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Tre anni di dieselgate: ecco come è cambiata l'auto. Nuove…

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a TRE ANNI Dallo scandalo

Tre anni di dieselgate: ecco come è cambiata l'auto. Nuove normative e modelli sempre più green

Il “dieselgate” esplode il 18 settembre del 2015 con la dichiarazione dell'Agenzia americana per la protezione ambientale, l'Epa (United States environmental protection agency) scopre e lo comunica al mondo che il Gruppo Volkswagen ha installato un software per aggirare le normative ambientali sulle emissioni di ossido di azoto (NOx) dei diesel. Di qui la richiesta del governo degli Stati Uniti di riprogrammare quasi 500 mila vetture con sotto al cofano il motore quattro cilindri TDI diesel. Gli esemplari coinvolti erano quelli prodotti dal 2009 al 2015 con il propulsore EA189 che rispettano le normative Euro 4 e Euro 5 e appartengono ai brand Volkswagen, Audi, Seat e Skoda.

Un vero e proprio “tsunami” sconvolge il gruppo VW che è anche il primo costruttore al mondo. A farne le spese è da subito l'amministratore delegato Martin Winterkorn che pur scusandosi deve rassegnare le dimissioni il 23 settembre, appena cinque giorni dopo lo scoppio della bomba mediatica. Il giorno prima della nomina di Matthias Muller a successore di Winterkorn, il costruttore tedesco annuncia che le vetture da riprogammare sono 11 milioni in tutto il mondo. Il contenzioso che il Gruppo tedesco ha dovuto affrontare è stato pari complessivamente a quasi 20 miliardi di dollari, oltre 18 miliardi di euro. E ancora non sembra essere del tutto finita la querelle, visto che proprio il 18 giugno scorso la polizia tedesca ha fermato l'amministratore delegato di Audi, Rupert Stadler, accusato di frode, ma anche false dichiarazioni ed omissioni. Insomma non finisce qui, senza contare poi i costi sostenuti dal Gruppo tedesco per la massiccia campagna di richiamo (circa 800.000 vetture in Europa) avviata per richiamare in fabbrica le vetture equipaggiate con il software incriminato per procedere alla “rettifica” del motore.

Di sicuro, comunque, il dieselgate oltre a sconvolgere profondamente il Gruppo Volkswagen si è allargato successivamente anche ad altri gruppi automobilistici, da Fca a Renault-Nissan e in parte anche a Bmw, sia pure non con gli stessi effetti riscontrati per Volkswagen.E soprattutto da allora anche l'auto è cambiata profondamente anche le scelte che ne sono derivate cominciano a dare i primi segnali soltanto adesso. In particolare è stata avviata una svolta decisa sulle alimentazioni più green, a favore, dunque, di modelli ad alimentazione ibrida o anche plug-in, ma anche le elettriche sono sempre di più al centro del progetto della mobilità dei prossimi anni anche perchè finiranno per sostituire del tutto o quasi il diesel, già oggi stabilmente al di sotto del 50% in molti Paesi europei.

Mentre molte amministrazioni di grandi centri metropolitani hanno programmato di ridurre pesantemente la circolazione di vetture diesel nei centri abitati. E ancora grazie al dieselgate, sono state imposte ai costruttori nuove procedure per verificare con maggiore chiarezza sia i livelli di consumi che di emissione dei diesel in particolare, ma anche dei benzina. Un esempio? L'introduzione del filtro antiparticolato proprio sui motori a benzina, mi prevista in passato.

Nel frattempo il Gruppo VW con tutti i marchi controllati ha deciso di investire pesantemente nell'elettrificazione della gamma con i primi risultai che si vedono già, ma nei prossimi anni il calendario della presentazioni di nuovi modelli EV avrà un'accelerazione sia costante che durevole.
Mentre Toyota che di fatto ha inventato l'ibrido ora sta ampliando la propria gamma di modelli con la doppia alimentazione che, infatti, prevede anche una un'utilitaria come la Yaris, mentre il brand di lusso del Gruppo giapponese, la Lexus offre in gamma modelli solo con la doppia alimentazione: ibridi o anche ibridi plug-in ricaricabili.

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