Le cause del disastro

Mottarone, la Procura: più aziende coinvolte, non ci sono ancora indagati

C'è anche il “disastro colposo” tra i reati ipotizzati dalla procura di Verbania che indaga sulla tragedia del Mottarone. Lo rende noto il procuratore, Olimpia Bossi, che coordina le indagini. La nuova ipotesi di reato si aggiunge all'omicidio plurimo colposo e alle lesioni colpose per il bimbo ferito in ospedale

Piemonte, precipita cabina della funivia del Mottarone: 14 morti, 5 famiglie distrutte

10' di lettura

I carabinieri hanno finito di raccogliere le prove nell’area dov’è avvenuto ieri in tarda mattinata il distacco della cabina della funivia del Mottarone, che ha provocato la morte di 14 persone e il grave ferimento di un bambino di 5 anni. In Procura si stanno valutando le posizioni di alcune persone da iscrivere al registro degli indagati. All’esame degli inquirenti il ruolo delle tre ditte coinvolte nella realizzazione dell'impianto: i gestori, la società che aveva fornito il materiale e la ditta che aveva effettuato l’ultimo intervento di controllo sull’impianto nel 2020.

Al vaglio anche le posizioni della Regione Piemonte e del Comune di Stresa: da chiarire se non sia stato formalizzato il passaggio di proprietà da parte della Regione al Comune come inizialmente previsto dopo gli interventi sulla funivia nel 2016. Il sostituto procuratore Laura Carrera affiancherà il procuratore capo Olimpia Bossi nell'indagine sulla tragedia di Stresa.

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Il tavolo tecnico con il ministro Giovannini

Un “tavolo tecnico” per confrontarsi e per cercare di capire quanto accaduto ieri sul Mottarone dove la rottura del cavo trainante della funivia sul lago Maggiore ha fatto precipitare una cabina provocando la morte di 14 persone. È il senso dell'incontro tenutosi in mattinata al Palacongressi di Stresa con il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, presenti anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l'assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi, oltre al prefetto di Verbania Angelo Sidoti e al sindaco di Stresa Marcella Severino, che ha proclamato per la giornata di oggi il lutto cittadino.

Giovannini: commissione ministeriale e indagine Procura

«È un giorno di grande tristezza per il Paese», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, durante la conferenza stampa al Palacongressi di Stresa al termine del’'incontro. «Il Governo e tutte le istituzioni - ha detto - sono impegnate a capire le cause, a comprendere cosa è accaduto. E, al tempo stesso, a fornire assistenza alle famiglie colpite da questa tragedia». «Le istituzioni hanno reagito in modo rapido, efficiente e coordinato - ha aggiunto il ministro - . Dall’incontro è emerso lo spirito di collaborazione che ha permesso un intervento immediato». Il ministro ha anche ribadito l’istituzione di una commissione ministeriale che, ha spiegato, «si aggiunge alle indagini della magistratura» e ha fatto appello affiché tutti mettano a disposizione la documentazione, garantendo« l’impegno di tutte le istituzioni non solo per evitare che questo accada ancora ma anche per aiutare chi è stato colpito».

Funivia del Mottarone il giorno dopo

Sindaco di Stresa: primo dovere è supporto a famiglie morti

«Le indagini faranno il loro corso, ma ora le istituzioni hanno il dovere di supportare le persone colpite da questa tragedia, adesso il lato umano deve essere preponderante». Così dice Marcella Severino, sindaco di Stresa, uscendo dal palazzo dei congressi dopo l’incontro col Ministro, Enrico Giovannini.
«Per il mio territorio è un duro colpo - ha aggiunto Severino -. Si cominciava a ripartire con questi primi week-end in cui si respirava un’aria di normalità ed invece…… Questo è un bel posto, dove la gente viene volentieri: non doveva capitare. Abbiamo già attivato un sostegno psicologico tramite l’Asl per i parenti e i nostri albergatori si sono detti disposti ad ospitare le famiglie, così come i mezzi pubblici e i taxi sono a disposizione. Il territorio sta dando la massima disponibilità e ne sono orgogliosa'».

