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HI-TECH A SPARTANBURG

Così l’intelligenza artificiale entra nella fabbrica americana dei suv Bmw

SPARTANBURG - Intelligenza Artificiale. Una definizione spesso contestata, ma di sicuro interesse quando si tratta di tecnologia applicata al reparto manifatturiero industriale. Una rappresentazione di quanto potrebbe accadere da qui ai prossimi anni, ce l'ha data Bmw. Il Gruppo bavarese, che da oltre due decadi produce le vetture della gamma X (fanno eccezione X1 e X2) negli Stati Uniti, sta approcciando in modo alternativo l'aspetto manifatturiero della produzione in fabbrica. Luogo già altamente ingegnerizzato dalla presenza di robot impegnati direttamente nella catena di montaggio. E che nei prossimi anni vedrà una svolta significativa.

Bmw nel dettaglio sta lavorando a tre progetti principali, in collaborazione diretta con i tech center di competenza. L'impianto americano di Spartanburg, nel Sud Carolina, vanta partnership con le più importanti realtà universitarie locali. Da questa proficua attività di interscambio tecnico, è stata sviluppata un particolare tipo di sistema di telecamere, che consente di effettuare il controllo qualità senza l'ausilio di operatori esterni. In realtà il controllo è limitato agli accoppiamenti della carrozzeria. L'auto, quando scorre sulla catena di montaggio, passa davanti la telecamera che rileva potenziali errori. Al momento non è ancora stato deliberato in modo definitivo, ma la fase di sperimentazione è molto avanzata.

In aiuto ai tecnici che invece in catena di montaggio sono ancora presenti, è stato realizzato un guanto particolare. Si tratta di un dispositivo che consente di avere una visuale completa delle zone più remote del vano motore o di qualunque parte difficilmente raggiungibile nella fase di montaggio di una vettura. Una telecamera manda le immagini ad un video posto sul braccio dell'operatore, che quindi ha l'idea esatta di dove sia il componente. Un'altra variante, sempre del guanto, serve ad avere la “garanzia” che una connessione sia stata collegata correttamente. Questo perché il tipico “click” che si avverte all'orecchio, è invece rilevato da una coppia di microfoni. Un messaggio di “OK” appare poi sul display in dote al guanto.

Di tutt'altro genere il terzo progetto a cui Bmw sta lavorando in collaborazione con le realtà americane nei pressi di Spartanburg. Sicuramente la più affascinante anche per chi con non mastica di tecnica. Soprattutto perché sono sempre più in voga gli assistenti vocali, che siamo soliti associare agli smartphone. Il progetto Bmw ovviamente non prevede questioni circa il tempo o i ristoranti in loco, ma riguarda ovviamente la realtà della fabbrica. Così tramite Alexa è possibile domandare ed ottenere informazioni circa la produttività di un determinato reparto. Avere il quadro generale dell'azienda oppure conoscere particolari necessità di una particolare sezione. E se fosse necessario è anche possibile fare richiesta al magazzino relativamente ad un componente. Tutto tramite un “semplice” assistente vocale.

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