Motori24

Fiat Chrysler acquista negli Usa crediti ecologici per 545 milioni di dollari

  • Abbonati
  • Accedi
AMBIENTE

Fiat Chrysler acquista negli Usa crediti ecologici per 545 milioni di dollari

  • –di Andrea Malan

Il gruppo Fiat Chrysler ha acquistato negli Usa “crediti ecologici” per circa 545 milioni di dollari negli ultimi anni, nell'ambito del programma gestito dall'Epa (Environmental protection agency), l'agenzia americana per l'ambiente: tali crediti consentono al costruttore italo americano di compensare un livello di emissioni di CO2 che negli Stati Uniti resta il più elevato fra i costruttori generalisti. La cifra – 500 milioni di euro al cambio attuale – si ricava dal bilancio trimestrale al settembre 2015 di Fca Us Llc (l'ex Chrysler): i cosiddetti “regulatory credits” vengono considerati come un'asset non materiale, al pari dell'avviamento, e potranno essere poi ammortizzati nell'arco di 7 anni, ovvero fino al 2021. Chrysler ha acquistato soprattutto da Tesla, l'azienda di auto elettriche: nel solo 2014, per esempio, Chrysler ha comprato crediti per 301 milioni di dollari; lo stesso anno l'azienda fondata da Elon Musk ha messo a bilancio alla voce “vendita di crediti ecologici” un ricavo di 216 milioni.

Chi sfonda i target può acquistare crediti.
Fca è stata l'anno scorso, secondo i report pubblicati nei giorni scorsi dall'Epa, l'unico grande costruttore ad acquistare crediti ecologici. Gli altri due acquirenti su questo mercato sono stati la Ferrari e la Mercedes; tra i venditori compaiono, oltre alla Tesla, le giapponesi Toyota, Honda e Nissan. Perché Fca ha comprato crediti, e perché in misura così rilevante? Per capirlo bisogna guardare alla normativa sul controllo delle emissioni di CO2 e affini (gas a effetto serra, GHG in inglese) introdotta dall'Epa nel 2010. La normativa prevede limiti alle emissioni per ogni costruttore, calcolati in base al tipo di veicolo (autovetture e light truck, ovvero SUV e pick up) e alle sue dimensioni: chi produce veicoli più grossi e SUV ha in sostanza il permesso di emettere più CO2. La curva dei limiti viene abbassata ogni anno, e ogni anno sono ricalcolati i limiti individuali in base al numero di veicoli venduti per ogni modello. La normativa prevede anche che chi supera i limiti possa acquistare crediti (in sostanza i diritti a inquinare) dai produttori più virtuosi; questi crediti non sono quotati e vengono scambiati fra i costruttori a trattativa privata.

La gamma Fca emette più CO2 dei concorrenti generalisti.
L'Epa ha reso noti di recente i dati relativi al “model year” 2014, ovvero i veicoli venduti dal settembre 2013 all'agosto 2014. Per il 2014 la gamma Fiat Chrysler ha segnato (in base ai test Usa) valori medi di emissioni di CO2 di 346 grammi per miglio (216 grammi/chilometro) che scendono a 309 grammi grazie a una serie di crediti ecologici accumulati dalla stessa Fca, per esempio con la produzione della 500 elettrica, di cui nel “model year 2014” (dal settembre 2013 all'agosto 2014) sono state vendute circa 3.400 unità. Tra gli altri modi per accumulare crediti, oltre all'acquisto, ci sono la produzione di veicoli a emissioni zero a quella di veicoli ibridi benzina/metano, e l'adozione di accorgimenti per la riduzione dei consumi (come lo start & stop). I 309 grammi/miglio di Fca sono esattamente pari al target fissato dall'Epa e si confrontano con 289 grammi/chilometro per Ford e 288 per General Motors; le rivali giapponesi sono ancora più in basso, fra i 250 e i 260 grammi/miglio, valori cui si attesta anche la gamma Bmw negli Usa. Il valore medio delle emissioni “grezze” di tutti i costruttori è stato di 294 grammi/miglio, scesi a 274 con i vari crediti maturati. E Volkswagen? Il colosso tedesco “avrebbe registrato emissioni medie di 280 grammi/miglio, che scendono a 261 con i crediti” scrive l'Epa, ma è stato tolto dal report per effetto dello scandalo del software truccato.

Pesano Suv e pick up... nonostante la 500 elettrica.
L'investimento di 545 milioni di dollari da parte di Fiat Chrysler nell'acquisto dei crediti fa parte verosimilmente di una strategia di medio periodo in vista del progressivo inasprimento dei limiti alle emissioni di CO2 negli Usa. A fine 2014 il gruppo disponeva di crediti per 13,7 milioni di tonnellate di CO2, di cui 8,2 acquistati sul mercato. La posizione di Fca in fondo alla classifica delle emissioni di CO2 deriva in parte dalla sua gamma di prodotto: dei tre grandi di Detroit, Chrysler resta quella più sbilanciata verso i SUV e i pick up (con i marchi Jeep e Ram), veicoli più grossi e inquinanti. Nel 2009, all'atto dell'acquisto di Chrysler, Sergio Marchionne scriveva: “Siamo convinti che le tecnologie Fiat rispettose dell'ambiente e le nostre piattaforme per auto piccole e medie (…) accelereranno in misura significativa gli sforzi di Chrysler di produrre veicoli più efficienti dal punto di vista dei consumi”. La riduzione di consumi e CO2 richiede però grandi investimenti, e non sempre questi investimenti vengono ripagati dal mercato. Come ha più volte ricordato Sergio Marchionne, per esempio, le 500 elettriche sono vendute in perdita: “Su ognuna di esse ci rimettiamo 14mila dollari” dichiarò l'anno scorso; la perdita unitaria moltiplicata per le 3.400 unità vendute farebbe 47 milioni di dollari, cui però vanno sottratti i già citati crediti. Più in generale, i numeri di Fca evidenziano il tipo di dilemma cui – nell'attuale quadro normativo – i costruttori sono messi di fronte.

I dati Epa confermano: negli Usa più consumi e CO2 che in Europa.
La stessa Epa ha reso noti nei giorni scorsi i dati 2014 (e quelli provvisori per il 2015) che comprendono anche le emissioni calcolate non solo sui “2-test” (ciclo urbano ed extraurbano) ma su 5 test che rappresentano condizioni più realistiche. Come c'era da attendersi, questi ultimi forniscono per tutti i costruttori valori molto più elevati: la media ponderata delle emissioni di CO2 è stata nel 2014 di 366 grammi/miglio contro i 294 dei test citati sopra; la gamma Fca viene misurata a 428 grammi/miglio contro 346. Nel 2015 (dato provvisorio) le emissioni medie rilevate calano a 360 grammi/miglio, quelle di Fca a 409. Come si vede i valori di tutti, sia quelli “ufficiali” che quelli più realistici, sono nettamente superiori a quelli del parco macchine europeo.

© Riproduzione riservata