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Dall’officina digitale ai battistrada smart: Autopromotec corre…

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A BOLOGNA

Dall’officina digitale ai battistrada smart: Autopromotec corre 4.0

«Officina 4.0 e Autopromotec sono la testimonianza di quanto in Italia si stia facendo sulle nuove tecnologie applicate alla filiera dell’automotive. In questo campo il nostro Paese non deve andare a scuola da nessuno. E il fatto che il settore assicurativo italiano sia molto avanti nella rivoluzione digitale fa da stimolo al cambiamento anche a valle: già oggi il 25%delle auto in Italia sono connesse, nel giro di cinque anni supereremo il 75%», sottolinea Marcello Tamietti, connected vehicle lead di Accenture Digital. Accenture è tra i realizzatori del percorso virtuale di “Officina 4.0: proof of concept”, esperienza ad alto impatto delle tecnologie digitali, robotiche, IoT e smart per la filiera dell’aftermarket automobilistico, di scena nel quartiere fieristico bolognese per la 27esima edizione di Autopromotec. La biennale internazionale delle attrezzature e dei servizi per l’automotive, che ha richiamato sotto le Due torri per questa cinque giorni quasi 1.700 espositori da tutto il mondo e 100mila visitatori.

È realtà attuale e non futuro l’auto protagonista dell’Officina 4.0, nel padiglione 30, un mezzo in grado di farsi da sè l’autodiagnostica, di comunicare con lo smartphone dell’utente e con i sistemi informativi dell’autofficina per segnalare eventuali malfunzionamenti o manutenzioni necessarie: si arriva alla totale dematerializzazione e automatizzazione di tutti i processi di prenotazione dell’intervento, di quotazioni dei prezzi, di riparazione e di pagamento.

Tra le novità 2017 catalizza l’attenzione anche dei meno esperti lo pneumatico Goodyear Eagle 360 Urban, il primo sul mercato dotato di intelligenza artificiale e connesso all’IoT, presentato al mercato italiano proprio dal palco di Autopromotec: uno pneumatico in grado di sentire, decidere, interagire e adattarsi, grazie a una superficie bionica dotata di sensori smart che percepisce il suolo e tramite algoritmi trasforma le informazioni in modifiche della superficie del battistrada, realizzato con un polimero super-elastico che come la pelle umana di espande e contrae in base all’ambiente circostante, grazie a tecnologie di morphing .

Pneumatici dotati di chip nella carcassa della ruota che comunicano direttamente al pilota le proprie esigenze di manutenzione sono oggi piuttosto diffusi nel settore truck. Così come per la gestione delle flotte va diffondendosi il sistema Texa e-truck che da remoto controlla il funzionamento dei veicoli a centinaia di chilometri di distanza tramite Gprs. Ma tra gli stand di Autopromotec ci si imbatte anche in novità all’insegna della sostenibilità e dell’economia circolare: come le pastiglie Ferodo Green, senza metalli pesanti che quadruplicano la vita utile del disco perché meno usuranti; oppure i cuscinetti pre-assemblati e pre-ingrassati di Schaeffler, che riducono da 8 a 5 le ore di lavoro in officina per la sostituzione e decuplicano la durata del cuscinetto.

Passando dai ricambi alle attrezzature l’offerta di tecnologie smart è enorme: dal banco prova Dimsport che simula situazioni di attrito stradale diverse per ogni singola ruota all’officina mobile di Delticom, rivenditore online tedesco di pneumatici che invece di spedire i pezzi ai gommisti locali come fatto finora sta montando le sue officine su furgoni per girare lungo le strade europee e offrire direttamente un servizio a domicilio al cliente. Per non parlare dell’esplosione di offerta online sempre più connessa e “dialogante” con i negozi fisici: è il caso della rete di Point-s, il network di gommisti indipendenti che ha cavalcato la filosofia “web to shop” e punta ad arrivare a una rete di 800 punti vendita in Italia entro il 2020, dove abbinare al servizio gomme anche la revisione, tutto con approccio digitale.

«Tra Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna si registrano 709 milioni di ricerche al mese su Google di ricambi e accessori, altri 94 milioni di servizi/riparazioni, 183 milioni di ricerche di pneumatici. Numeri che raccontano chiaramente il ruolo del web e le potenzialità di business se si connette tutta questa domanda di servizi e sistemi», sottolinea Eugenio Razelli, industrial advisor del Fondo strategico italiano. Auto e dealer connessi significano anche dati personali di geolocalizzazione, di preferenze, di stili di guida, di info di pagamenti connessi e in rete, con un rischio hackeraggio oggi sottostimato. «Sulle tecnologie 4.0 la filiera dell’automotive italiana è avantissimo – conclude Razelli – è su temi come sicurezza, privacy, proprietà dei dati che c’è un enorme vuoto regolatorio da colmare, così come sui protocolli per permettere a tutte le componenti dell’officina 4.0 di dialogare in modo “open”. Se c’è un ritardo, oggi, quando si parla di rivoluzione 4.0, è culturale non tecnologico».

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