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PASSIONE SPIDER

Mazda Miata, 30 anni di Mx-5: l’evoluzione in quattro generazioni della roadster più amata al mondo

È la roadster più popolare della storia. Con oltre un milione di esemplari venduti in tutto il mondo, Mazda MX-5, alias Miata, è la star delle spider. Ora, dopo quel lontano aprile 1989, quando ebbe inizio della produzione nella fabbrica Ujina Plant No. 1 di Hiroshima, siamo giunti a festeggiare il 30esimo anniversario. Per l'occasione nasce Mazda MX-5 30th Anniversary Edition che sarà presentata in anteprima mondiale al Chicago Auto Show 2019. Un'edizione speciale del trentesimo anniversario e solo l'ultima di una fiorente collezione di versioni uniche di MX-5 create nel corso degli anni.

Dal 1989 sono state realizzate quattro generazioni di Miata, l'ultima è arrivata nel 2014 proprio per festeggiare un importante anniversario: il suo primo quarto di secolo. Quest'ultima ha già riscosso grande successo vincendo numerosi riconoscimenti, tra cui gli ambiti 2016 World Car of the Year ed il World Car Design of the Year 2016, il 2016 UK Car of the Year e il premio 2015-2016 Car of the Year Japan. Nel 2016 è poi arrivato lo “spin off”, la versione RF (Retractable Fastback) con tetto rigido elettrico.

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Lungo il suo cammino, MX-5 ha generato una solida base di fan uniti dalla passione per il Jinba Ittai, la perfetta unione di uomo e macchina come quella che ha connotato MX-5 sin dagli inizi e nel 2000 è addirittura entrata nel Guinness World Record come la due posti sportive più venduta al mondo, con (all'epoca) 600.000 unità.

Le sue caratteristiche si sono mantenute nel tempo: leggerezza, agilità, motore anteriore in posizione longitudinale arretrata e trazione posteriore.

Dopo il grande successo della prima generazione del 1989, al Tokyo Motor Show del 1998 fu il momento della NB e del passaggio del testimone all'ingegner Nibuhiro Yamamoto, considerato oggi il padre della Miata, alla cui “matita” appartengono le ultime tre generazioni. Un uomo che ha trascorso (e ancora attivo) 44 anni in Mazda, ha lavorato nel reparto R&D della Casa Giapponese dedicato ai modelli sportivi seguendo, tra gli altri progetti, lo sviluppo del Motore Wankel vincitore alla 24 ore di Le Mans 1991. Dal 1996 fino al 2016 ha fatto parte, con incarichi diversi, del team di progettazione di MX-5.

La NB si presentava un po' più piccola (3,95 metri per 1,68 metri) della precedente e con qualche lifting nell'estetica, la più evidente era l'eliminazione dei fari a scomparsa. Nel dicembre del 1998, per festeggiare i 10 anni del modello, venne presentata la Limited Edition 10th Anniversary.

La terza generazione
Per vedere l'arrivo della terza serie si attese fino al Geneva International Motor Show del 2005. La NC aveva carrozzeria e telaio completamente nuovi ed era un mix tra la RX-8 (con cui condivideva parte del telaio e delle sospensioni) e sua antenata MX-5 del 1989. Sempre minuta nella silhouette e con un peso da Light Weight Spider. La terza generazione secondo gli estimatori della spider nipponica è quella meno riuscita perché troppo grande e con un Dna contaminato da Ford che all'epoca era azionista di riferimento.

La quarta generazione è arrivata nel 2014. Riconoscibile per la numerazione del telaio che inizia con ND e dallo stile enfatizzato dalla casa di Hiroshima: il Kodo Design, definito come l'espressione massima dell'estetica giapponese. La nuova generazione poi si contraddistingue per una peso inferiore di 100 kg rispetto alla NC e con il centro di gravità più basso in assoluto, la nuova edizione della iconica roadster di Mazda esalta la reattività e agilità che abbiamo definito Jinba Ittai e cioè “cavallo e cavaliere come una cosa sola”, caratteristiche queste che hanno fatto da sempre della MX-5 l'essenza del piacere di guida.

Non da ultimo, con questa sono state prodotti anche allestimenti speciali, come la Cherry Edition (disponibile in 71 esemplari) e le tre super limitate: MX-5 Yamamoto Signature (quattro esemplari realizzati secondo i dettami dell'ingegner Yamamoto), MX-5 Grand Tour (sei esemplari) e Mazda MX-5 Limited Edition in partnership with Pollini Heritage (tre esemplari).

Infine, la ND è stata recente aggiornata.

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Ora monta il motore più potente della sua storia: lo SKYACTIV-G 2.0 litri portato da 160 a 184 cv, mentre il 1.5 ora vanta 131 cavalli e il rispetto delle più recenti normative per il contenimento delle emissioni.

Da ricordare che la MX-5 quarta serie ha una gemella diversa: la Fiat 124 Spider Nonché la Abarth 124.

La sportiva “italiana” si basa sulla sportiva giapponese, è costruite sulle stesse linee a Hiroshima ma si differenzia dalla Miata per lo stile del frontale e della coda nonché per i motori dove troviamo il nostrano 1.4 Turbo Multiair da 140 o da 170 cavalli. Originariamente la 124 dove essere secondo i piani di Fca una rediviva Alfa Romeo Spider. Una sorta di nemesi storica visto che la MX-5 era ispirata palesemente al duetto del Biscione.

Il mito Miata ha riscosso un grandissimo successo in tutto il mondo. Pensando all'Italia la passione del collezionista Andrea Mancini ha portato alla creazione di un resort dove rilassarsi e godersi il Jinba Ittai a bordo delle diverse generazioni di Mx-5. Infatti, in Umbria, a Todi per la precisione, immerso nelle colline umbre sorge un “parco giochi” per gli appassionati: Miataland, la più grande collezione della spider nipponica che può anche essere provata in itinerari ad hoc lungo le colline.
Un'auto che, come poche, mantiene il suo Dna e riscuote successi in tutto il mondo. E la storia continua…

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