Test ride

Moto Guzzi V7, moderna e di stile classico

Aggiornamenti estetici e meccanici più due versioni (Special e Stone) per la best seller

di Davide Perruchini

3' di lettura

Moto guzzi 2021, anno del centenario: la best seller V7 riceve aggiornamenti tecnici sostanziali, tanto da cambiarne in toto l’esperienza d’uso – in meglio naturalmente. Dietro un leggero ritocco del look che si rifà come sempre al passato, restano i punti di forza acquisiti durante la sua lunga carriera, come facilità di guida e prezzi accessibili. La versione Stone (circa 9mila euro) con finiture nere e tre colori opachi (di cui la livrea Centenario a 9.040 euro), la Special, in due colorazioni e ricca di cromature, a 9.140 euro. Il pacchetto motore ed elettronica deriva dalla Moto Guzzi V85 TT e fa la parte del leone donando alla V7 un’inedita nota sportiva per nulla fuori contesto.

Il V2 Euro 5 da 853 cc. si ferma a 65 cv a 6.800 giri, ma la coppia segna un picco elevato (73 Nm) con l’80% già disponibile da 3.000 giri. Nuovi anche il cambio a 6 rapporti e il forcellone maggiorato che alloggia un cardano dalla coppia conica più robusta. Il risultato di questa dotazione dà alla V7 fluidità ed elasticità ai bassi regimi, condite da un tocco di inaspettata grinta agli alti, rendendola piacevole e divertente in ogni situazione. Inedita la gestione elettronica con ride by wire, controllo di trazione disinseribile a 2 livelli e Abs a due canali.

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La ciclistica riceve aggiornamenti di dettaglio al telaio e nuove tarature degli ammortizzatori a lunga escursione, più inclinati, per migliorare il confort.

Novità per i cerchi: ora sono più larghi. Esteticamente le differenze tra Special e Stone si riconducono a un aspetto più vintage della prima, con abbondanti cromature, ruote a raggi, verniciature lucide bicolore, faro con lampada tradizionale e strumentazione a due elementi analogici.

La Stone, invece, punta sul tutto opaco delle tre colorazioni, ruote in lega nere opache e impianto di scarico anch’esso nero. Da segnalare l’impianto luci full Led con Dlr a forma di aquila e una strumentazione monoelemento circolare.

Alla guida il feeling è quello di una moto moderna, solida e completa con confort adeguato in città come nei lunghi viaggi grazie a sospensioni e sella aggiornati. Il motore trae grande giovamento dall’incremento di cilindrata e dalle nuove soluzioni tecniche. Apprezzabili elasticità e regolarità anche a regimi vicini al minimo pur con rapporti lunghi. Agli alti regimi allunga bene superando facilmente i 7.000 giri, con vibrazioni tutto sommato accettabili e molto presenti solo in zona limitatore. L’impianto di scarico ridisegnato contribuisce ad arricchire la sonorità della moto, presente ma mai fastidiosa. Grazie ai consumi ridotti e al maxi serbatoio da 210litri, l’autonomia è da tourer.

Ineccepibile il reparto trasmissione, con frizione leggera e cambio preciso, mentre i giochi del cardano sono pressoché nulli. Evidenti le differenze alla guida tra la versione Special e Stone, dovute al differente equipaggiamento ciclistico. La prima, più stabile e rilassata nei cambi di direzione in virtù principalmente dei bei cerchi cromati a raggi, si fa guidare con traiettorie fluide e guida morbida.

Più agile e dinamica la Stone che, grazie alle leggere ruote in lega, accetta volentieri di essere guidata in maniera anche sportiva. Per entrambe buono il rendimento dei freni con una potenza sufficiente. In ogni situazione, dunque, la nuova Guzzi V7 si fa apprezzare dimostrando che è sempre possibile migliorarsi senza tradire il proprio passato.

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