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MotoGP, Australia: le pagelle

a cura di Datasport

4' di lettura

Maverick Vinales     10 Il digiuno era stato sin troppo lungo, ci pensa lui a sfamare una Yamaha a secco di vittorie dall'estate 2017. La brutta partenza pare dar vita ad un film già visto, invece risale alla grande cogliendo il momento propizio per scappare dal gruppo non appena si ritrova davanti, la vera mossa vincente è quella, così mentre dietro se le danno lui allunga, poi gestisce negli ultimi passaggi. Commosso a fine gara, comprensibile.   Andrea Iannone    9 Corresse sempre così, ogni domenica si ritroverebbe sul podio. A Phillip Island la Suzuki va che è una meraviglia ed accarezza più volte nell'arco del week-end il grande sogno, purtroppo la realtà della gara dice che ad Hamamatsu il motore ancora non è al top ed infatti resta imbottigliato con le Ducati, che sul dritto lo ripassano quasi sempre. Contento ma con un pizzico di dispiacere, perchè aveva il passo per stare con Vinales.   Andrea Dovizioso   8 Terzo su una pista maledetta come quella dell'Australia, che era l'ultimo banco prova rimasto. A Borgo Panigale se ne andranno in vacanza dopo Valencia con una buona dose di fiducia in vista del 2019, e lui farà lo stesso, perchè il podio a Phillip Island è più di un indizio.   Alvaro Bautista     8 La Ducati pensa a lui per sostituire Lorenzo e lui ringrazia con un ottimo 4° posto, arrivato dopo una gara in cui sta lì con i grandi, pur essendo alla prima uscita con la Gp18 ufficiale. Un fine settimana vissuto a cuore aperto, tre giorni che non dimenticherà. E di chiudere 4° lo aveva anche detto venerdì!   Alex Rins      7 Iannone va più di lui, che però riesce a restare tra i primi per portare a casa una quinta piazza che fa classifica, con la soddisfazione del sorpasso a Valentino nel finale.    Jack Miller    7 Finisce 7° e forse avrebbe voluto di più nella corsa di casa, ma deve guardare in faccia una realtà che dice come, Honda a parte, davanti aveva tutte moto ufficiali, dunque va benissimo così.   Franco Morbidelli     7 Gran bella gara, con la soddisfazione di essere il migliore tra i piloti Honda. Il miglior risultato della sua ancor breve carriera in classe regina arriva con una corsa dura in cui però non sbaglia nulla, sente bene la moto, trova ritmo e finisce 8°.   Aleix Espargaro      7 Per la quarta volta in stagione porta l'Aprilia in top ten, almeno nella domenica sera australiana avrà qualcosa per cui regalarsi un sorriso in questa stagione molto difficile.   Bradley Smith     7 Uguagliata la decima piazza del Sachsenring, l'unica altra volta quest'anno in cui aveva chiuso nei primi dieci. Buona gara con la sua Ktm.   Valentino Rossi     6 Sufficienza risicata solo perchè riesce comunque a stare tra i primi per buona parte di gara nonostante evidenti difficoltà nella gestione delle gomme nella seconda parte del Gp. Stavolta però è solo lui a non avere velocità, non Vinales, che su una pista su cui lui di solito va sempre forte gli sbatte in faccia la prima vittoria Yamaha dell'anno.   Karel Abraham     6 La migrazione di Bautista verso la Ducati ufficiale lascia libera per lui la Gp17, con la quale fa vedere (finalmente), qualcosa di buono, con una 11° positiva per essere alla prima uscita su una moto più performante ma che non conosce.   Scott Redding      6 Aleix Espargaro è sempre troppo lontano, ma almeno stavolta porta a casa tre punti, e lo fa con una buona rimonta dopo essere partito dalla penultima casella.   Takaaki Nakagami     6 Due punti, forse poteva fare di più.   Xavier Simeon     6 Finalmente! Artiglia il primo punto della carriera in classe regina, l'incubo di finire a quota zero viene spazzato via.   Pol Espargaro       6 La frustrazione lo porta a prendere a calci la gomma della sua Ktm, che lo lascia a piedi sul finale vanificando un fine settimana molto positivo.   Danilo Petrucci      5 Fa qualcosa da urlo nei primissimi metri, quando si porta da ottavo a primo, ma già alla seconda curva rovina tutto finendo dritto nella ghiaia. Senza l'infortunato Crutchlow avrebbe potuto raccogliere punti importanti per il “titolo” tra i piloti clienti, invece deve risalire dal fondo ed è solo 12°.   Thomas Luthi     5 Con Simeon a punti è ormai l'unico pilota ad averle corse tutte senza mai essere finito nella top 15, ed anche Phillip Island non fa eccezione.   Jordi Torres     5 Un passo indietro rispetto alle precedenti usite, è solo 17°.   Mike Jonas     5 Torna nel motomondiale dopo due anni, normale che faccia fatica: finisce 18° ed ultimo dei classificati.   Hafizh Syahrin    5 Stava conducendo forse la miglior gara della sua stagione, ma rovina tutto con la caduta nel finale.   Johann Zarco     5 Inizia con la speranza di finire sul podio, finisce con il sollievo di non essersi fatto niente. Chi tampona ha sempre torto, grosso modo le colpe sono sue ma non è da condannare, viene risucchiato dalla scia, non si aspetta il leggero scarto di Marquez e lo prende in pieno. Un volo, tanta paura ma per fortuna niente più.   Daniel Pedrosa      4 Niente da fare anche a Phillip Island, mai veloce, mai in partita, finisce con una caduta.   Marc Marquez     s.v. (senza voto) Colpito ed eliminato da Zarco quando ancora siamo all'alba della gara, fortunato che non accada niente di serio. Una battuta d'arresto che, a titolo vinto, gli toglie il gusto di una battaglia senza pensieri.  

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