recensione

Motorola Razr 5G: i gesti di una volta non hanno davvero prezzo? 

La seconda generazione del pieghevole di Motorola risolve brillantemente alcuni degli errori del primo modello. Lo smartphone è ora davvero unico nel suo genere. Purtroppo anche nel prezzo

di Luca Tremolada

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La seconda generazione del pieghevole di Motorola risolve brillantemente alcuni degli errori del primo modello. Lo smartphone è ora davvero unico nel suo genere. Purtroppo anche nel prezzo


2' di lettura

Mano nella tasca, una scatto con il pollice della mano e taaac il telefonino si apre. Non siamo negli anni Novanta ma chi ha vissuto quel decennio se li ricorda benei Motorola a conchiglia: uno squillo, e con un movimento veloce l’apparecchio era già pronto all’uso come se dall’altra parte ci fosse in linea il presidente degli Stati Uniti pronto a dichiarare la terza guerra mondiale. Ci sono dei gesti che restano impressi e forse non hanno prezzo. 1.599 euro come prezzo è però decisamente alto. Ma il Motorola Razr 5G non è un telefono come gli altri, non vive nel nostro tempo ma nel suo.

Lanciato a fine settembre, è uno dei rarissimi dispositivi che si permette di stare sopra quota mille euro nonostante il covid-19 e la recessione mondiale che stiamo vivendo. Tuttavia, non è una operazione vintage. L’ispirazione è al Moto Razr del 2005, ma quando lo aprite troverete un display pieghevole, il sistema operativo Android e alcune innovazioni di interfaccia Made in Motorola. I tecnici dell’azienda statunitense ora di proprietà di Lenovo hanno risolto i problemi del primo modello lanciato a febbraio. Migliorata la qualità costruttiva, risolto il problema con il sistema di apertura e non scalda più come prima. Inoltre, a differenza del vecchio modello dotato solo di e-sim, c’è finalmente la possibilità di inserire fisicamente la sim. Quindi bene.

Come è fatto dentro.

Ricordiamo che c’è un display esterno da 2.7 pollici Oled con risoluzione 800x600 Pixel. Quando lo apri hai uno schermo da 6.2 pollici P.OLED ossia plastico FullHD da 16 milioni di colori. Si tratta di un pannello stretto ma allungato con formato 21:9 e risoluzione di 2.142 x 876 pixel. Quanto alle prestazioni abbiamo un Qualcomm Snapdragon 765G affiancato da 8Gb di memoria RAM e 256 Gb di memoria interna. Scorre tutto bene, i giochi non mostrano ritardi o interruzioni, Netflix non va oltre l’Hd ma la luminosità dello schermo garantisce una piacevole navigazione. Nonostante il prezzo non siamo dalle parti dei primi della classe come Samsung Galaxy Note S20 5G e l’iPhone Pro. Ed è proprio questo il punto.

Il prezzo

Millecinquecento euro sono troppi se lo mettiamo nello stesso scatolone degli “over the top”. Però parliamo di un telefono che non gioca a armi pari con nessuno proprio perché nasce per essere diverso: ha una sua storia, ma al tempo stessa intercetta alcune tendenze della modernità come il display flessibile e la portabilità essenziale. Il miglioramento del Razr 5G quindi va apprezzato. E va nella direzione giusta. Tuttavia, qualche cosa di più si poteva fare per la batteria. L’unità da 2800mAh dà il massimo ma con la connettività 5G si rischia di chiudere a fatica la giornata.

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