Modificato percorso al Giro d’Italia

Mottarone, foto mostra «forchettone»: tre fermi nella notte

Interrogati sei addetti: si valuta l’errore umano. Il procuratore di Verbania riferisce che «il giorno prima dell’incidente c’è stato un blocco»

Aggiornato il 25 maggio 2021, ore 22:38

Tragedia funivia Mottarone, la Procura: "I freni non hanno funzionato"

6' di lettura

Svolta nella notta nelle indagini per la strage della funivia del Mottarone (Verbania) sopra al Lago Maggiore, dove sono morte 14 persone. Tre persone sono state fermate nella notte tra martedì e mercoledì per l'incidente di domenica. Secondo quanto si apprende si tratterebbe di due dipendenti della funivia e del gestore. A loro carico vi sarebbero gravi indizzi di colpevolezza tra cui omicidio colposo plurimo e rimozione dolosa degli strumenti di sicurezza riguardanti il sistema frenante dell'impianto.

In un primo momento, nella serata di martedì, era trapelato il il fatto che gli inquirenti avessero iscritto nel registro degli indagati una persona: un dipendente della Ferrovie del Mottarone Srl, la società che gestisce la funivia. L’uomo è assistito dall’avvocato Annamaria Possetti. Prima di lei in caserma dai carabinieri, dove l’indagato è stato interrogato insieme ad altri dipendenti della società, si era presentato l'avvocato Cania Di Milio, ex sindaco di Stresa. Il legale ha però dovuto rifiutare l’incarico perché il Comune potrebbe essere parte in causa. A due giorni dall’incidente, sei dipendenti della società che gestisce l’impianto della funivia del Mottarone sono stati sentiti dai carabinieri di Stresa .

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Foto mostra «forchettone», ecco perché la cabina precipita

Una foto scattata nei momenti successivi alla tragedia della funivia sul Mottarone sembra mostrare un “forchettone”, un elemento in metallo che serve a tenere aperte le ganasce dei freni, ma va tolto quando le persone sono a bordo della cabina perché altrimenti impedisce la frenata in caso di emergenza, come ad esempio nel caso di rottura del cavo trainante. Una presenza, quella rilevata da una foto del Soccorso alpino, che spiegherebbe perché la cabina è precipitata nel vuoto per circa 20 metri. Immagine che fa parte degli elementi su cui la procura di Verbania cerca di fare chiarezza e che insieme alla rottura del cavo trainante avrebbe determinato l’incidente in cui domenica hanno perso la vita 14 persone.

L’informativa del ministro Giovannini

Giovedì 27 maggio alle 9.30 si terrà nell’Aula della Camera un’informativa urgente del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini sul disastro del Mottarone. Lo si apprende da fonti parlamentari di maggioranza. Il ministro Giovannini, intanto, ha chiesto e ottenuto dagli organizzatori del Giro d’Italia la modifica del percorso della terzultima tappa della gara che avrebbe dovuto passare per la cima del Mottarone il 28 maggio, in rispetto delle vittime della tragedia della funivia dove hanno perso la vita 14 persone. Venerdì, quindi, la tappa si svolgerà da Abbiategrasso ad Alpe di Mera, in Valsesia, e non passerà per la cima del Mottarone ma per l’Alpe Agogna.

Assessore Tronzano: funivia dal '97 proprietà del Comune

«La legge regionale n. 15 del 1997 ha sancito il trasferimento della proprietà della funivia Stresa-Mottarone dalla Regione Piemonte al Comune di Stresa». Nel 2014 sono stati siglati un Accordo di programma e la convenzione tra Scr e il Comune di Stresa che individua nel Comune l'amministrazione “concedente” per la gara d'appalto di gestione dell'impianto ed esecuzione dei lavori. Lo ha detto Andrea Tronzano, assessore al Patrimonio della Regione Piemonte, nel suo intervento in Consiglio regionale. “Essendo andata deserta la prima gara, nel 2015 il Consiglio comunale di Stresa ha approvato i nuovi indirizzi - ha affermato - Nel capitolato d'oneri di gara è stato inoltre specificato che, al termine del periodo di concessione, l'impianto con le opere e gli immobili ritorneranno nella materiale disponibilità del Comune di Stresa. La proprietà quindi è attribuita per legge al Comune di Stresa. La trascrizione nei registri catastali non è ancora stata finalizzata a causa di alcuni contenziosi. La Regione ha recentemente, nel mese di marzo, sollecitato nuovamente il Comune di Stresa a perfezionare gli ultimi atti».

Nel 2018 la Regione vinse la causa di restituzione beni

Spuntano poi nuovi risvolti riguardanti la gestione della struttura. Nel 2007 la Regione Piemonte citò in giudizio la società Ferrovie del Mottarone chiedendo la «restituzione» del piazzale antistante la stazione di arrivo della funivia e «di porzioni immobiliari contigue alla stazione intermedia». La causa civile terminò nel 2018 quando la Cassazione, confermando la sentenza della Corte d’appello di Torino, diede ragione all’Ente. Nel ricorso, la Regione affermò che i beni andavano riconsegnati al pari dei beni costituenti la funivia restituiti con verbale del 31 dicembre 1996.

