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Mourinho nuovo allenatore della Roma. Dopo l’Inter, sulle orme di «Mago» Herrera

Annuncio a sorpresa del presidente Friedkin: a Trigoria l’eroe del Triplete. «Ma che davero?» Intanto il titolo del club guadagna in Borsa il 22,5%

di Francesco Prisco

Lo sfogo di Mourinho: "Ho vinto più di tutti, chiedo rispetto"

2' di lettura

«Ma che davero?» Di fronte all’annuncio di José Mourinho nuovo allenatore della Roma, se non possiamo dire che siamo tutti un po’ romanisti, sicuramente siamo tutti un po’ romani. Al termine di una stagione così così, con un settimo posto in campionato a nove punti sotto gli odiati cugini della Lazio, l’illusione Europa League schiantatasi contro un 6-2 in terra d’Albione, proprio contro l’ex club di Mou, il nuovo zio d’America Dan Friedkin regala ai suoi tifosi il diritto di sognare in grande: ecco a voi lo Special One. La notizia viaggia via Twitter ed è subito trend topic.

Mou fino al 2024. E la Borsa s’impenna

Poi arriva il comunicato ufficiale di Trigoria: Mourinho ha stipulato con i giallorossi un contratto triennale che durerà fino al 30 giugno 2024. «Siamo entusiasti e felicissimi di dare il benvenuto a José nella famiglia dell’Aa Roma», sottoscrivono il presidente del club Dan e il vicepresidente Ryan Friedkin, interessi nell’automotive e stesso cognome del regista premio Oscar de L’esorcista. «Grande campione che ha vinto trofei a tutti i livelli, José fornirà una straordinaria leadership ed esperienza al nostro ambizioso progetto. La nomina di José è un passo enorme nella costruzione di una cultura vincente a lungo termine e coerente in tutto il club», ha continuato la proprietà. Mou già parla in romanesco: «Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l'incarico. Daje Roma!». Notizia salutata in Borsa dal titolo del club giallorosso con un +22 per cento.

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Il ritorno dell’uomo del Triplete

Tanto di cappello, non c’è che dire: nello scenario disastrato del calcio post Covid, dove neanche più le Super Leage riescono col buco, c’è chi non rinuncia ad alzare la posta in gioco, regalando alla serie A un personaggio (termine non casuale) che, l’ultima volta che lo abbiamo visto da queste parti, ha regalato al nostro movimento il traguardo storico del Triplete. «Ma che davero?», si staranno probabilmente chiedendo i tifosi interisti che non hanno ancora fatto in tempo ad arrotolare gli striscioni celebrativi del 19esimo scudetto. Proprio Mou che, per loro, era una specie di feticcio intoccabile, il correlativo oggettivo di Maradona a Napoli? «Davero», tocca rispondere. Quant’è vero che adesso si ritrovano, tra panchina e uffici, l’ex stato maggiore della detestata Juventus. È il calcio moderno, bellezza.

Il precedente del «Mago» Herrera

Perché c’è qualcosa di nuovo nello Special One che va a Roma. Anzi, d’antico: il pensiero va subito a Helenio Herrera, «il Mago» che col dogma del catenaccio portò a Milano, su sponda nerazzurra, due Coppe dei Campioni e altrettante Coppe Intercontinentali, 45 anni prima che José facesse il miracolo. L’allenatore argentino, infatti, lasciata l’Inter mise le tende proprio nella Capitale. Esperienza non proprio fortunatissima, se consideriamo che in cinque stagioni rimediò al massimo un sesto posto. Ma si sa che vincere nel calcio, dal Po in giù, è molto più difficile. Chissà che Mourinho non arrivi puntuale anche a quest’altro appuntamento con la storia.

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