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MotoGp, vince Quartararo, terzo Dovizioso, brutta caduta per Marquez

Al via domenica 19 da Jerez de la Frontera la rassegna iridata delle 2 ruote riprogrammata, con 7 prove su 13 in Spagna e 2 in Italia a Misano (il 13 e 20 settembre)

di Mario Nicoliello

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Al via domenica 19 da Jerez de la Frontera la rassegna iridata delle 2 ruote riprogrammata, con 7 prove su 13 in Spagna e 2 in Italia a Misano (il 13 e 20 settembre)


4' di lettura

Di nuovo in sella, per mollare la frizione dopo lo spegnimento della luce rossa, accelerare in rettilineo e piegarsi dentro le curve. Il Motomondiale ricomincia la sua strana stagione dalla Spagna, epicentro di un campionato riprogrammato per ora interamente nel Vecchio continente, con ben 7 prove su 13 nella penisola iberica, 2 in Italia e le altre tra Francia, Austria e Repubblica Ceca. Più che un Mondiale sembrerebbe un Europeo, ma di più la truppa guidata da Carmelo Ezpeleta non poteva organizzare.

L’organizzazione Dorna

Il promoter del Mondiale – la Dorna, ovviamente una società spagnola, a ribadire la centralità del “Reino” nel mondo delle 2 ruote a motore – è andata sul sicuro, puntando su 5 Paesi, così da interfacciarsi con pochi governi e meno protocolli, limitando notevolmente gli spostamenti. Entro fine mese però ci potrebbe essere novità, con l’inserimento in agenda delle 3 tappe rimaste col punto interrogativo (Argentina, Malesia e Thailandia), le quali saranno disputate solo se il pubblico potrà assistere alle prove in tribuna. Negli Usa invece si ricorrerà solo nel 2021.

Programma concentrato

Per adesso infatti si comincia a porte chiuse, sebbene più di qualche organizzatore (Misano e Le Mans su tutti) stanno lavorando per portare almeno una parte dei tifosi a bordo pista nella seconda metà del campionato.
A dare il la alle danze è stato domenica 19 luglio il circuito andaluso di Jerez de la Frontera, sede sia del primo (Gp di Spagna, vinto da Fabio Quartararo su Yamaha, terzo Dovizioso, brutta caduta invece per Marc Marquez) che del secondo appuntamento (Gp di Andalusia, domenica 26) della classe regina, l’unica rimasta ferma ai box nel deserto del Qatar, dove a inizio marzo Moto2 e Moto3 fecero in tempo a battezzare il 2020, prima che il Coronavirus costringesse tutti a chiudersi in casa. Dopo una settimana di pausa, ad agosto sarà tripletta consecutiva tra Brno (9 agosto) e Zeltweg, dove si correrà sia il 16 (Gp d’Austria) sia il 23 (Gp della Stiria).
A settembre toccherà a Misano, che il 13 (in contemporanea con l’inedito Gp di Formula Uno al Mugello) ospiterà il Gp di San Marino e il 20 il Gp dell’Emilia Romagna. Il mese si chiuderà il 27 col Gp di Catalogna a Barcellona. Ad ottobre altra tripletta tra l’11 e il 25 con la francese Le Mans e la pista di Aragon teatro di 2 competizioni.
Per il momento si chiude col doppio appuntamento di Valencia l’8 e il 15 novembre, in attesa di capire se l’Europeo possa diventare Mondiale. Nella migliore delle ipotesi i Gran Premi potrebbero essere 16, un modo per consentire allo show di essere sostenibile sul piano economico. Diversamente, in caso dei soli 13 appuntamenti europei, occorrerà mettere in preventivo una drastica riduzione del giro d’affari.

Il modello economico

L’anno scorso il gruppo Dorna ha prodotto un fatturato complessivo di 390 milioni di euro, provenienti per il 47% dalla cessione dei diritti televisivi, per il 33% dai contributi versati dagli organizzatori locali degli eventi e per il 20% dagli sponsor. «I diritti tv – racconta al Sole 24 Ore Enrique Aldama, Cfo di Dorna – sono commercializzati secondo strategie diverse a seconda della nazione: in Italia si è preferita la via della pay tv, in Spagna quella della tv pubblica, in Francia ci si è affidati a Eurosport». In realtà, i diritti del MotoGP in Spagna sono stati acquisiti già nella scorsa stagione da DAZN che ha fatto un accordo con la TV pubblica – Teledeporte – per la trasmissioni in chiaro di due sole gare. Accordo tra l'altro presente nell'accordo originario stipulato da DAZN con Dorna. Nello specifico saranno trasmessi sulla TV pubblica: BMW M Grand Prix of Styria (21 – 23 Agosto) e il Gran Premio Michelin de Aragon (16-18 ottobre). Con o senza pubblico i proventi dalle tv sono assicurati, sebbene ricalibrati al numero effettivo di eventi svolti rispetto ai 20 originari. Stesso discorso anche sul fronte delle sponsorizzazioni, dove l’ottantina di milioni di fatturato deriva principalmente dai 5 global partner, ciascuno legato a un settore: Michelin (gomme); Bmw (auto di servizio), Tissot (cronometraggio ufficiale), Singha (birre e bevande) e Dhl (logistica). Ciascun Gran Premio ha poi un sponsor nel titolo (da Red Bull a Oakley, passando per Monster GoPro, Motul e Shell), mentre tra i fornitori ufficiali c’è anche l’italiano Consorzio Prosecco. L’assenza di pubblico inciderà invece sui contributi versati dagli organizzatori, per i quali la vendita dei biglietti è l’unica fonte di ricavo. Per questa ragione da settembre in poi si farà di tutto per garantire una presenza, seppur limitata, di tifosi.

Controlli severi

Per il momento lo show si svolgerà in un ambiente ovattato, nel rispetto di un protocollo rigidissimo. A Jerez coloro che sono entrati nel paddock durante il week-end si sono dovuti sottoporre a tampone prima della partenza, poi una volta arrivati in Andalusia l’unico tragitto autorizzato è stato quello dall’hotel al circuito. Ogni mattina i responsabili delle squadre hanno dovuto comunicare la temperatura dei propri addetti, sfruttando un app creata all’uopo, nella quale notificare anche la comparsa di eventuali sintomi. Tutti monitorati, quindi, anche i pochi giornalisti. Dentro i circuiti sono ammessi solo gli operatori delle tv detentrici dei diritti.

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