Stabili le condizioni del bambino superstite

È trascorsa, intanto, la seconda notte in ospedale a Torino per il bimbo di cinque anni unico superstite della tragedia del Mottarone dove hanno perso la vita 14 persone tra cui i genitori e il fratello. Il piccolo Eitan è ricoverato in prognosi riservata e le sue condizioni sono definite ‘stabili' dai sanitari. Lunedì era stato sottoposto a risonanza, che non aveva rilevato lesioni al cervello e al tronco encefalico. I medici hanno avviato le operazioni di risveglio del bambino: per i sanitari la sua risposta è positiva, ma la situazione resta critica.

Analisi dei video di sorveglianza

Sul fronte delle indagini, ci vorrà qualche giorno per vedere e analizzare i video delle telecamere di sorveglianza della funivia del Mottarone teatro della tragedia di domenica. Le telecamere, che riprendono anche l'arrivo e la partenza delle cabine e che verosimilmente hanno ripreso anche gli attimi prima dell'incidente, sono diverse e sono state sequestrate dalla Procura di Verbania assieme all'intero impianto. I filmati a ciclo continuo, 24 ore su 24, vanno a ritroso per sette giorni e sono più di due.

«Per visionarli - spiega all'Ansa il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alberto Cicognani - ci vorrà il tempo necessario. Stiamo facendo tutto con scrupolo». Non si è ancora appurato, invece, se esista o meno una scatola nera, in quanto la funivia che collega Stresa al Mottarone non è di ultima generazione.

Procura: il giorno prima un blocco all’impianto

C’è anche «l’errore umano tra le ipotesi» al vaglio degli inquirenti, come ha spiegato la procuratrice di Verbania Olimpia Bossi. «L'ipotesi della “forchetta” fa parte degli accertamenti da fare. Dal video non si vede» ha spiegato la procuratrice della Repubblica, che con il pm Laura Carrera indaga sull'incidente della funivia del Mottarone. «La “forchetta” - ha aggiunto - è un meccanismo che fa parte del sistema di blocco e sblocco della cabina e se sia stato inserito o meno dovrà essere accertato».

Sempre il magistrato ha riferito che «il giorno prima dell'incidente c’è stato un blocco dell'impianto, si è fermata la funivia e c'è stato un intervento per rimetterla in funzione. Se questo sia collegato o meno con l'incidente ancora non lo sappiamo, così come non sappiamo se erano presenti all'interno della cabinovia delle persone». Inoltre la procuratrice della Repubblica ha rivelato che dalle prime immagini visionate si vede la cabina arretrare.

Presto acquisiti altri documenti

La Procura dovrà inoltre acquisire «presso tutti gli enti che possono avere un coinvolgimento», tra cui l'Ufficio speciale trasporti a impianti fissi Ustif, i documenti relativi all'impianto. Lo ha spiegato ancora Olimpia Bossi, aggiungendo di aver già raccolto i documenti presso la Ferrovia Mottarone spa, la società che gestisce l'impianto, i cui uffici sono ora sotto sequestro come l'intera funivia. «L'analisi delle carte servirà per chiarire il quadro e individuare eventuali soggetti rispetto ai quali ipotizzare un eventuale profilo di responsabilità - ha aggiunto - per poi svolgere una congrua attività istruttoria».

Malore, muore giornalista

Un giornalista che a piedi si era avventurato sui sentieri che portano sul luogo dove è precipitata la cabina della funivia del Mottarone è stato stroncato da un malore. Il decesso è avvenuto durante il sopralluogo della procura in vetta al Mottarone, dove è crollata la cabina. L'uomo deceduto è un operatore che era sul posto per la testata Mediaset.

Sul posto era presente il personale del Soccorso alpino della guardia di finanza che ha provveduto con le prime manovre di rianimazione cardiopolomonare. In seguito è arrivata l'eliambulanza del Servizio di Elisoccorso Piemontese la cui equipe sanitaria ha proseguito le operazioni di rianimazione fino alla constatazione del decesso. È in corso il recupero della salma da parte delle squadre a terra del Soccorso Alpino della stazione di Omegna.

Papa, grande dolore, vite tragicamente spezzate

Il Papa esprime “grande dolore” per il “drammatico incidente” della funivia Stresa-Mottarone ed esprime ai familiari delle vittime “vicinanza e sentito cordoglio”. “Pensando con commozione a tante vite tragicamente spezzate mentre erano immerse nella meraviglia del creato, assicura la preghiera per quanti sono scomparsi, per chi li piange e per il piccolo Eitan, la cui delicata vicenda segue con trepidazione”. Così in un telegramma al vescovo di Novara. Il Papa “partecipa in modo particolare all'afflizione della comunità locale e della diocesi di Novara, e si stringe all'amato popolo italiano, sgomento per la grave tragedia”.

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