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Rubicon Trail 2018: in fuoristrada con Jeep Wrangler

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OFF ROAD

Rubicon Trail 2018: in fuoristrada con Jeep Wrangler

Lago Tahoe (California) – La passione per gli americani per il fuoristrada è direttamente proporzionale alla difficoltà dei percorsi off-road. La Rubicon Trail è un vero e proprio status symbol da queste parti. In quella porzione di terra in cui California e Nevada si incontrano. Dove un tempo ci passavano carri e cavalli, oggi sono i fuoristrada a rendere omaggio ad uno dei percorsi off-road più difficili di sempre. Il nome Rubicon si riferisce al fiume che corre lungo la Sierra Nevada, nell'Eldorado National Forest.

Qui, nel 1953, un gruppo di appassionati possessori di Jeep decise che era tempo di mettere alla prova le proprie vetture, passando lungo questo nastro di terra, per andare dalla città di Georgetown al lago Tahoe. Da allora il Rubicon Trail divenne un must tra i Jeepers e per chiunque possedesse un fuoristrada.

Oggi il percorso è lungo meno di 20 chilometri, ma rocce e pietre sono le stesse di sempre. I passaggi a cui sono sottoposte le auto sono quelli tipici del trial. E il fatto che la più estrema della famiglia Wrangler prenda il nome di Rubicon non è affatto casuale. Anche perché per poter transitare in alcune porzioni del percorso ci vuole un mezzo adatto. Una vettura con specifiche per il fuoristrada estremo. Così la versione Rubicon si presenta ai nastri di partenza con una versione dedicata del sistema di trazione integrale denominata Rock-Trail. Il rapporto delle marce ridotte si differenzia da quello degli allestimenti Sahara e Sport, ma soprattutto gli di angoli di attacco, uscita e dosso sono migliori per la Rubicon. Equipaggiata pure con il sistema Sway Bar, che consente di disaccoppiare la barra antirollio anteriore. Una possibilità che aumenta l'escursione delle sospensioni all'avantreno.

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Dettagli tecnici che abbiamo avuto modo di testare in prima persona lungo la Rubicon Trail. La prima regola è abbandonare il concetto di velocità. Qui la media si attesta intorno ai 3-4 km/h. La seconda è fidarsi ciecamente dell'auto, capace realmente di superare qualsiasi tipo di ostacolo. La terza affidarsi agli uomini Jeep lungo il tracciato, puntuali nel dare indicazioni su dove posizionare le ruote.

È un modo alternativo di relazionarsi alla guida, ma altrettanto gratificante vista la difficoltà dei passaggi. È evidente che la Jeep Wrangler Rubicon sia a proprio agio da queste parti, anche nella versione a cinque porte. Meno nei chilometri d'asfalto che ci portano verso il trail. Anche perché i modelli destinati al mercato americano hanno un assetto leggermente più morbido rispetto a quelli riservati all'Europa.

La passione da queste parti non si misura solo sulla difficoltà dei percorsi, ma pure dalla personalizzazione dell'auto. Più del 90% di Jeepers fa ampio uso del catalogo Jeep Performance Parts (da noi il riferimento è Mopar). Qui viaggiare senza portiere è la regola (su Wrangler tetto e porte sono smontabili) e i paraurti lasciano ampio margine alle ruote. Da noi le norme che regolano la sicurezza di passeggeri e pedoni non lo permetterebbero, ma per una volta è bello sentirsi yankee al 100%.

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