INNOVAZIONE E GARE

Motorsport, ecco come le gare permettono di creare auto migliori per tutti

di Giulia Paganoni


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3' di lettura

Le competizioni sono storicamente un grande laboratorio per i costruttori di autovetture al fine di fare test sul campo e sviluppare tecnologie da presentare poi sulle auto di serie. Il tutto con il vantaggio di una riduzione del tempo di messa a punto delle soluzioni tecniche. Sono numerosi gli esempi di osmosi tra auto destinate al mercato e motorsport. Infatti, tanti grandi produttori vantano divisioni sportive: Psa (con Ds Automobiles, Peugeot e Citroën), Ford, Hyundai e Toyota, sono esempi illustri.

Iniziamo dai francesi. Ds, marchio che fatica a conquistare un’identità forte sul mercato, è attivo nel campionato di Formula E, dove dalla scorsa stagione a quella che prenderà il via il 15 dicembre (la quinta) sono stati apportati numerosi cambiamenti, in primis il debutto della Gen 2. Questo ha portato a un raddoppio dell’autonomia delle batterie e a un miglioramento delle prestazioni con il peso della monoposto aumentato solo di 20 Kg. Questo lavoro per Ds ha rappresentato un laboratorio di ricerca che ha permesso di trasportare le tecnologie di gestione dell’energia sulle auto destinate al mercato, come sarà per Ds 7 Crossback E-Tense 4x4 e Ds 3 Crossback E-Tense che saranno in grado di raggiungere un’autonomia dichiarata di 320 km.

E nel motorsport ci sono anche salti, “tagli” e sollecitazioni che richiedono robustezza e stabilità. Proprio da questo contesto nascono le sospensioni con smorzatori idraulici progressivi di Citroën. Il “trucco” è aggiungere due smorzatori idraulici alle estremità in grado di far lavorare la sospensione in due tempi secondo le sollecitazioni: estensione e compressione.

Sempre dall’esperienza nei rally nasce il motore 1.6 litri di Peugeot: una cilindrata contenuta e una potenza specifica che raggiunge i 170 cv/litro, totali 272. Un propulsore che poi si ritrova sulla 308 Gti (con 208 Cv) e sulla 208 Gti.

Anche in casa Ford il motorsport viene interpretato come «innovazione attraverso le performance». Il marchio dell’Ovale Blu è attivo in diversi campionati, dalla pista ai rally, dove si affida al team M-Sport. Tutte queste conoscenze poi vengono trasferite sulle auto di serie dando vita anche a modelli “pepati”, come Focus Rs, Focus St e Fiesta St.

Cambiando continente e passando all’Asia, il motorsport è sempre interpretato con il concetto di «Lab». Lo dimostrano Toyota e Hyundai. Il primo, dal 2015 ha unificato le attività motoristiche nel team del Toyota Gazoo Racing al fine di realizzare vetture sempre migliori. E negli anni ne sono stati fatti di miglioramenti. Basta pensare alla 20esima partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, dove il costruttore giapponese è riuscito a conquistare il gradino più alto del podio con la Ts050 Hybrid: un veicolo che monta un motore termico V6 2.4 litri biturbo da 500 cv abbinato a due motori elettrici, uno nel cambio e l’altro collegato alle ruote anteriori. Una tecnologia, quella ibrida, che dal 2012 ad oggi ha consentito di ridurre del 35% i consumi delle LMP1 Toyota: è la stessa che contribuisce allo sviluppo delle vetture da strada.

Il comfort, la resistenza meccanica e le performance delle auto da rally firmate Toyota derivano dalla R&D degli ingegneri impegnati nelle aree motorsport (Copyright: Toyota Gazoo Racing WRC)

Inoltre, con il lancio di Corolla, Toyota introduce una nuova motorizzazione ibrida con motore termico 2 litri che segna l’inizio della strategia Dual Hybrid di Toyota, cioè la possibilità di scegliere tra due tecnologie ibride. Infine, Toyota Gazoo Racing dal 2017 è attivo anche nel Wrc e da questo impegno nascono Yaris Grmn (400 esemplari) e Yaris Gr Sport, quest’ultima con motore Hybrid-Electric 1.5 litri della Yaris migliorato con alcuni accorgimenti del Wrc.

Passando dal Giappone alla Corea, arriva un altro esempio. Hyundai ha risposto alla richiesta di sportività con la gamma «N» nata dall’esperienza della divisione Motorsport nel campionato Tcr con la i30 e nel Campionato del Mondo Rally con la i20 Coupé.

La i30 N è il primo modello della gamma “super pepata” di Hyundai, a cui si sono aggiunte Veloster N e i30 N Fastback. La base è la nuova generazione della media coreana. Monta un 2 litri turbo che in versione stradale raggiunge i 275 cavalli con una coppia massima di 353 Nm, mentre quella da gara ha 360 cavalli e 450 Nm di coppia.

Lo sviluppo nel motorsport ha permesso di migliorare il disegno del basamento e della testa per un ulteriore miglioramento in termini di affidabilità e performance. Anche le sospensioni sono state migliorare grazie a nuove geometrie. E gare di durata, come la 24 Ore del Nürburgring, sono state un ottimo test per verificare la robustezza del telaio con vibrazioni e forze molto alte. Vedere il motorsport solo come area isolata è quindi molto riduttivo: ogni giorno sulle auto di serie facciamo uso di qualche accorgimento tecnologico che deriva dalle competizioni e rende le auto più sicure e performanti.

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