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Padova Auto e Moto d’Epoca 2018, il motorismo storico italiano gode di ottima salute

Si è chiusa ieri una edizione fantasmagorica di Auto e Moto d’Epoca, il consueto appuntamento autunnale per tutta l’Europa degli appassionati del motorismo storico; e la soddisfazione è evidente quando Mario Carlo Baccaglini, l’organizzatore, comunica che «il 2018 ha confermato Auto e Moto d’Epoca come il salone di riferimento, sia per il volume delle vendite che per la partecipazione del pubblico, in linea con la grande affluenza dell’anno passato».

Già dalla giornata della preview di giovedì 25 Ottobre, gli spazi erano ben frequentati e si sentiva chiacchierare in tutte le lingue del mondo tra gli avventori dei vari stand di auto, moto, ricambi, modellismo ed editoria che compongono questa sfolgorante Fiera della Passione; nei successivi tre giorni si è poi assistito ad una vera e propria invasione di pubblico che ha dato inequivocabilmente la misura dello stato di salute di questo settore. Uno dei pochi, in Italia, che funziona a gonfie vele grazie, soprattutto, alla riconosciuta qualità dei nostri artigiani che operano nel settore e che contribuiscono ad un giro d’affari che supera abbondantemente i due miliardi di Euro, offrendo opportunità di lavoro a tanti giovani; senza contare il contributo che l’insieme di ambitissimi Eventi ad esso riconducibili organizzati in Italia, tutti rappresentati a Padova con stand dedicati, forniscono al prosperare del nostro turismo.

Si spera, e ne parliamo anche perché questo problema è stato oggetto di un convegno tenuto da ACI Storico, che lo Stato, attraverso il suo Governo centrale, intervenga presso i Governatori ed i tanti Sindaci che pensano di combattere l’inquinamento invernale delle nostre città, impedendo la circolazione dei veicoli storici: iniziative che penalizzano pesantemente l’intero settore e che sono del tutto inutili allo scopo come dimostrato da decine di studi scientifici. Per ora, fortunatamente, il mercato non ha sofferto per questo ennesimo bastone tra le ruote che la politica periodicamente pone alla libera iniziativa; e lo diciamo per i tanti appassionati, di tutte le classi sociali, che hanno acquistato veicoli storici negli anni scorsi, in pieno boom delle quotazioni.

Calo che, dai massimi di qualche anno fa, vi è stato solo per qualche modello allora oggetto di speculazione, e neanche in proporzioni preoccupanti; nel suo complesso l’andamento del mercato dei veicoli storici appare oggi in condizioni ottimali: quotazioni alte ma stabili, alcuni modelli, in passato dimenticati, oggi giustamente rivalutati (ma senza isterismi) molto interesse da parte dei neofiti con presa di coscienza ormai consolidata della valenza dei veicoli storici quali oggetti anche da investimento come è sempre stato per dipinti, gioielli, mobili, vini e quant’altro.

Molto soddisfacente, in questo quadro, l’andamento dell’Asta Bonhams tenuta il sabato dopo tre giorni di esposizione dei lotti; così si è espresso Gregor Wenner, l’organizzatore: «Siamo molto contenti della nostra seconda asta a Padova, ed è stato un grande piacere vedere la sala così gremita, così come l’entusiasmo e la grande partecipazione dei compratori internazionali. I lotti migliori hanno raggiunto dei prezzi importanti che confermano un consolidamento del mercato».

Miglior commento non si può fare; conviene cercare di interpretare le tendenze in atto: ebbene, abbiamo visto una forte crescita di interesse per le «Youngtimer», vetture con anzianità compresa tra i venti ed i trenta anni, conferma del ricambio generazionale in atto tra i collezionisti (è noto che una delle più forti motivazioni di acquisto sono i ricordi di gioventù); a questa nuova leva è stata dedicata, dalla rivista Youngtimer, un raduno nelle vie antistanti la Fiera che ha avuto grande successo. Un altro settore in forte crescita di interesse è quello delle auto da rally: protagoniste di pagine gloriose che hanno portato in cima al mondo, in tempi neanche troppo lontani, marchi come Fiat e, soprattutto, Lancia che oggi avrebbero bisogno di più amore; formuliamo l’auspicio che sia questa loro storia a fare da traino ad una rinascita mai così attesa da tutto il mondo di appassionati.

Un aspetto che ci ha sconcertato in positivo, in quanto rappresenta un inequivocabile testimonianza di dove possa portare la puntigliosa cura di un marchio già iconico di suo, è stata la presenza numerica delle Porsche; ci è parso che la somma di tutti gli esemplari degli altri marchi messi insieme avrebbe faticato a pareggiare il numero delle cavalline di Stoccarda in esposizione. E questa situazione, come accennato, non è frutto del caso ma di una sapiente gestione di tutti gli aspetti che riguardano una casa automobilistica; una gestione che porta ad un successo sempre crescente nel tempo; c’è stato chi ha detto che la storia non fa vendere automobili; siamo sicuri non sia mai stato a Padova verso la fine di Ottobre.

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