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Così Bmw ha vinto la sfida sul futuro dell'auto partendo in anticipo

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INNOVAZIONE

Così Bmw ha vinto la sfida sul futuro dell'auto partendo in anticipo

Sono trascorsi quarant'anni da quando il Gruppo Bmw ha pensato di dotarsi di una banca per poter offrire ai propri clienti molto più dei “semplici” servizi finanziari normalmente erogati da un'istituto di credito.
Nel 1978 è nata così la Bmw Financial Services che è oggi un elemento fondamentale per traghettare l'azienda dall'era del “ferro” a quella della mobilità come servizio. Come simpaticamente rappresentato nello spot commemorativo in onda in questi giorni, Bmw spiega come oggi non si debba acquistare l'automobile, ma scegliere il livello di servizio che si desidera per conoscere la rata mensile da pagare. Un principio valido anche per la vettura giocattolo elettrica proposta ai bambini presso le concessionarie e sullo shop online: si può usare pagando un canone mensile e dopo un periodo prestabilito restituirla, sostituirla o acquistarla. Lo stesso principio si applica alle auto che guidano mamma e papà.

Un approccio innovativo alla mobilità del futuro che passa necessariamente anche dal prodotto che deve essere adeguato ai tempi. Anche in questo caso il Gruppo Bmw è partito da lontano creando un sub-brand – Bmw i – per dar vita a prodotti nativi elettrici come la Bmw i3 o a sportive ibride come la i8 e la i8 Roradster che debutta proprio in questi giorni anche in Italia. Già oggi la gamma «elettrificata» – ovvero di vetture elettriche a batteria oppure ibride plug-in – ha permesso al Gruppo Bmw di essere leader di mercato con 103.000 unità vendute nel 2017, attese in crescita a 140.000 quest'anno e con l'obiettivo di rappresentare circa il 20% dell'intera produzione nel 2025. Oltre alle «born electric» sono infatti disponibili praticamente su tutta la gamma modelli elettrificati, dalla Mini alla Serie 7, passando dai Sav come l'X5 ed in attesa delle versioni full electric della X3 (la iX3 da 400 km di autonomia prodotta in Cina) atteso al debutto nel 2020, la Bmw iNext (2021) con fino a 700 km di autonomia (prodotta a Dingolfing) e la Bmw i4 (Gran Coupé 4 porte da 600 km di autonomia prodotta a Monaco) che arriverà dopo il 2022.

L'esperienza maturata con Bmw i ha convinto infatti Bmw che le parole d'ordine per le auto del futuro saranno flessibilità e modularità. Nasceranno infatti piattaforme che permetteranno l'istallazione di motori tradizionali a combustione, di motori ibridi elettrici e di sistemi completamente elettrici. Il pianale sarà il luogo deputato per ospitare le batterie di due tipi (più alte per i Suv e più basse per le sportive) in quantità variabili in funzione delle dimensioni della vettura, dell'autonomia necessaria e del tipo di propulsione: ibrida o full electric. Dalle nuove piattaforme nasceranno vetture a trazione posteriore, anteriore o integrale a seconda della destinazione d'uso prevista.

Nel frattempo Bmw festeggia anche i 20 anni di ConnectedDrive, il sistema di connettività che si trova a bordo di tutte le vetture Bmw e Mini e che comincia a diffondersi anche sulle due ruote Bmw Motorrad. Uno dei pilastri fondamentali su cui si basa la strategia A.C.E.S. (Autonoma, Connessa, Elettrica e Condivisa, da Sharing) del Gruppo Bmw per il futuro è proprio la capacità di connettere in rete tutti i suoi veicoli tra loro e con le infrastrutture in modo da offrire un'esperienza di guida personalizzata, confortevole e sicura. Dal 2016 tutte le Bmw e Mini vendute in Italia hanno una Sim a bordo per garantire un filo diretto con i servizi attuabili a richiesta di ConnectedDrive e per ricevere l'assistenza di un «concierge» 24/7 che può aiutarci a trovare un tavolo al ristorante o impostare il navigatore della nostra auto.

Altro tema caldo sul quale Bmw sta investendo da oltre 18 anni è quello della guida autonoma. È stato recentemente inaugurato al Fiz di Monaco (centro di ricerca e sviluppo del Gruppo) un reparto interamente dedicato allo studio della mobilità automatizzata del futuro dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista etico, in collaborazione con le università e con il Gruppo Fca. Una piattaforma aperta e condivisa di simulazione delle situazioni stradali reali o ipoteticamente possibili – Pegasus – permette di ottimizzare tutti i sistemi di assistenza alla guida mettendoli alla prova virtualmente più e più volte per apprendere attraverso l'intelligenza artificiale del machine learning quale sia la strada giusta da intraprendere. Da uno studio sui sistemi Adas effettuato presso i clienti americani del Gruppo Bmw è emerso che si sarebbero potuti evitare oltre 3.500 incidentise tutte le vetture commercializzate dal 2014 fossero state dotate di serie di sistemi Active Driver Assistant.

Molto resta da fare per realizzare una mobilità futura che oggi possiamo soltanto intuire, ma il Gruppo Bmw è pronto ad affrontare le sfide tecnologiche che l'aspettano, continuando a vendere prodotti e servizi che i clienti desiderano e vogliono acquistare in attesa di un rinnovamento del parco circolante che richiederà decenni.

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