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Dossier Batterie a stato solido danno energia al futuro

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Dossier | N. 23 articoliElettrica, autonoma e condivisa: ecco come cambia l’automobile

Batterie a stato solido danno energia al futuro

Tra dieci anni, circa il 15% dei veicoli mondiali avrà un motore elettrico, secondo gli esperti di Bosch. L’ostacolo maggiore è dovuto alle batterie attuali che, con un peso di circa 230 Kg, sono in grado di fornire tra i 18 e i 30 kWh mentre occorrerebbero almeno 50 kWh. Così tutti si affannano a trovare joint venture, o soluzioni interne, per arrivare prima possibile alla produzione di batterie allo stato solido, ad oggi il prossimo traguardo, prima delle più avanzate Litio-aria.

Toyota ha stretto un accordo con Panasonic, il principale produttore che fornisce le batterie a Tesla, per la nuova gamma di veicoli elettrici che lancerà a partire dal 2020, in collaborazione con Mazda e Suzuki. Parallelamente Sir James Dyson (quello degli aspirapolvere) ha addirittura rilanciato, dichiarando di volere costruire un’auto elettrica, anzi una gamma di tre veicoli, investendo addirittura 1,4 miliardi in 5 anni, che utilizzi questa tecnologia sviluppata da Sakti3, una spin-off dell’Università del Michigan, acquistata appunto da Dyson nel 2015 per 15 milioni di euro, per svilupparle.

La scelta delle batterie allo stato solido è quasi obbligata: hanno il doppio della densità ad un quinto del costo, sono più leggere, affidabili e più facilmente stoccabili. Inoltre non sono infiammabili e si ricaricano più velocemente delle attuali con elettrolita liquido. L’ultima frontiera per le stato solido è la forma “prismatica” più efficiente in termini di spazio, magari con l’anodo in litio metallico, piuttosto che in grafite come le attuali ad elettrolita liquido.

È recente invece l’annuncio di John Goodenough, il co-inventore 94enne della batteria agli ioni di litio, di una batteria allo stato solido che utilizza il vetro come elettrolita e un anodo di materiale alcalino, ben più economico del litio, e che potrebbe fornire fino a 900 km di autonomia.

Sugli accumulatori allo stato solido lavorano anche Case tradizionali come Bmw che ha stretto accordi con l’americana Solid Power, ma anche outsider come Fisker, che dichiara per la sua vettura con 640 km di autonomia un tempo di ricarica di soli 9 minuti per percorrere 200 km. Merito di una super batteria agli ioni di litio da 143 kWh costruita in collaborazione con la LG Chem. E mentre VW è in cerca di un contratto pluriennale per assicurarsi la fornitura per le sue prossime auto elettriche, Mercedes è stata chiara: il presidente del Gruppo Daimler Dieter Zetsche ha dichiarato che le batterie preferisce acquistarle dai numerosi player, tanto da aver chiuso la produzione per quelle della Smart, che dal 2020 avrà solo la trazione elettrica.

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