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MotoGP 2018, top e flop di metà stagione

a cura di Datasport

3' di lettura

Chi ha sorpreso in positivo, chi ha sorpreso in negativo. E' tempo di vacanze per il Motomondiale, è tempo dei primi bilanci e dei primi giudizi, tra certezze e sorprese.   I top   Marc Marquez   E' il minimo metterlo in cima alla lista dei top. Ha dimostrato di avere la velocità per giocarsi la vittoria praticamente ogni domenica, alzando ulterormente l'asticella rispetto agli ultimi due anni. Sta uccidendo il campionato (o lo ha già ucciso?) con cinque vittorie in nove gare, e dire che due le ha buttate via, altrimenti i 46 punti attuali che vanta sul primo inseguitore, Rossi, avrebbero potuto essere molti di più.   Valentino Rossi   A febbraio ha festeggiato le 39 primavere ma sembra un ragazzino per impegno ed entusiasmo. Il segreto è “pensare di averne dieci in meno”, come dice lui, ed è così che è stato in grado di sbagliare praticamente niente e di issarsi in una seconda piazza in classifica che rivela una volta di più il talento che si siede in sella alla Yamaha numero 46: sta facendo meglio di Vinales e tenendo a galla una M1 che non è di certo da podio mondiale.   Johann Zarco   Vero che è in fase calante, ed è una fase calante da fermare in fretta per non finire definitivamente nell'anonimato, ma complessivamente la prima parte dell'anno ha mostrato un pilota in grado di essere veloce, con due podi ed una pole a bordo di una Yamaha clienti tutt'altro priva di problemi. Una buona quarta piazza nel mondiale al pari con Dovizioso, ma più che di classifiche gli interesserebbe fare più podi possibili e cullare il sogno di una vittoria.   Cal Crutchlow   E' ottavo in campionato, ma questo conta meno; conta molto di più il successo artigliato in Argentina, il terzo della carriera. Grazie a lui Lucio Cecchinello ha vissuto giornate speciali e spera di viverne delle altre: al di là di qualche caduta di troppo da parte del suo Cal, c'è il potenziale per raccogliere qualche podio da qui a fine stagione.   Danilo Petrucci   A punti otto volte su nove, l'unico buco è quello di Assen, ironia della sorte una delle piste che gli piace di più. Un gran bel campionato il suo, con l'apice del secondo posto di Le Mans. La classifica, inoltre, non mente: ha raccolto sin qui 84 punti, uno in meno di Lorenzo e tre in meno di Dovizioso, che hanno la sua stessa moto ma nel team ufficiale.   I flop   Andrea Dovizioso   Ciò che lo condanna, a dispetto di una buona velocità, sono i tre ritiri (due per colpa sua) ed il pesantissimo -77 rispetto a Marquez che non lascia intravedere sogni di gloria. Dice sempre che la velocità c'è (ed in generale è vero) e che la Ducati globalmente è migliorata: però ha sbagliato quando non doveva sbagliare, leggasi Le Mans e Barcellona, ed ha raccolto appena due podi (di cui una vittoria) in nove Gp. Troppo poco.   Jorge Lorenzo   Ci sono state le fiammate di Mugello e Barcellona e questo è vero, però per tutto il resto del campionato i risultati sono mediocri. Diciamo che alla seconda stagione sulla Desmosedici era lecito aspettarsi di più anche da lui, non è sbagliato affermare che se la Ducati ufficiale si ritrova un pilota a -77 ed uno a -80 (lui) la colpa non è della squadra e neanche della moto. Quello con Dovizioso sarà un duello interno tutto da gustare.   Daniel Pedrosa   E' alla sua ultima stagione, ha detto di avere altre priorità nelle vita e si vede: non è più il Dani dei bei tempi, ma neanche quello che una volta ogni tanto era in grado di fare il garone o comunque una corsa da podio. Infatti, il confronto con il 2017 è impietoso: cinque podi e una vittoria dodici mesi fa, il nulla quest'anno. Ma sarà comunque un peccato non vederlo più all'opera.   Aleix Espargaro   Finisce nei flop ma forse la colpa è più della moto che sua, visto che l'Aprilia quest'anno è due passi indietro rispetto alla versione 2017 ed infatti si vedono i risultati: il buon Aleix, sebbene non si sia mai tirato indietro, ha chiuso nei punti appena tre volte. Dopo tutto il lavoro di sviluppo che si è sobbarcato, non se lo merita.   Bradley Smith   Già da qualche settimana è arrivato il ben servito da parte della Ktm, che ha virato su Johann Zarco e confermando Pol Espargaro, che sta facendo regolarmente meglio di lui. Fin qui ha il merito di aver ottenuto l'unico ingresso in top ten del 2018 della Ktm, ma ormai i giochi erano fatti.

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