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Auto, l’Europa chiude il 2018 sui livelli dell’anno prima ma…

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Auto, l’Europa chiude il 2018 sui livelli dell’anno prima ma dicembre frena

(Bloomberg)
(Bloomberg)

Un mese di dicembre con immatricolazioni in calo dell’8%, che contribuisce al risultato in stallo del mercato europeo dell’auto. Il 2018 ha registrato 15 milioni e 624.486 nuove vetture immatricolate in Europa e nell’area Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera), sui livelli del 2017. A condizionare l’andamento dell’anno, in rallentamento nel secondo semestre, è stata la congiuntura economica, in peggioramento, e l’entrata in vigore, da settembre, del nuovo sistema di omologazione (WLTP) che ha di fatto rallentato la dinamica di mercato.

Nel corso dell’anno, poi, ha accelerato la contrazione delle vendite di auto alimentate a Diesel in tutta Europa – l’ultimo dato dell’Acea fissa a poco più di un terzo del totale le immatricolazioni di auto a gasolio –, un trend che secondo la valutazione del Centro Studi Promotor guidato da Gian Primo Quagliano ha rallentato la domanda di sostituzione dei veicoli, «nella speranza di trovare una soluzione efficiente come il diesel sul piano dei costi e della possibilità di impiego».

A guardare le case produttrici, si scopre che le principali nel mese di dicembre fanno quasi tutte peggio del mercato: il Gruppo Volkswagen segna un calo del 9,3%, Renault perde il 16,7% e Bmw l’8,7% mentre Fiat Chrysler perde soltanto il 2,5% di immatricolazioni nel mese e chiude il 2018 con un calo complessivo del 2,3%, a quota un milione e 21mila auto vendute, appena sotto Bmw, con il marchio Jeep però in crescita del 55% sull’anno prima.

L’anno si chiude in sostanziale pareggio per i tedeschi della Volkswagen (+0,4%) e per i francesi della Renault (+0,8%) mentre il Gruppo Psa consolida il secondo posto dopo l’acquisizione di Opel con una quota di mercato del 16%. Bmw perde l’1% delle immatricolazioni da gennaio a dicembre, in calo anche Ford (-2,4) e Gruppo Daimler (-2,3%). Toyota mette a segno la performance più brillante e chiude il 2018 con 760mila vetture immatricolare, il 3,8% in più del 2017.

Tra i cinque principali mercati europei, in evidenza la Spagna, cresciuta nell’anno del 7%, e la Francia, che chiude a +3%. Stabile la Germania, con le immatricolazioni il linea con il 2017 (-0,2%), mentre registrano il segno meno le vendite di auto in Italia (-3,1%) e nel Regno Unito (-6,8%). In linea generale, commenta Quagliano, «il risultato del 2018 può essere comunque considerato non negativo anche perché chiudono in crescita la maggior parte dei mercati nazionali dell’area mentre in sostanziale pareggio, -0,8%, è anche il gruppo dei cinque maggiori mercati che complessivamente valgono il 71,7% delle immatricolazioni dell’area».

Da sottolineare, però, che l’Europa non ha recuperato il gap di mercato rispetto alla fase pre-crisi quando il Vecchio continente ha registrato 16 milioni di immatricolazioni. E che il 2019 non promette una accelerazione di mercato. Tantomeno in Italia dove «si dovrà fare i conti con i disincentivi agli acquisti di auto con emissioni di CO2 superiori ai 160 gr per km». Questo sistema di bonus-malus, secondo il Centro Studi Promotor, «determinerà un calo delle immatricolazioni di circa 100.000 unità».

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