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Dossier Il car sharing aziendale ottimizza il parco auto

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    Dossier | N. 17 articoliAuto aziendali, il mercato e i nuovi modelli

    Il car sharing aziendale ottimizza il parco auto

    Non sempre una flotta - di propriet o in noleggio a lungo termine - in grado di soddisfare appieno le esigenze di mobilit di un’azienda e dei suoi dipendenti. Alcune volte i mezzi non sono mai disponibili quando servono, per scarsit apparente di risorse. Altre volte, invece, il parco auto resta inutilizzato per buona parte del tempo. Due scenari opposti, ma che raccontano la stessa criticit: quando si tratta di mobilit aziendale oggi non si pu pi pensare in modo standard. Servono modelli flessibili e sinergia fra diverse soluzioni, ciascuna adatta a specifiche esigenze di utilizzo, anche momentanee. Un approccio che ha portato negli ultimi anni alla diffusione di servizi di corporate car sharing, che assicurano ai dipendenti l’accesso a un’auto on demand e sollevano le aziende dall'onere della propriet o dei contratti a lungo termine quando non necessari. In molti casi sono le stesse societ di Nlt a offrire il servizio di auto condivisa. Il gruppo Alphabet, per esempio, propone dal 2014 AlphaCity, una soluzione che consente di utilizzare in sharing le vetture premium del parco aziendale. Secondo gli ultimi dati di agosto, il servizio conta oltre 650 iscritti per un totale di pi di 480mila chilometri percorsi.

    LE PREVISIONI AL 2021 SULLA MOBILIT IN CONDIVISIONE
    Segmentazione in base all'uso e al profilo degli utenti. Dati in milioni (Fonte: elaborazione Share'n go su dati Statista e Bcg)

    Dall’esigenza di “sfruttare” al meglio i veicoli a noleggio gi presenti in flotta nata da alcuni mesi anche la nuova soluzione di car sharing di Arval. L’operatore del gruppo Bnp Paribas offre la possibilit di utilizzare le auto in condivisione non solo per scopi aziendali, ma anche per uso privato semplicemente modificando il profilo di accesso e di addebito del costo. I veicoli aziendali stanno fermi per l’80% del tempo, sottolinea Grgoire Chov, direttore generale di Arval Italia, spiegando che offerte di mobilit come il car sharing promiscuo (a uso aziendale e privato) continueranno a crescere nei prossimi anni. Ha iniziato a guardare alle aziende anche Ubeeqo, start-up francese di mobilit condivisa acquisita dal gruppo Europcar. La societ da poco arrivata in Italia (per ora solo a Milano) con un servizio di car sharing a postazione fissa: alle grandi aziende offre la possibilit di un servizio e una flotta dedicata, mentre a piccole realt e professionisti consente di accedere alle auto disponibili prenotando in anticipo la vettura e attivando un profilo business con cui gestire le corse e i dipendenti.

    C’ poi il tema della sostenibilit ambientale che si sposa alle necessit aziendali di mobilit urbana soprattutto in zone a traffico limitato: in questi casi la soluzione l’elettrico che, per, porta con s oneri pesanti. A partire dai costi per acquistare un veicolo verde e per dotarsi di strutture di ricarica efficaci. Un investimento troppo impegnativo, soprattutto se si tratta di piccole imprese o professionisti. Anche in questi casi il car sharing un prezioso alleato. In questa direzione si muove la societ italo-cinese di car sharing elettrico a flusso libero Share’ngo. Oggi conta su una flotta di poco pi di 1.600 veicoli fra Milano, Roma, Firenze e Modena. Si tratta di quadricicli elettrici che ora Share’ngo ha deciso di mettere anche a disposizione delle aziende: non attraverso veicoli dedicati ma attingendo dalla flotta gi su strada, gestibile con un software dedicato alle aziende. La piattaforma permette di abilitare i driver, definire le autorizzazioni e controllare le corse, i livelli di spesa, la fatturazione e i pagamenti. Sul sistema sar indicato anche il credito ambientale guadagnato con ogni corsa, dice Emiliano Niccolai, amministratore delegato di Share’ngo CS Group, spiegando che in questo modo le aziende possono ottenere tutti i vantaggi delle elettriche senza sostenerne i costi.

    Quando si parla di mobilit, per, sono soprattutto le piccole aziende e i professionisti ad avere bisogno di soluzioni alternative al classico noleggio o possesso. A volte sufficiente poter gestire e ottimizzare al meglio le poche auto disponibili puntando alla condivisione. In questa direzione vanno alcune piattaforme tecnologiche che trasformano una normale flotta in un servizio di car sharing privato. Lo fa per esempio la veneta Targa Telematics, che fornisce le auto di black box collegate a una piattaforma tecnologica e a un’applicazione per smartphone, oppure la soluzione realizzata da Omoove - societ del gruppo Octo Telematics - che tramite una piattaforma web abilita l’uso condiviso di vetture anche all’interno di piccoli parchi auto aziendali o consente di utilizzare soluzioni di ride sharing per spostamenti di lavoro.

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