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Alfa Romeo, ecco perché il rilancio del marchio è in pericolo

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il biscione

Alfa Romeo, ecco perché il rilancio del marchio è in pericolo

La Casa automobilistica del Biscione quando lo scorso 1 giugno l'ex ceo di Fca Sergio Marchionne aveva rivelato il nuovo piano industriale del Gruppo italo-americano doveva essere insieme a Jeep una della grandi protagoniste dei prossimi 5 anni per Fca con il conseguente arrivo di numerose novità. Al contrario di Fiat che vedrà contrarsi la sua presenza in Europa e anche negli USA, visto che nei prossimi anni il brand di Torino rimarrà soltanto con pochi modelli, la situazione di Alfa Romeo doveva essere ben diversa. Lo storico marchio milanese, infatti, nei prossimi 5 anni vedrà l'arrivo di 4 modelli tra cui due suv. Quello che però non convince del tutto è la lentezza con cui questi nuovi modelli potrebbero essere lanciati, visto che ancora non si parla di avvio della produzione e tantomeno di lancio sul mercato. Continuando così le cose, sarà difficile per Alfa Romeo arrivare alle previste 400 mila unità vendute su base annua entro il 2022.

A fine 2018, infatti, il brand del Biscione ha sfiorato appena le 83.000 unità immatricolate della quali più della metà in Italia, molto al di sotto delle previste 150.000 unità. Inoltre per il momento non è ancora chiaro quando arriveranno i nuovi modelli e anche l'ipotesi di aspettare la seconda metà di quest'anno per poter assistere al debutto del primo dei quattro modelli previsti comincia a essere messa in discussione. Secondo le ultime voci, infatti, la prima novità che dovrebbe debuttare sarà un suv di grandi dimensioni che si sistemerà al di sopra dell'attuale Stelvio e che dovrebbe essere prodotto a Mirafiori così come il quasi gemello “griffato” Maserati. Poi dovrebbe essere la volta di un crossover più piccolo della Stelvio e a seguire anche di due sportive vere e proprie, che prenderanno il posto della 4C.

Sparirà, invece, la MiTo che pure aveva funzionato bene in termini di unità vendute, ma paga la necessità di tornare ad offrire dei modelli con un Dna più in sintonia con la storia del brand. Le nuove sportive che dovrebbero raccogliere il testimone della 4C saranno due modelli ma ben più ambiziosi. Il primo riporterà in auge la denominazione di 8C e si tratterà di una supercar vera e propria, con scocca in fibra di carbonio, motore V6 biturbo in posizione centrale e motore elettrico sull'asse anteriore. Oltre 700 cv di potenza massima, per uno 0-100 in accelerazione di meno di tre secondi. Il secondo progetto, invece, è quello del remake della GTV, un coupé derivata dalla Giulia: oltre 600 cv per il powertrain mild hybrid della Quadrifoglio e la trazione integrale con torque vectoring. L'obiettivo, per finire, sarà centrare finalmente il target delle 400 mila unità l'anno entro il 2022 e un margine operativo del 10%. Confermata, invece, la presenza di Alfa Romeo nei segmenti di Giulia, Stelvio e Giulietta, che andranno incontro ai rispettivi restyling.

Nel futuro globale dell'Alfa Romeo ci dovrebbe essere anche varianti a passo lungo di Giulia e Stelvio, che verranno sviluppate soprattutto per la Cina e la completa sostituzione dei motori diesel con l'ibrido, in tutte e tre i format: mild, full, plug-in. A piano completato, saranno sei le ibride, ma complessivamente tutti i modelli avranno una forma di elettrificazione. E, per quanto riguarda la guida autonoma, su tutta la gamma ci saranno i livelli 2 o 3. L'obiettivo, come detto precedentemente per il 2022 era di centrare finalmente il target delle 400 mila unità l'anno e con un margine operativo del 10%. Insomma Alfa Romeo se ci sei batti un colpo! Di sicuro un piano programmatico così ambizioso ipotizza un impegno anche economico notevole che forse sarebbe meglio condividere con uno dei tanti partner forti in circolazione come i più volte indiziati coreani di Hyundai e Kia. Ma in Fca non sembrano avere troppa fretta e così l'incertezza regna sovrana.

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