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Pomigliano prepara la svolta

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CONTRATTI

Pomigliano prepara la svolta

  • –di Giorgio Pogliotti

Per Fabbrica Italia Pomigliano dal 7 marzo scattano le assunzioni: i primi ad essere chiamati a sottoscrivere il contratto di lavoro per la Newco – insieme alla firma delle dimissioni dallo stabilimento Giambattista Vico – sono 8 tecnici. Ad aprile saranno operative le nuove catene di montaggio, la gran parte delle assunzioni avverrà tra luglio e ottobre, mentre la produzione della nuova Panda partirà in autunno.

I dettagli dell'operazione, con il timing, sono stati illustrati ieri in un incontro all'Unione degli industriali di Napoli tra azienda e sindacati che (esclusa la Fiom) hanno sottoscritto il contratto integrativo, mentre fuori si svolgeva un presidio di rappresentanti dello Slai-Cobas e delle tute blu della Cgil. I neo assunti, in base al contratto "nazionale" siglato a fine dicembre, potranno farsi versare il Tfr (o portarlo nella Newco), mentre gli scatti di anzianità maturati verranno inglobati in un superminimo individuale non assorbibile. A giugno i sindacati forniranno i parametri per i premi di risultato ed in autunno l'azienda renderà noto il monte ore per le rappresentanze sindacali aziendali (Rsa), che prendono il posto delle attuali Rsu, con l'effetto di lasciare fuori dalla fabbrica la Fiom che non ha firmato l'intesa sottoposta a referendum la scorsa estate. Sui 700 milioni di investimento, riferiscono i sindacati presenti all'incontro, oltre la metà è già stato investito; la quota più grossa riguarda l'appalto per l'impianto di lastratura da 300 milioni, con l'installazione di 600 robot.

L'attuale direttore del G.Vico, Sebastiano Garofalo, è stato nominato amministratore delegato di Fip. Soddisfatti Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl, mentre la Fiom annuncia il ricorso alla magistratura e all'inizio della prossima settimana riunirà la consulta giuridica: «La farsa sulle modalità di riassunzione nella newco di Pomigliano – afferma il leader della Fiom, Maurizio Landini – ha confermato le preoccupazioni dal punto di vista occupazionale e la plateale violazione dell'articolo 2112 del Codice Civile sul trasferimento d'azienda. La produzione, infatti, avverrà nello stesso stabilimento, con gli stessi operai e si produrranno sempre delle auto, la Panda anziché l'Alfa».
Positivo il commento degli altri sindacati: «Siamo molto soddisfatti – afferma il segretario generale della Fim-Cisl di Napoli, Giuseppe Terracciano – per aver riaperto una fabbrica, dopo il lungo oscuro periodo della cassa integrazione. Per effetto dei nuovi turni e dell'incremento di 30 euro al mese della paga base, i lavoratori avranno una maggiorazione a regime di 3.750 euro l'anno. Spetta a noi essere garanti della gestione costruttiva dell'accordo per realizzare quelle condizioni di competitività che hanno spinto Marchionne a investire».

Il segretario generale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati sottolinea «l'impegno dell'azienda a procedere gradualmente all'assunzione su base volontaria di quasi 6mila lavoratori al 2012, considerando i 4.600 dipendenti del G. Vico e i mille dell'ex Marelli». Sgambati aggiunge che un approfondimento del crono programma sarà effettuato in un nuovo incontro con l'azienda programmato per fine marzo: «In questa sede verrà monitorato il quadro degli investimenti e parleremo di formazione e riqualificazione del personale.
Intanto Fiat ha riorganizzato le attività di ricerca del gruppo, a seguito della divisione di Fiat Industrial dall'Auto. Il cda del Lingotto, a fine 2010 affidando il ramo ricerca al Crf e ad Elasis, ha ridefinito le partecipazioni.

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