Sopra Stresa, a 300 metri dalla stazione di vetta a quota 1.491, domenica 23 ha ceduto la fune della funivia del Mottarone, e la cabina è precipitata accartocciandosi ai piedi di un bosco. L'incidente a 100 metri dall' ultimo pilone, in uno dei punti più alti. La notizia ha fatto il giro del mondo. Chiuso nel 2014 e sottoposto a manutenzione, l'impianto era stato riaperto nel 2016. Per il legale dei gestori controlli e verifiche erano tutte a posto.

Soccorritori, freno emergenza non ha funzionato

Oltre alla rottura del cavo, l’inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina. «Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema - dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato». La mancata attivazione del freno, spiega, «ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno».

Procura: sistema di freni di sicurezza non ha funzionato

Infatti, il faro della procura di Verbania è anche volto a capire come mai il sistema di freni di emergenza non abbia funzionato. «Partiamo da una evidenza empirica, il cavo si è tranciato e il sistema di freni di sicurezza, pacificamente, non ha funzionato», spiega a LaPresse il procuratore di Verbania Olimpia Bossi, titolare delle indagini. «Ha funzionato invece per l’altra cabina, che si è bloccata», specifica. Le perizie tecniche potrebbero essere affidate al Politecnico di Torino. «Logica vorrebbe che si è spezzato il cavo e l’impianto frenante non ha funzionato, ma può anche essere il contrario. Lo dovranno stabilire i consulenti», ha detto il procuratore. Tra i reati ipotizzati c'è anche il “disastro colposo”. La nuova ipotesi di reato si aggiunge all’omicidio plurimo colposo e alle lesioni colpose per il bimbo ferito in ospedale.

Docente Politecnico Torino: rottura fune anomala

«La rottura della fune traente è sicuramente anomala. Quelle funi sono in acciaio, vengono controllate tutti gli anni con gli strumenti ad hoc, e in più ci sono i controlli visivi. Sono fenomeni lenti, di usura, di corrosione. Non sono inattesi, il tecnico che monitora se li deve aspettare». Ammette di essere sorpreso per quanto accaduto al Mottarone Bruno Dalla Chiara, docente del Dipartimento di Ingegneria, Ambiente e Territorio del Politecnico di Torino, esperto in strutture come gli impianti a fune.

Difficile recupero cabina

La cabina crollata ieri a pochi metri dalla vetta al Mottarone dovrà essere recuperata per compiere parte dei rilievi necessari alle indagini. «La cabina è in una zona impervia», ha detto il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi. Al momento è stata coperta con dei teli per il maltempo.

Chiarire chi è proprietario della funivia

Non è ancora chiaro se la funivia del Mottarone, teatro della tragedia costata la vita a 14 persone, sia di proprietà del Comune di Stresa o della Regione Piemonte. “Lo stiamo appurando in queste ore”, spiega il procuratore. In occasione dell'ultima importante riqualificazione della funivia, la Regione ha stanziato un importante contributo, a fronte del quale era previsto il passaggio di proprietà dell'impianto proprio alla Regione, ma non è ancora chiaro se questa procedura sia stata completata. “Dobbiamo chiarire se l'ente proprietario è la Regione o il Come di Stresa”, dice il procuratore Olimpia Bossi.

Il sindaco di Stresa: «Regione Piemonte è la proprietaria»

Ill sindaco di Stresa fa chiarezza sulla proprietà dell'impianto sul Mottarone:«L’accordo siglato anni fa era che la Regione Piemonte finanziasse l'intervento (di ristrutturazione della funivia, ndr) e poi sarebbe stato fatto il passaggio di proprietà al Comune ma non è stato perfezionato quindi è della Regione al momento».

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Più di una azienda coinvolta, presto per indagati

«Non penso che ci saranno iscrizioni oggi, dobbiamo ancora avere il quadro completo ed esaustivo di tutti i soggetti giuridici che a vario titolo sono interessati alla gestione o alla revisione dell'impianto, stiamo acquisendo tutta la documentazione relativa e sulla base di questa valuteremo». Lo afferma Olimpia Bossi, procuratore capo di Verbania che si occupa della tragedia sul Mottarone.

