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Dossier L’automobile corre sulla strada dell’innovazione

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Dossier | N. 24 articoliElettrica, autonoma e condivisa: ecco come cambia l’automobile

L’automobile corre sulla strada dell’innovazione

L’importante è non esagerare. L’automobile sta cambiando molto in questi tempi e ormai il leitmotiv di Ceo e analisti è quasi un mantra: «Cambierà nei prossimi 5 anni più di quanto non sia cambiata negli ultimi 20». Un dato che è realistico ma solo per alcuni aspetti. Ad esempio il declino del diesel è un dato di fatto. Non è un bene assoluto in realtà perché il motore a gasolio è e resta virtuoso per le emissioni di CO2 (meno per quelle di NOx ma il problema è stata ingigantito). Detto questo, che l’era del turbodiesel almeno per le piccole cilindrata volga al tramonto è incontrovertibile.

I piccoli diesel non convengono alle case perché diventa antieconomico farli rientrare nei limiti normativi. E da qui nasce la corsa all’elettrificazione che coinvolge tutte le case. Questo non vuol dire che le auto saranno nei prossimi anni (magari alla data totemica del 2025) tutte elettriche. Ma che ce ne saranno molte ibride, ibride plug-in e moltissime con la tecnologia dei 48 volt dove un motore elettrico con poco (e certi casi nullo) apporto alla trazione permette di ridurre i consumi agevolando magari il funzionamento dello start and stop. Non bisogna esagerare dunque sull’elettrificazione e neppure su un altro tema caldo: quello della guida autonoma (temi questi ai quali sono dedicate tre pagine del Rapporto Motori del 27 marzo del Sole 24 Ore).

A dare retta a molti media, soprattutto americani, sembra che l’auto driverless, cioè totalmente senza guidatore, sia dietro l’angolo. Non è così e questo nonostante i tanti concept che affollano i saloni dell’auto come quello appena concluso a Ginevra.

Per le auto robot servono nuove tecnologie, forse anche un approccio diverso all’informatica visto che nessun computer è veramente intelligente ma simula capacità umane e ripensare anche le città per trasformarle in smart city. E se si pensa che in grandi città italiane non c’è più neanche l’onda verde dei semafori, qualche dubbio sorge. Non bisogna neppure esagerare nel considerare come gli attori tradizionali dell’industria dell’auto siano davvero pressati dalla competizione con le hi-tech company della Silicon Valley.

Le case tradizionali hanno finora dimostrato di saper capitalizzare la loro esperienza e di volgere le vele al futuro magari integrando tecnologie di start-up e di grandi player della tecnologia made in California con soluzioni già applicabili.

Tralasciando l’arrivo tutto da verificare di aziende non automotive, come il produttore di aspirapolveri Dyson che ha annunciato una gamma di veicoli elettrici, per il resto nel medio termine le aziende hi-tech lavoreranno a stretto giro con i costruttori, come nel caso della collaborazione per la guida autonoma tra Fca e Waymo, azienda nell’orbita Google. Altra “rivoluzione” annunciata dalle case auto riguarda il possesso della vettura. Addio auto di proprietà ma vetture condivise con diverse modalità. Partendo da Volvo il futuro si chiama Care e sostituisce l’acquisto con un abbonamento, dove all’interno della rata, oltre all’utilizzo del proprio mezzo, ci sarà la possibilità di noleggiare per 14 giorni modelli diversi in base alle esigenze, oltre a servizi come ritiro e riconsegna della vettura a casa, rifornimento di carburante e lavaggio dell’auto.

Inoltre, grazie all’app Volvo on Care, è possibile creare una sorta di car sharing personale dove l’utilizzatore tramite il suo smartphone può salire a bordo e avviare la vettura senza aver fisicamente la chiave di accensione. Se i vari car sharing come Car2Go o DriveNow ci hanno già abituato alla condivisione dell’auto, bisognerà però vedere le reazioni del mercato quando si tratterà di spartire il possesso della propria vettura: nonostante le tante campagne contro le quattro ruote, l’automobile rappresenta il secondo acquisto più importante per gli italiani dopo la casa e non tutti viviamo in metropoli con servizi di mobilità condivisa.

Passando ai trend attuali, il mercato sarà sempre più popolato da suv e crossover, partendo da dimensioni compatte fino alle misure extralarge come il nuovo Audi Q8 pronto al debutto al Salone di Shanghai. Restando in casa Audi, il 2018 vedrà il debutto della nuova generazione della Q3, mentre Volkswagen allarga la gamma con il nuovo Touareg e in futuro con il compatto T-Cross. Škoda, come visto al Salone di Ginevra, arriverà con la versione di serie del concept Vision X che si andrà a posizionare sotto Karoq. Andando in casa Ford, invece, il futuro sarà quasi tutto suv: come ricordato dall’amministratore delegato Jim Hachett, un modello su due venduto nel 2020 dell’Ovale Blu sarà un suv.

In questo lungo elenco di novità non possiamo dimenticarci di Fca, con una gamma Jeep in crescita nei prossimi anni tra cui una baby Renegade prodotta a Pomigliano ma soprattutto il primo esemplare a ruote alte prodotto da Ferrari. Battezzato Fuv (Ferrari Utility Vehicle) sarà esclusivamente proposto in versione ibrida e arriverà entro due anni.

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