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MotoGP, Argentina: i temi della gara. Podio "strano", follie Marquez, che caos al via!

a cura di Datasport

3' di lettura

Di sicuro, il Gp d'Argentina non lascia i taccuini vuoti, con tutto quello che è successo. Dal caos al via alle manovre al limite di Marquez, passando per un podio “strano”, c'è tutto e di più nel post Termas de Rio Hondo.     Marc, che combini? Giornata semplicemente balorda da parte di Marc Marquez, che esce incredibilmente con zero punti da un fine settimana in cui aveva dominato praticamente dall'inizio alla fine. Va bene la foga del momento e la paura di ritrovarsi a partire dai box, come da regolamento, una volta spenta la moto in griglia, ma davanti a lui si era piazzato un commissario che è stato bellamente ignorato nonostante gli intimasse di entrare al più presto in pit lane. Scontato il ride though, che ha ricacciato Marquez in fondo al gruppo. Da lì una forsennata rimonta fatta di aggressività e poca ragione, forse anche dovuta al fatto che pur essendo palesemente il più veloce in pista (e lui lo sapeva), Marc si era reso conto che non avrebbe portato a casa il bottino grosso. Da qui l'ennesimo disastro, la “spinta” a Rossi (dopo averlo già fatto con l'Aprilia di Espargaro) ed altri 30” di penalità. Fine settimana letteralmente gettato via dunque, con Dovizioso lì a ringraziare questa uscita a vuoto che ha permesso al ducatista, al termine di una corsa per lui molto difficile, di guadagnare ben dieci punti sul rivale.     Un podio “storico” E' successo talmente tanto tra i piloti di punta, che quasi è passata inosservata la grande battaglia al vertice che ha visto coinvolti Crutchlow, Zarco, Rins e Miller, poi finiti nell'ordine nelle prime quattro posizioni. Il tutto per un podio “storico”, visto che erano più di dieci anni (Giappone 2007) che nessuno tra Marquez, Rossi, Vinales, Pedrosa e Dovizioso (i “fantastici cinque”) riusciva a salire sul podio. Una sorta di guerra dei gregari, delle seconde linee che altro non aspettavano una domenica del genere per chi di solito occupa queste posizioni. Così i quattro hanno preso il ruolo di protagonisti sul palcoscenico argentino e si sono dati battaglia, non facendo rimpiangere, in fatto di spettacolo, i duelli dei top riders. L'ha spuntata Crutchlow, il più esperto dei quattro, affondando il colpo nelle ultime fasi della gara, regalando un grande successo al team di Lucio Cecchinello, ed una classifica da urlo: è proprio Cal, infatti, ad avere tra le mani la leadership del campionato. Niente che durerà, si pensa, ma sono grandi soddisfazioni pure queste.     Che caos al via! Ne ha viste di tutti i colori anche Jack Miller, grande poleman al sabato con un giro da urlo con gomme slick su pista umida e 4° a fine gara. Corsa che però era iniziata in modo a dir poco singolare, con Miller unico (!) dei piloti a scegliere gomme da asciutto in tempo e dunque il solo a restare in griglia, mentre tutti gli altri sono stati costretti a tornare ai box per mettere a loro volta le slick. Da regolamento sarebbero dovuti partire tutti dalla pit lane eccetto il pilota Pramac, ma visto che ben 23 piloti su 24 avrebbero dovuto partire da lì, la direzione gara ha scelto di posticipare il via. Decisione penalizzante per Miller, ma dal buonsenso visto che con così tanti piloti a scattare dai box ci sarebbe stato un notevole pericolo. Dal conto suo però la Pramac si è sentita danneggiata, dunque è partita una protesta e la decisione finale è stata quella di far partire Miller dalla sua casella di partenza, la prima, e tutti gli altri dalle ultime file dello schieramento, “risarcendo” Miller, dandogli un centinaio di metri di vantaggio, comunque meno di quello che il pilota australiano avrebbe avuto se, come da regolamento, tutti i suoi avversari si fossero avviati dalla pit lane. Un caso limite che ha visto impreparati pure i team manager, protagonisti di lunghe discussioni prima che venisse presa la decisione finale.  

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