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Dossier L’improbabile scenario futuro delle auto volanti

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Dossier | N. 23 articoliElettrica, autonoma e condivisa: ecco come cambia l’automobile

L’improbabile scenario futuro delle auto volanti

Addio al traffico urbano grazie alle auto volanti; in caso di ingorghi basterà premere un tasto, le pale inizieranno a girare e si potrà volare letteralmente sopra le auto in coda. Addio al benzinaio; l’auto si ricaricherà con una presa di corrente e viaggeremo su vetture silenziose e amiche dell’ambiente. Addio allo stress da guida; la vettura sarà in grado di portarci a destinazione in totale autonomia, mentre ci rilassiamo leggendo un libro o guardando l’ultima puntata della nostra serie preferita. A tutto questo bisogna aggiungere il drone volante che sostituirà il corriere nella consegna dei pacchi, risolvendo in maniera definitiva l’annoso problema dei furgoni parcheggiati in doppia fila. Quello appena descritto è lo scenario preferito nello storytelling di sedicenti divisioni marketing, più attente a creare notizie ad effetto wow piuttosto che a raccontare il reale sviluppo della mobilità. Come visto al Salone di Ginevra le auto volanti sono un prodotto che continua a fare notizia, con modelli “pronti alla commercializzazione” come il Pal-V Liberty dove serve il brevetto di volo e 500 mila euro per l’acquisto. Tralasciando la mancanza di test su strada e cielo documentati, siamo davanti a prodotti ideali per generare attenzione mediatica e per sognare una mobilità del futuro, senza però reali applicazioni nel medio termine. Ovviamente anche in passato non sono mancati gli annunci di auto volanti, con Geely acquirente della start-up americana Terrafugia, che da anni insegue il sogno di creare un velivolo a decollo verticale (Vtol). Sogno appunto, perché fino ad oggi i progetti di Terrafugia in cielo non si sono visti. Del resto Geely ha bisogno di creare brand awareness, costruire un’immagine super tecnologica per affrontare da protagonista la sfida del mercato automobilistico mondiale. Evidentemente siamo in epoca dove le fantasie contano più delle realtà e così ogni tanto ci imbattiamo nei droni di Amazon, persino per ricaricare auto elettriche o addirittura nei suoi ipotetici magazzini volanti. Peccato che nessuno spieghi come faranno a volare questi futuristici taxi volanti. Non è dato sapere quali batterie usano e per quanto tempo stanno in aria. Con quali autonomie? Fantasia per fantasia, potranno contare sul modulo di energia del cuore di Iron Man, oppure sul motore a curvatura ? Quante polveri potranno generare questi oggetti al decollo? Come riusciranno a superare i difficili test di omologazione dei veicoli aeronautici? Chi gli consentirà, in questo periodo di rischio terrorismo, di sorvolare le nostre città? E tante altre domande ancora senza risposta. Per ora, e abbiamo il sospetto anche nei prossimi anni, niente auto volanti in stile Blade Runner e consegne direttamente sul balcone di casa.

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