Motori24

La storia del Maggiolino, la prima “vera” World Car

  • Abbonati
  • Accedi

La storia del Maggiolino, la prima “vera” World Car

Il Maggiolino è un'icona intramontabile del settore dell'auto. Stiamo parlando di una vettura conosciuta in tutto il mondo grazie alle sue forme tondeggianti e simpatiche. Le configurazioni di questa storica auto, il cui nome in codice originale era Volkswagen Typ1, sono due: il Maggiolino, versione Typ 1/113 M15, il Maggiolone, versione Typ 1/1302 e 1303.

La produzione parte dal 1938 ed arriva fino 2003. Nata per soddisfare l'esigenza del popolo tedesco il Maggiolino rappresenta un'importante fetta della storia dell'auto, nonché la perfetta incarnazione concreta della prima World Car.

Nata per volere di Adolf Hitler, il quale sosteneva che l'automobile non dovesse essere un privilegio bensì un bene accessibile a tutto il popolo, per la sua realizzazione furono interpellati due progettisti, Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz. Porsche ottenne la commessa perché riuscì a progettare una vettura rispondente a tutti i requisiti fissati dal fuhrer- capacità di trasportare 5 persone, viaggiare oltre i 100 km/h consumando in media 7 litri per 100 km e non avere un prezzo superiore ai 1000 Reichsmark-.

L'allestimento dei primi prototipi risale al 1936 quando vennero assemblati due berline ed una cabriolet, ispirati sia nella tecnica che nel design a un'auto già esistente, la Tatra V570, prototipo di un'utilitaria ceca disegnata da Hans Ledwinka.

Il Maggiolino di Volkswagen debuttò al Salone di Berlino nel 1939, riscuotendo un grande successo. Tuttavia, a causa dell'inizio della seconda guerra mondiale, alla fine del '39 la produzione viene convertita da civile a militare ed è in questo momento storico che la vettura tedesca riesce a superare forse il collaudo più difficile poiché viene impiegato in guerra nelle condizioni più estreme.

Per consentire di mettere in piedi l'enorme macchina produttiva necessaria per garantire la realizzazione di questa vettura, ai lavoratori tedeschi venne proposto uno schema di accantonamento che prevedeva una quota settimanale da devolvere per aver in seguito diritto all'auto di famiglia; le ingenti somme di denaro anticipate permisero ai tedeschi la realizzazione del complesso produttivo Volkswagen (in tedesco “auto-del-popolo”) nei pressi del castello di Wolfsburg.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero completamente gli edifici di Wolfsburg; parte dei macchinari al suo interno vennero trasferiti in cantine e autorimesse private. Il salvataggio dell'azienda venne proposto dal maggiore inglese Ivan Hirst il quale, essendo particolarmente esperto di automobili, ipotizzò di rimettere in sesto l'azienda per produrre veicoli destinati all'esercito britannico. Una volta riavviata l'azienda il maggiore inglese ritornò in patria ed affidò VW ad un dirigente tedesco: Heinz Nordoff.

Negli anni il modello è stato continuamente migliorato sia nell'estetica che nella tecnica. La produzione del modello 1303 termina nel 1975. In Europa il Maggiolino cessò di esistere per far posto alla VW Golf, vettura anch'essa emblematica, e che sposa perfettamente la filosofia di “auto del popolo”.
La produzione del Maggiolino venne quindi spostata in Messico ed andò avanti fino al 2003.

Volkswagen ha provato nel corso degli anni a realizzare una riedizione moderna del Maggiolino, la New Beetle, un modello retrò entrato in produzione nel 1998, seguito poi dal Maggiolino nel 2011, entrambi prodotti nello stabilimento messicano di Puebla. Tuttavia la riedizione moderna del Maggiolino non sortì l'effetto desiderato dalla casa tedesca e di fatto questi modelli non riuscirono mai ad entrare nel cuore degli appassionati.

© Riproduzione riservata