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Dossier 24 Ore di Le Mans, in gara la tecnologia made in Italy di Brembo

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Dossier | N. 60 articoliSpeciale Motorsport, il mondo delle gare tra adrenalina e innovazione

24 Ore di Le Mans, in gara la tecnologia made in Italy di Brembo

LE MANS - Sono ben 62 le auto che prenderanno parte all'86esima edizione della 24 ore di Le Mans, e quasi la totalità di queste adotterà componenti frenanti a marchio Brembo. L'esperienza ultra ventennale dell'azienda italiana nel fornire soluzioni affidabili dalle autovetture in gara anche quest'anno ha trovato la giusta tecnologia sviluppata dai tecnici Brembo appositamente per questa competizione. Infatti, sul circuito semi-permanente de la Sarthe, le frenate sono impegnative, soprattutto quando si ci si trova ad affrontare le due chicane che sono in prossimità del lungo rettilineo di Mulsanne.

Per questa gara Brembo mette a disposizione dei vari team un materiale d'attrito che si caratterizza per la velocità con cui raggiunge la temperatura ideale di esercizio, che consente, tra le altre cose di avere una risposta in attrito molto lineare.

Questo consente ai piloti di poter modulare meglio l'impianto frenante, che si distingue anche per la bassa usura che consente di avere le stesse prestazioni per tutta la durata della gara.

Le vetture della categoria LMP1 ed LMP2 potranno contare su un materiale d'attrito speciale come il carbonio, il top per quanto riguarda la dissipazione del calore e la leggerezza. I dischi per queste vetture avranno uno spessore di soli 32 mm con un diametro di 380 mm che al termine della gara sarà ridotto di soli 3 o 4 mm. Ogni disco presenta 400 fori di ventilazione che garantiscono una temperatura di esercizio compresa tra i 350 e gli 800 gradi centigradi. In questa categoria sono ben 27 su 30 le vetture che adotteranno prodotti Brembo (dischi, pinze e pastiglie).

Le auto delle classi GTE (25 delle 30 partecipanti con avranno prodotti Brembo) saranno dotate di dischi freni in ghisa con spessore di 35 mmm e diametro di 390 mm. In questo caso il consumo previsto è di appena un millimetro. Le alette, che sostituiscono i fori di ventilazione consentiranno una temperatura di esercizio tra i 300 e 750 gradi.

C'è molta differenza tra i dischi in carbonio usati sulle monoposto di Formula 1 e quelli montati sulle auto prototipo che corrono a Le Mans, visto che ognuno di essi è impegnato diversamente durante le gare. Ad esempio, una Formula 1 è chiamata ad effettuare circa 350 frenate, mentre una LMP1 a Le Mans dovrà frenare almeno 4.000 volte. Cambia però il tempo di gara: una gran premio di Formula 1 dura all'incirca 100 minuti, mentre, come si evince, la 24 Ore di Le Mans dura un'intera giornata. In pratica, l'unico elemento che accomuna i dischi montati sulle due tipologie di auto è il materiale, ovvero il carbonio.

Infatti i dischi studiati per le auto di Formula 1 hanno un diametro di ben più grande rispetto a quelli previsti sui prototipi LMP1 in gara a Le Mans: questo è dovuto alla misura dei cerchi dei rispettivi campionati: in Formula 1 al momento sono ammessi i cerchi da 13 pollici, mentre alla 24 Ore di Le Mans sono in uso quelli da 18 pollici.

Cambia anche il numero di fori di ventilazione, cruciali per evitare il surriscaldamento degli impianti. In Formula 1 ogni team può optare su diverse soluzioni a partire da dischi con 900 fori, per arriva a modelli con 1.400 fori e anche su un design personalizzato per migliorare lo smaltimento del calore che in Formula 1 può arrivare a 1.000° durante la frenata.

A Le Mans c'è il problema opposto: impedire che durante la notte, o in regime di neutralizzazione il disco scenda al di sotto dei 350° C, limite massimo per evitare la cosiddetta “vetrificazione” del materiale di attrito. Se ciò devesse avvenire, si avrebbe una minore efficacia della frenata e un maggiore consumo del disco. Per questo motivo il numero di fori dei dischi in carbonio utilizzati nella LMP1 sono decisamene minori, e arrivano a un massimo di 430. Per ovviare a questo inconveniente, Brembo mette a disposizione materiale d'attrito per dischi e pastiglie che offrono una conducibilità termica più efficace.

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Anche le pastiglie usate sia in Formula 1 sia a Le Mans sono prodotte in carbonio, con quest'ultime proposte con uno spessore superiore. In media, durante una gara di Formula 1, il consumo di dischi e pastiglie è inferiore al millimetro, mentre a Le Mans il disco si consuma fino a 3-4 millimetri e le pastiglie fino a 8-10 mille metri. Per tenere monitorati questi valori durante la gara, i team di F1 possono contare su sensori, e possono così comunicare in tempo reale con il pilota per modificare il brake balance e per gestire il recupero di energia in frenata.

I dischi Brembo montati sulle monoposto che corrono a Le Mans oltre ai sensori, offrono incavi di profondità diversa, che consentono ai meccanici di verificare visivamente lo stato di usura durante le varie soste ai box.

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