Motori24

Ricerca Linear: italiani indisciplinati al volante

  • Abbonati
  • Accedi
CODICE DELLA STRADA

Ricerca Linear: italiani indisciplinati al volante

  • –di Riccardo Celi

Non è vero che gli italiani non conoscono il Codice della Strada. È vero invece che, pur conoscendolo, non lo rispettano. Quindi, non è un problema di ignoranza delle leggi, ma di tendenza a far finta che non esistano. Queste sono le conclusioni che si possono trarre da una recentissima ricerca commissionata dall'Osservatorio Linear (che fa parte della Linear Assicurazioni, la nota compagnia del gruppo Unipol) alla società di ricerche di mercato Nextplora. Secondo il risultati dell'indagine, svolta su un campione di intervistati del quali la compagnia non ha però rivelato i dettagli, l'84% dei soggetti interpellati ritiene pericoloso e altamente irresponsabile guidare dopo aver assunto sostanze alcoliche, ma nonostante ciò il 32% sostiene che si tratta di una delle infrazioni più frequenti.

Lo stesso vale per un'altra violazione, il mancato rispetto di un semaforo rosso, un'abitudine molto pericolosa per il 73% degli automobilisti, ma che il 25% ammette sia anche molto diffusa. Il 50% degli intervistati, poi, sa bene che superare i limiti di velocità è cosa da pirati della strada, ma per il 69% si tratta dell'infrazione al Codice più diffusa in assoluto, mentre pur essendo informato che allacciare le cinture è obbligatorio per legge, il 51% ammette di non farlo sempre. Insomma, gli italiani al volante predicano bene, ma razzolano male, e lo dimostrano anche in autostrada: il 56% dichiara di occupare quasi sempre la corsia di sorpasso e, dove la carreggiata dispone di tre corsie, di guidare su quella centrale, anche se la legge impone di procedere su quella situata più a destra. Durante i sorpassi, il 52% dei guidatori dichiara candidamente di segnalare la sua manovra a chi precede con il lampeggio degli abbaglianti mentre il 27%, per avvertire del suo arrivo, si avvicina il più possibile al veicolo da superare ignorando la distanza di sicurezza.

Un capitolo a parte meritano le rotatorie, dove invece la mancata conoscenza del Codice fa capolino: il 49% del campione ritiene che rappresentino il sistema più pratico per agevolare lo scorrimento del traffico, ma ben il 35% confessa di non conoscere le regole della precedenza quando ne incontra una e solo il 65% sa che, in mancanza di segnaletica specifica, il Codice stabilisce che il diritto di passaggio va dato a chi ha già impegnato la rotatoria. Dopo aver dipinto un quadro francamente un po' scoraggiante, la ricerca Linear prosegue con i dati che però, a suo parere, "fanno ben sperare", quelli sugli incidenti stradali nei primi due mesi dell'anno, che sono diminuiti dell'11,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, con un calo delle vittime del 22,7% e dei feriti del 14,5%. Una nota positiva che porta la compagnia assicurativa a concludere che "l'Italia è sulla strada giusta" per raggiungere gli obiettivi fissati per il decennio 2011-2020 dalla UE, che si propone di dimezzare il numero di vittime della strada rispetto al decennio precedente.

L'Osservatorio Linear, però, omette di citare la fonte dei dati, una mancanza che, purtroppo, in un Paese come l'Italia lascia perplessi, poiché nel nostro Paese le statistiche sugli incidenti stradali sono in completo caos. I dati ufficiali Istat vanno presi con beneficio d'inventario poiché, per esempio, non contemplano le vittime dei sinistri causati da guidatori in stato di ebbrezza e secondo l'Anvu (Associazione Polizia Locale d'Italia) da quelli del 2008 mancavano oltre 120 mila incidenti avvenuti nei territori di competenza delle polizia municipali. Le compagnie assicurative, poi, hanno le loro statistiche, e altre vengono fornite dal Casellario Centrale Infortuni dell'Inail. Ovviamente, i dati di ciascuna organizzazione non coincidono mai con quelli forniti dalle altre, cosa che induce a trarre una conclusione: nel nostro Paese, quando si parla di sinistri della strada, di vittime e di feriti, qualsiasi conclusione rischia di essere basata su dati di affidabilità quantomeno dubbia.

© Riproduzione riservata