Sport

MotoGP, Americhe: la presentazione

a cura di Datasport

2' di lettura

Non è di certo stato un gran premio noioso, quello d'Argentina, che ci ha offerto sorpassi, duelli, emozioni e pure uno strascico di polemiche non indifferente, con il comportamento di Marquez a catalizzare l'attenzione, insieme alla reazione di Valentino per il contatto che li ha visti protagonisti.     Marquez, in Texas per la riscossa Ora però è giusto che la parola torni alla pista, ed il primo che vuole che sia così è proprio Marc Marquez. Probabilmente per lui, l'appuntamento di Austin non poteva capitare nel momento migliore: in cinque edizioni in Texas, lo spagnolo ha sempre e solo dominato, con cinque pole, cinque vittorie e quattro giri veloci. Inoltre, il feeling di Marc con l'America è ancora più speciale, perchè da quando è arrivato in classe regina, gli Stati Uniti per lui sono stati un vero territorio di conquista: oltre alle cinque vittorie di Austin, si contano altri quattro successi, tre ad Indianapolis ed uno a Laguna Seca, per un totale di nove vittorie su nove nel paese a stelle e strisce. Inutile dire che sia proprio Marc il grande favorito del prossimo fine settimana, un'occasione d'oro per riscattarsi subito dopo il disastro di Termas de Rio Hondo.     Dovi e Yamaha giocheranno in difesa? Come detto, il dominio di Marquez in Texas in questi anni è stato totale e si fa fatica a trovare un avversario che possa infastidirlo. Sarà dura per Dovizioso, Rossi e Vinales, per i quali la tappa americana potrebbe anche essere un appuntamento da giocare in difesa, per portare a casa piazzamenti importanti in chiave campionato. Per la Ducati sarà un banco prova importante per valutare i passi avanti fatti dalla Desmosedici, su una pista che lo scorso anno risultò tra le più indigeste per gli uomini in rosso, mentre per la Yamaha sarà indicativa per l'utilizzo delle gomme, su un asfalto solitamente non troppo abrasivo.     Crutchlow, leader inaspettato A guardare tutti dall'alto dopo due prove sono Cal Crutchlow e Lucio Cecchinello, incredibilmente leader della classifica dopo il 4° posto in Qatar e la grande vittoria in Argentina. Il tutto quasi sicuramente non durerà, ma intanto si prendono questa soddisfazione con la possibilità di fare bene anche nel prossimo appuntamento, visto che Austin è pista amica della Honda, ed avendo a disposizione una Rc213V, ci sono le possibilità di sognare un altro podio.     Il circuito Il tracciato di Austin ha debuttato nel Motomondiale nel 2013, un anno dopo aver fatto il suo ingresso nel calendario di Formula 1. Molto tecnico e particolare, misura 5513 metri e conta 20 curve. Caratteristica la prima curva, un tornante a gomito verso sinistra a cui si arriva dopo una rapida salita.     Albo d'oro Come detto, è fin troppo facile ricordare l'albo d'oro. Cinque vittorie su cinque per la Honda e Marc Marquez.  

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