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MOBILItà sostenibile

Auto a idrogeno, Toyota ed Eni rilanciano la sfida delle elettriche fuel cell

Toyota ed Eni annunciano l'avvio di una collaborazione per accelerare la diffusione delle stazioni di rifornimento e delle vetture elettriche alimentate a celle a celle a combustibile. Torna cosi ad aprirsi l'ipotesi dell'idrogeno e delle celle a combustibile. A margine dell'ultima tappa del giro d'Italia, che ha visto la partecipazione di 8 Toyota Mirai alimentate a idrogeno come vetture di supporto all'organizzazione dell'evento, Toyota Motor Italia ed Eni hanno annunciato l'avvio di una collaborazione per accelerare la diffusione della mobilità ad idrogeno in Italia.

Dopo tante promesse a inizio anni duemila idrogeno e fuel cell sono svanite dall'agenda tecnologica delle case automobilistiche. Venti anni fa, infatti, si pensava che l'auto elettrica sarebbe passata dalle celle a combustibile ma in realtà era una scelta tecnologica complicata e pressoché impraticabile dal punto di vista economico e pratico. L'idrogeno non è una fonte di energia ma è un vettore. Questo gas non esiste libero in natura e va prodotto con grande dispendio di energia e poi va compresso ad altissime pressioni (700 bar) per essere immagazzinato in bombole e questo comporta un'ulteriore spesa energetica.

E poi le fuel cell, generatori chimici di energia elettrica che sfruttano il principio inverso a quello dell'elettrolisi dove la corrente elettrica scinde le molecole di acqua in idrogeno e ossigeno, sono sempre costate tanto e così l'auto elettrica sembra essere proiettata verso un futuro a ioni di litio. Tuttavia case come Hyundai continuano a investire e realizzare modelli a idrogeno (la Nexo per esempio) anche perché i tempi di rifornimento sono bassi e ci sono oggettivi vantaggi rispetto alle auto elettriche a batteria, le cosiddette Bev.

Stiamo infatti assistendo a un sorta di lento ritorno dell'idrogeno e la stessa Toyota leader dell'ibrido continua a puntarci e non solo con la sua mirai (il modello alimentato con celle a combustibile) ma con un ampio piano di sviluppo e recentemente i suoi vertici tecnologici si sono sbilanciati fino a sostenere che le fuel cell costeranno nel prossimo futuro quanto le batterie a ioni di litio.

Anche Audi investe su questa tecnologia per l'alimentazione di vetture elettriche. Ritornando al progetto Eni - Toyota, la prima fase del prevede l'apertura di un punto di rifornimento di idrogeno presso la nuova stazione di servizio Eni a San Donato Milanese. La nuova stazione, per la quale Eni è in attesa delle autorizzazioni per l'avvio dei lavori, sarà una struttura polifunzionale e di design perfettamente integrata architettonicamente con il nuovo Centro Direzionale Eni che è in costruzione.
La stazione prevederà la vendita di prodotti petroliferi premium combinata con la vendita di carburanti avanzati come bio-metano, idrogeno ed elettricità: le autovetture che vi si riforniranno potranno così dare un contributo sostanziale alla riduzione delle emissioni di CO2. Inoltre, l'idrogeno disponibile nella stazione sarà a “emissioni zero”, in quanto autoprodotto nella stessa stazione per elettrolisi dell'acqua utilizzando energia rinnovabile.

Toyota parteciperà al progetto, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e provvedendo alla messa su strada di una flotta di 10 Mirai, che verrà rifornita nella stazione di Eni e i cui utilizzatori verranno individuati nei prossimi mesi.
Se il progetto di San Donato avrà successo, nei prossimi anni Eni renderà disponibile l'idrogeno in altre stazioni della propria rete.
“Toyota è stata tra i primi ad intraprendere con decisione il percorso di elettrificazione della propria gamma - dichiara Mauro Caruccio, AD Toyota Motor Italia – ed oggi siamo il leader, con oltre 13 Milioni di veicoli elettrificati su strada nel mondo. Per Toyota è fondamentale la tecnologia ibrida elettrica, una vera e propria piattaforma da cui derivano tutte le forme di propulsione elettrificata. E proprio dall'evoluzione continua dei nostri sistemi ibridi è nata Mirai, la prima berlina a zero emissioni alimentata ad idrogeno prodotta in serie”.

“La stazione idrogeno a San Donato Milanese - dichiara Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni - costituisce un tassello importante nel percorso di de-carbonizzazione di Eni per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti. La mobilità sostenibile è un tema da affrontare con approccio sinergico, in cui tutte le tecnologie sono chiamate a dare il proprio contributo. Con le stazioni idrogeno, Eni intende rafforzare ulteriormente la sua offerta di carburanti a basso impatto ambientale: in una rete di 4.400 impianti, 3.500 erogano Eni Diesel+, il gasolio che contiene anche oli vegetali esausti e di frittura e grassi animali che vengono trasformati in biocarburante nelle bio-raffinerie di Venezia e Gela, mentre circa 200 impianti erogano metano (di cui 2 GNL) e presto anche bio-metano. Con questo accordo – conclude Giuseppe Ricci - abbiamo sottoscritto un'alleanza tra due grandi società, accomunate dall'impegno per un futuro low carbon”.

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