«C’è l’ente proprietario che deve essere ancora chiarito se è tuttora la Regione Piemonte e/o il Comune di Stresa, c'è la società che gestisce l'impianto che è la società Ferrovie del Mottarone, ci sono le società che hanno effettuato lavori di ristrutturazione dell’impianto che hanno riguardato il biennio 2014-2016 e c’è una società incaricata della revisione annuale (la normativa prevede una revisione annuale), l’ultima ci risulta effettuata nel novembre 2020, circa sei mesi fa», spiega. «Stiamo acquisendo i report finali che per legge devono essere trasmessi a un ufficio periferico territoriale del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e anche sulla scorta di quello che emergerà avremo un quadro completo», aggiunge.

«La mia intenzione è quella di evitare iscrizioni nel registro degli indagati inutili ma al tempo stesso senza correre il rischio di ometterne altre in vista del conferimento di incarichi di consulenza che potrebbero essere anche di carattere irripetibile», conclude il procuratore Bossi. L’intenzione della procura di Verbania è indagare anche per attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

Sequestrato anche impianto videosorveglianza

Anche l'impianto di videosorveglianza della funivia è stato posto sotto sequestro. Il procuratore di Verbania ha precisato che le telecamere “riprendono arrivo e partenza” e che, al momento, «non risultano esserci immagini riprese dall'interno della cabina precipitata, anche se non mi sento di escluderlo».

Leitner: ecco i controlli e le manutenzioni degli ultimi mesi

L’azienda altoatesina Leitner di Vipiteno che ha l’incarico di manutenzione straordinaria e ordinaria dell’impianto si è messa a disposizione della magistratura. Sulla base dei documenti in suo possesso e delle verifiche interne effettuate, ha reso noto l'elenco dei controlli e delle manutenzioni portate a termine negli ultimi mesi, secondo le prescrizioni della normativa vigente, sulla base del contratto di manutenzione sottoscritto con la società di gestione Ferrovie del Mottarone. L’ultimo controllo sulle centraline idrauliche dei freni risulta il 3 maggio scorso. Invece, i controlli giornalieri e settimanali previsti dal regolamento d'esercizio e dal manuale di uso e manutenzione sono in carico al gestore (Luigi Nerini, ndr).

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Ospedale: domani proveremo cauto risveglio del bimbo

Intorno alle 18:00 un aggiornamento del direttore generale della Città della Salute di Torino, Giovanni La Valle, sul bambino di 5 anni, unico sopravvissuto a disastro in cui hanno perso la vita i genitori, il fratellino di due anni e i bisnonni: «Abbiamo concluso la risonanza magnetica mezz'ora fa. Fortunatamente non ha evidenziato danni neurologici nel bambino, sia a livello cerebrale sia del tronco encefalico e questo ci autorizza nella giornata di domani a cominciare un cauto risveglio del bambino». Il piccolo era stato operato ieri sera per ridurre le fratture ed è intubato.

Possetti: tragedia come il Ponte Morandi non è un caso

«Penso che la tragedia di ieri, come la nostra, non sia un caso». Così Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo Vittime ponte Morandi, ha commentato il terribile incidente alla funivia tra Stresa e il Mottarone, nella quale sono morte 14 persone. Possetti questa mattina era a Genova per un incontro con i parlamentari liguri sulla proposta di legge elaborata dal comitato a favore delle famiglie delle vittime di disastri dovuti all'incuria.

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Codacons: scarsi controlli trasporti, noi parte offesa

«La tragedia della funivia del Mottarone è solo l’ultimo incidente grave che coinvolge il settore dei trasporti in Italia, e che riporta al centro dell’attenzione la questione dei controlli sul fronte della sicurezza». Lo si legge in una nota del Codacons.

«Dopo la strage del Ponte Morandi, i deragliamenti di treni, i sequestri di ponti e viadotti a rischio in tutta Italia, i naufragi delle navi da crociera, appare evidente che nel nostro paese qualcosa non funziona sul fronte dei controlli sulla sicurezza dei trasporti - spiega il presidente Carlo Rienzi -. Questo perché spesso gli accertamenti previsti dalle norme e che dovrebbero verificare lo stato di infrastrutture e mezzi di trasporto non vengono eseguiti, oppure, come dimostra l'indagine della procura di Genova su Rina (registro navale italiano), le certificazioni vengono falsificate e aggiustate».

