Sport

MotoGP, la storia di Kenny Roberts Junior

a cura di Datasport


4' di lettura

Certo, puoi cercare di cambiare, ma se nasci in un determinato modo, poi è difficile cambiare. Soprattutto se certe cose le hai nel DNA, come ad esempio la famiglia Roberts, gente con le corse nel sangue. Un padre e due figli motociclisti per un totale di quattro titoli mondiali. Kenneth Leroy Roberts, meglio conosciuto come Kenny Roberts, il padre, Kenny Roberts junior, il primogenito, e Kurtis Roberts, il secondo figlio, l'unico della dinastia a non mettersi in testa la corona iridata. Questa è la storia del primogenito, Kenny junior.    Kenny Roberts senior ebbe la sua carriera, non troppo lunga ma molto vincente con tre titoli iridati, mentre Kebby Roberts junior ha avuto la sua, più lunga e forse anche più difficile, ma comunque condita con quel titolo iridato del 2000 in sella alla Suzuki che rende tutt'oggi orgoglioso Kenny junior, a volte incostante ma sempre veloce e temibile quando era in giornata. Suo padre, prima di scorrazzare su due ruote, era un cow-boy ed aveva fatto altro, mentre per Kenny junior, con un padre così (Kenny senior vince i tre titoli consecutivamente, nel 1978, 1979 e 1980, quando Kenny junior, classe '73, è già nato), la strada è tracciata sin da subito, per lui e per il fratello minore Kurtis, il quale però al manubrio non farà mai vedere la classe del papà e del fratello. Kenny junior sa quello che vuole, i trionfi di papà sono la spinta emotiva verso il traguardo che anche lui vuole raggiungere, ed al di là di un cognome ovviamente scomodo (solita storia dei figli d'arte, leggendo il cognome sulla carta d'identità ti si aprono più porte, se però non vai forte da subito...) è veloce ed a 19 anni vince il titolo nazionale (quello americano, per lui nativo di Mountain View, California) nella classe 250cc, cosa che gli permette di debuttare su Yamaha come wild card a Laguna Seca nella stessa classe, con un incoraggiante 10° posto finale. Oltre alle vittorie di papà Kenny senior, a dare spinta e motivazioni ci sono anche quelle degli altri americani, nel periodo d'oro dei piloti statunitensi in MotoGp: dal 1983 al 1993, solo in un'occasione il titolo va ad un pilota nato fuori dagli “States”, mentre in tutti gli altri casi sono i centauri a stelle e strisce a fare la voce grossa, da Spencer a Schwantz passando per Lawson e Rainey, quest'ultimo proprio con il team di Roberts senior.   Nel frattempo Kenny fa la sua carriera, corre 4 Gp in 250cc nel 1994, tutta la stagione nella stessa classe nel 1995 e poi salta subito in 500cc senza risultati a dire la verità eclatanti, ma la Yamaha gli dà fiducia e la prima stagione tra i “grandi”, il 1996, si conclude con Kenny 13° in graduatoria e con il 4° posto di Brno come miglior risultato. Kenny senior, dopo aver gestito per anni le Yamaha con il suo team, si mette in proprio e prova a fare il grande salto con il supporto della malese Modenas, e Kenny junior accetta di diventare pilota di punta della scuderia del padre. La prima stagione è deludente, la seconda pure, e Kenny junior è ad un bivio, anche perchè la grande occasione rischia di non presentarsi più: così, Kenny jr, non senza dispiacere, saluta il padre e si accasa con la Suzuki ufficiale. E' la mossa che cambia il volto della carriera del figlio d'arte, che con materiale di primo livello raccoglie subito grandi risultati: nel '99 ottiene 4 vittorie, 6 pole ed 8 podi, chiudendo secondo nel mondiale; è il giusto prologo al mondiale del nuovo millennio, quello del 2000, che vedrà Kenny junior campione del mondo a fine anno davanti a Valentino Rossi, che ormai è pronto per iniziare il suo ciclo di vittorie.   Il titolo del 2000 è uno spartiacque nella carriera del californiano, che da lì in poi non vivrà più stagioni di gloria, ed i risultati saranno altalenanti e zoppicanti, con appena tre podi e zero vittorie nei cinque anni successivi in Suzuki. Così, a fine carriera, il ritorno all'ovile, ovvero nel team del padre, che nel frattempo dopo Modenas e Proton ha scelto di schierare moto con motore Honda. Siamo nel 2006 e nella stagione che vede vincitore un altro americano, Nicky Hayden, Kenny jr torna a far vedere qualcosa di buono ed è due volte sul podio, Barcellona ed Estoril, chiudendo il campionato al sesto posto grazie a buoni risultati ottenuti lungo tutto il campionato, ed infatti il 2006 sarà la sua miglior stagione dall'anno del titolo iridato. Il 2007 è la stagione dell'addio, e Kenny jr pianta tutto dopo il 16° posto di Barcellona, lasciando la sella al fratello Kurtis, il quale accompagna al tramonto la squadra del padre, che saluterà la compagnia proprio al termine di quella stagione con risultati deludenti.   Finiva così l'epopea dei Roberts in MotoGp, le cui gesta però riecheggiano nella leggenda: sia Kenny senior che Kenny junior sono stati insigniti del riconoscimento "Legend" da parte della Dorna, con Kenny junior nominato leggenda nel Gp degli Stati Uniti dello scorso anno, quando ha avuto il grande onore di eguagliare nuovamente il padre, per una dinastia di veri campioni.   

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