paratoie una decina di imbarcazioni si è radunata nello spazio acqueo davanti a Piazza San Marco per un’azione di protesta contro il Mose. La protesta è sfociata in una “battaglia navale” con le forze dell'ordine in bacino San Marco. «Abbiamo accerchiato una motonave di addetti al sistema che si recava verso la bocca di porto di Malamocco» ha raccontato Tommaso Cacciari, leader degli antagonisti veneziani. «C’era di tutto in acqua, dalle moto d’acqua della polizia, ai gommoni, motoscafi e navi della Guardia costiera. Abbiamo cercato di infrangere il blocco, ma non c'è stato nulla da fare».

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