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Ford Ka, ecco come va la gemella diversa della 500

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AL VOLANTE

Ford Ka, ecco come va la gemella diversa della 500

  • –di Giampiero Bottino

Eccola, la "gemella diversa" della 500. Stesso pianale, stessi motori, stessa meccanica, stessa "culla": lo stabilimento Fiat di Tychy, in Polonia. Eppure la seconda generazione della piccola Ka sfoggia una personalità evidente e autonoma. Merito dei designer Ford, che hanno saputo nascondere con un sapiente trucco e una buona dose di creatività una parentela che poteva rivelarsi ingombrante.
A prima vista, nessuno direbbe che le due vetture sono frutto dello stesso progetto. Il look della Ka è originale e gradevole, perfettamente allineato ai canoni del "kinetic design" che hanno contribuito con forza al rilancio di Ford Europa e ai suoi successi – peraltro conditi da azzeccate e lungimiranti strategie di marketing – in Italia, dove il marchio dell'ovale blu galleggia ormai stabilmente sopra il 10% di quota di mercato.

Una linea giovane e sbarazzina destinata – nonostante il forzato addio all'inconfondibile architettura "a ovetto" – a incontrare il gradimento dei "nostalgici" della vecchia Ka, che nel nostro Paese ha saputo coltivare una nutrita schiera di affezionati ammiratori.
Anche all'interno, nonostante la limitazione imposte dalla condivisione della console centrale che non ha permesso ai creativi eccessivi voli pindarici, la personalità si manifesta con evidenza.

Nella conformazione e nei colori vivaci dei sedili, ma soprattutto nel disegno del quadro strumenti che la Ka – non avendo mitiche antenate cinquantenni da rievocare – ha voluto classicamente ispirato ai due tradizionali indicatori principali (velocità e contagiri) circolari e perfettamente leggibili.

Gli occupanti dei posti anteriori, anche se di altezzza superiore alla media, non avranno difficoltà ad accomodarsi sulle accoglienti poltroncine anche per lunghe percorrenze, mentre lo stesso non si può dire dei passeggeri posteriori. La vettura si dimostra immediatamente amichevole nell'impiego, facile e maneggevole, brillante quanto serve a una city car per destreggiarsi con agilità nel traffico urbano, ma adatta anche ad affrontare senza fatica (purché si sia soltanto in due) l'impegno di un prolungato tragitto extraurbano o autostradale.

Merito dei 75 Cv erogati dal generoso turbodiesel di 1.3 litri, elastico e divertente ma anche molto sobrio, visto che con le emissioni di CO2 limitate a 112 grammi/chilometro non solo inseriscono la piccola Ford tra le auto più pulite sul mercato, ma consentono a chi l'acquista di beneficiare di un incentivo statale di 1.500 euro in caso di contestuale rottamazione di una vettura con più di dieci anni di età.

Sono le conseguenze portate in dote da un buon progetto comune che ciascuno dei due partner ha saputo però intepretare in modo coerente con la propria storia e con il proprio Dna, evidenziando le differenze laddove possibile, qualche volta anche in modo opinabile. Il cambio della Ka, ad esempio, ci è sembrato meno fluido e più soggetto a impuntature di quello, assolutamente identico, installato sulla piccola del Lingotto.

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