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Moto, ripartono ad agosto le immatricolazioni

Dopo sei mesi di cali, torna una crescita del 3,2% per il mercato delle due ruote. Balzo delle moto (+13,4%), bene i ciclomotori (+10,8%), male gli scooter

2' di lettura

Dopo sei mesi di segno meno, il mercato delle due ruote torna ad agosto in territorio positivo. Il mese si chiude con 16.126 veicoli venduti: una crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Le analisi compiute dall’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori durante il mese di agosto, mostrano che il mercato di moto e scooter è tornato a salire, dopo un andamento dei primi mesi caldi dell'anno contraddistinto dall’alternarsi di periodi con modesti rallentamenti e completa immobilità.

Male gli scooter

«Malgrado la situazione congiunturale - dice Paolo Magri, presidente di Confindustria Ancma e amministratore delegato di Eicma - e i noti problemi globali di approvvigionamento, che riguardano tutto il settore automotive, la domanda di due ruote in Italia si mantiene viva, confermando la capacità distintiva della nostro settore di soddisfare il desiderio di nuova mobilità e passione nel mercato del trasporto privato». A fare la voce grossa sono le moto, con 6.864 veicoli immatricolati, pari a un incremento del 13,4%. Prosegue anche la crescita dei ciclomotori, quest’anno sempre in positivo con la sola eccezione del mese di maggio: ad agosto il segmento registra 1.314 veicoli e un incremento del 10,8%. Non riescono a risalire la china gli scooter: 7.948 mezzi targati e un calo del 5,17% rispetto allo stesso periodo del 2021. Scende anche il settore delle due ruote elettriche, in territorio positivo dal mese di gennaio. Pesano la mancanza di incentivi e gli effetti distorsivi di una commessa dello scorso anno dedicata allo scooter sharing: sono 597 i veicoli registrati ad agosto, pari a un calo del 25,9%. «A ridosso dell’appuntamento elettorale – conclude Magri – è altresì importante che questa capacità sia tutelata e valorizzata dal nuovo esecutivo, soprattutto di fronte all'emergenza della crisi energetica subita anche da un'industria nazionale come la nostra, che svetta in Europa in termini di produzione, volume di mercato ed eccellenza»

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