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Citroën 2 CV, la mitica francese compie settant'anni

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AUTO LEGGENDARIE

Citroën 2 CV, la mitica francese compie settant'anni

La 2 CV soffia sulle settanta candeline che campeggiano quest'anno sulla sua torta di compleanno. Concepita nel 1938 ma effettivamente venuta alla luce dieci anni dopo, a causa dello stop imposto dal secondo conflitto bellico mondiale, è stata l'auto che risanò le sorti della Citroën, dopo il passaggio dalle mani dell'omonima famiglia a quelle dei Michelin. A decretare il passaggio di proprietà fu, principalmente,l'eccessivo indebitamento provocato dall'industrializzazione di un altro modello iconico: la Traction Avant del 1934. A a dispetto del passaporto francese, al pari di quest'ultima nonché della Ds del 1955, dalla quale scaturì un paio d'anni dopo la più economica Id, la 2 Cv vanta cromosomi italiani in quanto frutto della fervida creatività del varesino Flaminio Bertoni.

La 2 CV venne svelata nel 1948 al salone di Parigi, dove catturò subito l'attenzione del pubblico per vari fattori: dalle fattezze sinuose della carrozzeria allo sguardo simpatico determinato dagli “occhioni” che campeggiavano ai lati del cofano, dalla semplicità costruttiva che, però, non impedì di abbinare il piccolo motore bicilindrico di 375 a un cambio quattro marce (una rarità per l'epoca) sino all'ampiezza dell'interno, che decretava una notevole funzionalità. Proprio quest'ultima fu uno dei pilastri su cui poggiò lo sviluppo del progetto, definito internamente Tout Petite Voiture. In altri termini: auto molto piccola. Le cronache riportano che Pierre-Jules Boulanger, che guidava la Citroën per conto dei Michelin, prima di deliberare la produzione provò tutti i duecentocinquanta prototipi realizzati, salendo a bordo per vedere se l'accessibilità era agevole anche per un contadino francese con il cappello in testa. Il target di riferimento della 2 CV, quindi, includeva anche gli agricoltori. Infatti, tra i requisiti chiesti ai progettisti c'era anche quello legato al fatto che la Petite Citroën (come venne poi soprannominata) potesse andare dappertutto, anche nei campi arati. Una possibilità propiziata anche da altre caratteristiche tecniche, ovvero la buona altezza da terra e la leggerezza dovuta al fatto che la carrozzeria era imbullonata a un telaio

6 ottobre 1948: nasce la Citroën 2 CV

Bene, tracciata la genesi di una delle Citroën più significative della storia va ancora detto che la sua architettura ispirò tanto altri modelli del Double Chevron: l'Ami6, la Dyane, la Mehari e l'Ami8. Ma non è tutto, poiché la validità del progetto originale consenti evoluzioni della 2 Cv che andarono oltre all'upgrading di cilindrate, potenze e prestazioni. Infatti, nel 1960 fu presentata una versione con due motori, che generavano una vettura 4x4 ribattezzata Sahara e utilizzata anche dalla Total per le ricerche petrolifere in nord Africa, e la Furgonetta.

Ma le metamorfosi furono molte altre ancora, tanto a livello di aspetto quanto di soprannomi. E partiamo da questi ultimi, alcuni significativi e simpatici allo stesso tempo come Eterna, Cammello o Capretta. Fra le molte evoluzioni, anche in serie limitatissima, vanno ricordate: la France 3 ispirata all'imbarcazione francese che prese parte alla Coppa America nel 1983, la Perrier con tanto di frigobar perché dedicata alla marca di acque minerali e, infine, la più nota di tutte: la Charleston. Proposta in con tre livree bicolori è stata simbolo di anticonformismo e ricercato snobismo e, nel corso degli anno Ottanta, accompagnò in pensione la 2 CV insieme alla versione Special, dopo una produzione totale di quasi 5,4 milioni di esemplari nonché la partecipazione a moltissimi film.

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