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Volkswagen Golf, rinnovamento digitale per la media tedesca

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PRIMO CONTATTO

Volkswagen Golf, rinnovamento digitale per la media tedesca

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La Golf? E' come un vecchio amico che non tradisce mai. E' da più di quarant'anni che la “best seller” di Volkswagen macina record di vendite e risponde alla grande ogni volta che all'orizzonte si affaccia una potenziale rivale.
L'anno scorso nonostante ormai si sapesse dell'imminente arrivo del restyling ne sono state vendute nel mondo 580.000 e dalla storica fabbrica di Volfsburg esce una nuova Golf ogni 40 secondi.

Ma la forza delle Golf è anche di riuscire a mettersi al passo con I tempi. E' il caso del restyling di oggi che lancia una sorta di sfida su temi come l'ecologia e la connettività a bordo, inediti forse per la Golf, ma sempre più strategici per stare al passo con le richieste degli utilizzatori di domani. E la “media” Volkswagen risponde con le cinque diverse alimentazioni in gamma, benzina, diesel, metano ibrido e elettrico, ma anche con un tasso di hitech a bordo mai visto su un modello di questa “taglia” e prezzo.

Debutta così sulla Golf la strumentazione digitale, sulla base dello schermo da 12,3 pollici e di cinque diversi profili per evidenziare le informazioni più utili. Aggiornata poi allo step più recente la piattaforma modulare dell'infotainment che ora utilizza schermi tattili più grandi e a colori: le misure passano infatti a 6,5 pollici, 8 e 9,2. Il touch screen più grande fa parte del pacchetto top di gamma che prevede anche sensori di prossimità, sistemi di comando vocale e una prima assoluta anche gestuale.

La strumentazione digitale sulla plancia

Nei due sistemi più avanzati un pannello vetrato copre tutta la superficie. Inoltre, l'home screen, ora si può personalizzare eliminando la necessità di tasti e manopole. Fra le novità di motore sulla nuova Golf c'è l'inedito 1500 cc TSI a benzina da 150 cv che proverà a mettere in discussione la leadership del turbodiesel TDI da 150 cv da sempre la soluzione più gettonata.

Il nuovo 1500, tuttavia, ci è sembrato una buona soluzione alternativa soprattutto per quegli utilizzatori che non hanno l'ansia da prestazione e non macinano troppi chilometri “day to day”. Silenzioso come tutti i benzina, accreditato di una buona coppia in basso, l'abbiamo “saggiato” in anteprima sulla Variant, la Golf “familiare” che costa 650 euro in più a parità di equipaggiamento rispetto alla 5 porte. Col risultato che senza avere la reattività del diesel da 150 cv se la cava egregiamente.

Ma il vero “primo contatto” con la Golf restyling ci è sembrato quello con il “packaging” di tecnologia a bordo che merita un approfondimento. Se l'impatto nell'abitacolo della strumentazione digitale è davvero spettacolare sulla intuitività dei diversi sistemi ci sarebbe da discutere.

L'attivazione gestuale delle stazioni radio o delle playlist richiede delle precise istruzioni, inutile andare per tentativi. Inoltre la “massa” di funzioni a bordo può sconcertare chi non è abituato a farsi aprire la porta di casa, quando si sono lasciate a… casa le chiavi, direttamente dalla Golf grazie ad una apposita funzione, una delle tante e neppure la più strana. Insomma ci sembra inevitabile la necessità di un iniziale corso di aggiornamento per tutti i nuovi acquirenti della Golf “anno modello 2017”.

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