«Tutto ciò ha ripercussioni dirette sulla sicurezza dei passeggeri che viaggiano su terra, aria e mare, e impone di verificare l'operato di chi dovrebbe vigilare sulla sicurezza dei mezzi di trasporto», aggiunge Rienzi. «Per questo motivo - prosegue la nota - il Codacons si costituisce parte offesa nell’inchiesta aperta dalla procura di Verbania, e chiederà di estendere le indagini nei confronti del Ministero dei trasporti e di tutte le istituzioni e gli enti che hanno il compito di garantire la sicurezza dei cittadini che utilizzano infrastrutture e mezzi come strade, ferrovie, funivie, traghetti e navi da crociera, allo scopo di accertare eventuali negligenze o omissioni».

La replica del Rina

A stretto giro il Rina ha diffuso una nota che replica alle accuse del Codacons la cui iniziativa viene definita «quantomeno “temeraria” dal punto di vista legale». Secondo il Rina si fa riferimento a una intercettazione «già nota e ampiamente diffusa a mezzo stampa» che «risale al 2013.Il contenuto della registrazione non vede coinvolto alcun dipendente di Rina, ma solo terzi e risulta essere stato ritrattato. Probabilmente anche per questo motivo, la registrazione non è mai stata utilizzata o ritenuta rilevante nei confronti di Rina da organismi giurisdizionali». La società sottolinea che «non è la prima volta, purtroppo, che Codacons avanza richieste “fantasiose” nei confronti di Rina, che sono state regolarmente respinte e che finora non hanno avuto alcun seguito. Rina conferma la piena e fattiva collaborazione con la Magistratura per il raggiungimento della verità».

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Orleoni (Arpiet): Incidente impossibile se norme rispettate

Quello avvenuto ieri alla funivia del Mottarone «è un incidente impossibile. Certamente qualcosa lo ha scatenato, qualcosa al di fuori delle norme che vengono applicate. Sicuramente è subentrato qualcosa che va al di là delle norme previste. Se tutto fosse stato rispettato non sarebbe successo». È duro il giudizio che Giampiero Orleoni, presidente di Arpiet, l’Associazione regionale piemontese delle imprese esercenti trasporto a fune in concessione, dà sul tragico incidente avvenuto a Stresa, in un colloquio con LaPresse.

Orleoni spiega che le normative italiane sugli impianti sono molto rigide: «Sono previsti moltissimi interventi per l’apertura degli impianti, siamo tenuti a farli per garantire la sicurezza. C’è uno scadenziario preciso, ogni impianto ha un direttore tecnico responsabile. I collaudi sono annuali e a volte semestrali. E poi ci sono i controlli dell’Ufficio trasporti ad impianti, che fa parte del ministero delle Infrastrutture, che fa verifiche annuali ma se ritiene anche a spot».

Zambrano (Ingegneri): «Inspiegabile, Italia leader costruzione nel mondo»

«L’incidente di Mottarone è inspiegabile visto che l’Italia è leader nel mondo nella realizzazione di questo tipo di opere, anche dal punto di vista della sicurezza». Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale ingegneri. «Le manutenzioni - fa notare - sono state effettuate nei modi e nei tempi programmati; anche perché stiamo parlando di un tipo di opere molto attenzionate ed essendo tutto a vista si possono controllare abbastanza agevolmente».

Scatta la solidarietà: l’aiuto della scuola ebraica di Milano

La Fondazione Scuola Ebraica di Milano, insieme alla Comunità Ebraica della città, ha lanciato una raccolta fondi a favore di Eitan Biran, il bambino di cinque anni che ancora lotta per la vita dopo la tragedia della funivia, nella quale ha perso i genitori, un fratello e due bisnonni materni. Il padre, il 30enne Amit Biran, studiava medicina a Pavia e collaborava con la Comunità e la Scuola di Milano, frequentata dai suoi bambini e dove “accoglieva ogni giorno con il suo sorriso – si legge in un appello affidato ai social network – i nostri figli”.

Si può aderire alla raccolta straordinaria:
- tramite la pagina “Dona Ora” sul sito della Fondazione:
https://www.fondazionescuolaebraica.it/dona-ora
- effettuando un bonifico bancario con causale “Raccolta fondi per aiuto famiglia Amit Biran”
a: Fondazione per la Scuola della Comunità Ebraica di Milano
BPER Banca
IBAN: IT62F0538701615000042207490
- contattando direttamente la segreteria via mail: segreteria@fondazionescuolaebraica.it
o telefonicamente al numero +39 345 352 3572

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